Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 653 del 11/01/2012


MAGISTRELLI (PD). Signor Presidente, membri del Governo, per prima cosa desidero ringraziare i firmatari delle mozioni che ci hanno permesso di portare in discussione al Senato il tema della cooperazione territoriale nel bacino del Mediterraneo, attraverso la Macroregione adriatico-ionica. Un argomento di grande attualità in Europa, che ci impone un'azione collettiva nella quale l'Unione europea, gli Stati membri, le loro Regioni e i loro Comuni si dividono i compiti e le funzioni. (Brusìo). Mi pare che ci sia qualche problema nel gruppo Lega Nord. (Richiami del Presidente).

La Macroregione costituisce una modalità innovativa di cooperazione territoriale tra Regioni e Nazioni diverse, con l'obiettivo comune con l'obiettivo comune di uno sviluppo equilibrato e sostenibile.

Non è quindi una regione geografica dai confini predefiniti (è scritto nella relazione del presidente Gian Mario Spacca), ma un'area funzionale tra enti nazionali, regionali e locali che si associano per affrontare insieme un certo numero di problematiche comuni che interessa i territori di Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Serbia e Slovenia. (Brusìo).

PRESIDENTE. Senatore Bricolo, senatrice Boldi, il vostro parlare impedisce di ascoltare l'oratore.

MAGISTRELLI (PD). È da stamattina che la senatrice Boldi, sempre molto riservata...

Il compito della Macroregione adriatico-ionica - è stato già detto stamattina in questa Aula - è essenzialmente quello di collegare i territori che la compongono per promuovere lo sviluppo sostenibile e, al tempo stesso, di proteggere l'ambiente marino, costiero e dell'entroterra.

I settori operativi della Macroregione adriatico-ionica saranno definiti tra i partner anche se, sin da ora, si possono indicare alcuni ambiti prioritari come la preservazione dell'ambiente, il miglioramento dell'accessibilità e delle comunicazioni (autostrade del mare, pesca, sicurezza della navigazione e dei porti), lo sviluppo economico con un chiaro riferimento alle scelte operate dalla Commissione europea nell'ambito delle politiche settoriali. Può diventare insomma uno strumento efficace per la gestione integrata delle politiche settoriali a forte radicamento territoriale come, per esempio, trasporto, sviluppo economico, sanità, ambiente, cultura, politiche agricole e rurali.

Insieme alle due Macroregioni europee del Baltico e del Danubio, l'adriatico-ionica costituisce l'asse ideale fra Nord e Sud dell'Europa, perché comprenderà anche l'area del Mediterraneo centrorientale e sarà in grado di decongestionare l'accesso sudorientale all'Europa.

Quanto ai tempi, i protagonisti o i pionieri sono stati il Ministero degli affari esteri (è stato citato anche il senatore Mantica), la Regione Marche (e più volte stamattina è stato citato il suo presidente) e, naturalmente, l'Iniziativa adriatico-ionica. Dal 2000 sono state attivate una serie di iniziative dirette alla sensibilizzazione delle istituzioni europee e finalizzate al riconoscimento della Macroregione.

II 3 marzo 2011, a Bruxelles, la Commissione cooperazione territoriale (COTER) del Comitato delle Regioni ha affidato alla Regione Marche la redazione del parere sulla cooperazione territoriale nel bacino del Mediterraneo attraverso la Macroregione adriatico-ionica. Il 12 ottobre 2011 il Comitato delle Regioni ha approvato all'unanimità il parere. Il Consiglio europeo del 23 e del 24 giugno 2011, nelle sue conclusioni - leggo testualmente - «ha invitato gli Stati membri a continuare il lavoro, in collaborazione con la Commissione, per future possibili macroregioni con particolare riferimento alla regione adriatico-ionica». La procedura per l'approvazione definitiva della Macroregione adriatico-ionica dovrà chiudersi entro il 2013 in modo da poter già usufruire degli interventi finanziari previsti dalla nuova programmazione europea 2014-2020.

Insomma, l'integrazione e il coordinamento tra gli enti che sono impegnati nella risoluzione di problemi condivisi non potrà che far molto bene ai nostri territori, ai diversi programmi finanziari e alle nostre politiche. Naturalmente, la collaborazione e il coordinamento, e le diverse forme di finanziamento, dovranno essere gli elementi indispensabili per rendere efficace il progetto.

Un ulteriore valore da non sottovalutare della Macroregione è la nuova attenzione dell'Unione europea verso i Balcani occidentali. In questo senso, la macroregione può anche agevolare l'ingresso nell'Unione europea di Stati interessati dalle procedure di preadesione e costituisce inoltre l'opportunità di realizzare e promuovere nei territori parte della più vasta area del Mediterraneo, il rafforzamento di processi democratici e un'accelerazione del percorso di integrazione europea.

Insomma, stiamo costruendo una buona occasione di sviluppo culturale ed economico, e dentro questa iniziativa sarebbe utile che l'Italia, attraverso l'azione del Governo, prendesse a cuore il problema del prolungamento del Corridoio Baltico-Adriatico, che fino a oggi è previsto solo fino a Ravenna e non fino alla Puglia, come invece sarebbe utile.

In conclusione, mi auguro, ci auguriamo che questo Governo voglia proseguire nell'impegno che da anni le istituzioni italiane ed europee hanno messo nel costruire il percorso che ha portato la Macroregione a trovare uno spazio comune di relazione, di relazioni, elaborando, con l'Europa, una strategia per tutta l'area. Chiediamo che lo Stato italiano sia parte determinante in questo processo di cooperazione territoriale. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Chiurazzi. Ne ha facoltà.