DASSU', sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, ringrazio molto lei e soprattutto tutti i senatori che sono intervenuti, sia nell'illustrazione che poi nella discussione dell'elevato numero di mozioni molto importanti al nostro esame, che rappresentano un grande stimolo all'attività di politica estera del Governo.
È stato detto più o meno tutto, per cui non ripeterò gli elementi di base della questione che stiamo discutendo. Vorrei ora svolgere molto rapidamente due considerazioni.
La prima considerazione che mi sembra importante riguarda la creazione di una Macroregione adriatico-ionica, che è una priorità politica di questo Governo, così come lo era del Governo precedente. Io ho la non facile eredità del senatore Mantica da rispettare, mi sento impegnata a farlo e lavorerò come lui ha fatto in accordo con i Parlamenti nazionali delle Regioni coinvolte, con le Regioni coinvolte e con i Paesi che voi avete menzionato interessati insieme all'Italia a questa iniziativa. Quindi, vorrei tranquillizzarvi: questo punto rimane una priorità politica del Governo.
La seconda considerazione riguarda il fatto che tale priorità politica non è un compito facile, per le ragioni che molti di voi hanno richiamato. Vorrei un attimo leggervi le parole esatte delle conclusioni del Consiglio europeo del giugno 2011, dove si dice che, mentre il Consiglio europeo ha approvato la strategia dell'Unione europea per la regione del Danubio e ha chiesto a tutti i soggetti interessati di attuarla senza indugio, «gli Stati membri sono invitati a proseguire i lavori, in cooperazione con la Commissione, sulle eventuali future strategie macroregionali, in particolare per la regione adriatica e ionica». Con ciò voglio dire che si tratta indubbiamente di un successo (che, fra l'altro, come Ministero degli affari esteri abbiamo rivendicato e che continuiamo a ritenere tale), ma questa esatta formulazione vi dà anche l'idea che non sarà un compito facile. È un lavoro ancora da costruire, e io credo che in tal senso sarà molto importante l'accordo fra i Parlamenti, i Governi e le Regioni. Qual è il nostro orizzonte temporale? Riuscire a varare la strategia nel 2014, quando ci saranno, come sapete, le Presidenze di Grecia e Italia; sarà un anno cronologicamente coerente con il nuovo quadro finanziario e con le politiche di coesione.
Volevo fare solo queste due considerazioni come introduzione e aggiungere brevemente tre punti, che sono toccati un po' da tutte le mozioni, che, ripeto, ho trovato tutte particolarmente utili e interessanti.
Il primo punto, che avete già sollevato, ma che vorrei ricordare: non ci sono da parte europea fondi dedicati aggiuntivi per la creazione di questa come delle altre macroregioni: si tratta di spendere in modo più coerente nel contesto della Macroregione adriatico-ionica.
Secondo punto: tutte le mozioni, o molte di loro, sottolineano l'importanza del coordinamento fra i Parlamenti nazionali. È un aspetto verso il quale il Governo italiano è particolarmente favorevole (e io lo sono senz'altro).
Infine, c'è il grande tema delle infrastrutture, che molte mozioni toccano e che considero assolutamente decisivo. Vorrei ricordare che, secondo il regolamento della Commissione europea dell'ottobre 2011, che voi avete citato, sono stati considerati necessari dieci corridoi infrastrutturali; di questi, quattro sono di interesse per l'Italia. Sarebbe insomma inesatto, secondo me, affermare che l'Italia, nel suo insieme, è uscita fortemente penalizzata dalla battaglia sui corridoi infrastrutturali. Ve li ricordo brevemente: il Corridoio baltico-adriatico, che collegherà Helsinki a Ravenna (e qui c'è il punto che molti di voi giustamente sottolineano, e cioè che si tratta di un Corridoio che va completato); il Corridoio 5 Helsinki-La Valletta (che comprenderà il tunnel di base del Brennero, con i collegamenti ferroviari Fortezza-Verona, Napoli-Bari, Napoli-Reggio Calabria, Messina-Palermo e Palermo-La Valletta); il Corridoio 3 mediterraneo e il Corridoio 9 Genova-Rotterdam. Quindi, c'è una base di partenza che non penalizza in toto il nostro Paese, ma sono d'accordo con voi che va completato il Corridoio baltico-adriatico.
Signor Presidente, vorrei ora passare ad esprimere i pareri mozione per mozione.
