D'UBALDO (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'UBALDO (PD). Signor Presidente, intervengo per informare l'Assemblea che questa mattina, insieme ad altri colleghi, ho presentato un'interrogazione al Ministro della salute per segnalare lo stato di grave disagio in cui versa uno degli ospedali più importanti del nostro Paese, il Policlinico «Agostino Gemelli» di Roma, che, impigliato - userei questo verbo che bene si attaglia alla vicenda politica e finanziaria della Regione Lazio - nella rete del debito della sanità della Regione, vanta una serie di crediti nei confronti della stessa e corre il rischio di vedere seriamente compromesse le sue attività e le sue funzioni nel quadro di una programmazione, da qui ai prossimi due anni, che la stessa amministrazione del Policlinico, consapevole delle difficoltà in cui versa il sistema sanitario nazionale e regionale, si accinge a calibrare alla luce delle diminuite risorse. C'è da dire, però, che se non si sana il pregresso, se la Regione cioè non interviene sbloccando questa situazione, è evidente che il quadro che ho testé rappresentato si deteriora e rischia di degenerare.
Poiché ogni realtà che concorre alla qualità del servizio sanitario - non solo nella Regione Lazio, ma in tutta Italia - merita la più grande attenzione, e dal momento che, in particolare, il Policlinico «Agostino Gemelli» assolve ad un ruolo di garanzia per la salute del cittadino, non solo a Roma e nel Lazio, ma anche nell'ambito della più ampia realtà nazionale, ho presentato questa interrogazione chiedendo al Ministro della salute di riferire con solerzia, anche alla luce dell'annunciata decisione del Governo, che si accingerebbe a cambiare il sub-commissario alla sanità nel quadro delle politiche di rientro dal debito della Regione Lazio. Essendo evidente che il Ministro è molto attento alla realtà di Roma e del Lazio, mi auguro che possa rispondere con particolare solerzia.