Per quanto riguarda anzitutto la mozione n. 168 (testo 2), a prima firma del senatore Astore, il parere del Governo è favorevole, con una lieve riformulazione, semplicemente con lo spirito di renderla più coerente alla legislazione europea vigente. Là dove inizia il dispositivo che impegna il Governo, nel primo capoverso la riformulazione del Governo viene letta così: «a sostenere nel Consiglio adriatico-ionico e presso i Governi dei Paesi membri dell'Iniziativa adriatico-ionica l'istituzione di un'assembla parlamentare degli Stati costieri dell'Adriatico e dello Ionio (Assemblea adriatico-ionica), qualora decisioni in tal senso, compresa l'elaborazione di un protocollo d'intesa in merito, siano state adottate dalla Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti della IAI». Siamo certamente favorevoli a questo potenziamento dell'attività parlamentare, come ho detto prima. Il motivo della riformulazione è semplicemente quello di riconoscere l'ownership, il potere decisionale primario della Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti della IAI. Nello stesso spirito, il Governo propone di cancellare le lettere a), b), c), d) ed e), riprendendo il testo della mozione là dove si legge «a presentare al Parlamento». Il parere del Governo è pertanto favorevole, seppur con questa lieve riformulazione.
Il parere del Governo è favorevole sulla mozione n. 486, che ha come prima firmataria la senatrice Poli Bortone, e sulla mozione n. 487, che ha come primo firmatario il senatore Costa.
Per quanto riguarda la mozione n. 490, che ha come prima firmataria la senatrice Sbarbati, il parere del Governo è favorevole, ma proponiamo alcune lievi riformulazioni, sempre nello spirito di essere perfettamente coerenti con la legislazione europea vigente. In questo senso, il Governo propone che nel primo capoverso del dispositivo, là dove si legge «da parte dell'Unione europea» si fermi la frase e si cancelli «perché essa possa accedere ai finanziamenti previsti nella programmazione dei fondi comunitari 2014-2020». Ho detto prima che una delle precondizioni della Commissione rispetto alla creazione di nuove macroregioni è che non comportino spese aggiuntive; è la famosa regola dei tre no, che è stata prima richiamata. Nel secondo capoverso propongo che si legga: «ad assumere iniziative presso le competenti sedi decisionali dell'Unione europea per promuovere, sulla base di uno studio istruttorio, la praticabilità del prolungamento del corridoio Baltico-Adriatico lungo la costa adriatica, comprendendo i porti di Ancona, Bari e Brindisi». Come vedete, il nostro impegno in questo senso è molto chiaro.
Per quanto riguarda la mozione n. 502, che ha come primo firmatario il senatore Legnini, il parere del Governo è favorevole.
Quanto alla mozione n. 515, di cui è prima firmataria la senatrice Blazina, il Governo esprime parere favorevole ma, anche in questo caso, propone una lieve riformulazione nel capoverso finale del dispositivo, che risulterebbe essere il seguente: «a sostenere, nel Consiglio adriatico-ionico, l'opportunità di riconoscere ufficialmente, senza costi aggiuntivi a carico dei Governi, la dimensione parlamentare della IAI, attualmente rappresentata dalla Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti, e di favorire l'ulteriore sviluppo della cooperazione parlamentare». Si propone quindi di cancellare le successive frasi aggiungendo alla fine la seguente: «qualora decisioni in tal senso dovessero essere adottate dalla Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti della IAI».
Infine, il Governo esprime parere favorevole alla mozione n. 517, di cui è primo firmatario il senatore Caforio, proponendo due minime riformulazioni a seguito delle quali il primo capoverso del dispositivo risulterebbe essere il seguente: «a coordinare, insieme alle altre Nazioni aderenti all'Iniziativa, una concreta strategia, in sede europea, volta a garantire la realizzazione della macro-regione in vista della nuova programmazione dei fondi comunitari 2014-2020». Si propone di utilizzare le parole «in vista» perché, in realtà, il relativo negoziato è già in corso. Se lasciassimo le parole «prima della definizione», come da voi proposto, non sarebbe corretto rispetto all'esercizio negoziale già in atto. Il terzo capoverso proponiamo che sia letto così: «a sostenere, nel Consiglio adriatico-ionico» (uno degli organismi che avete giustamente richiamato nella discussione), «l'opportunità di riconoscere ufficialmente, senza costi aggiuntivi a carico dei Governi, la dimensione parlamentare della IAI, attualmente rappresentata dalla Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti, e di favorire l'ulteriore sviluppo della cooperazione, nella convinzione che la stessa rappresenti una fondamentale azione di sensibilizzazione ad ampio raggio nei Paesi interessati», aggiungendo: «qualora decisioni in tal senso dovessero essere adottate dalla Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti della IAI».