*SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signor Presidente, senza ripetere quanto egregiamente i colleghi che mi hanno preceduto hanno già detto, vorrei partire da alcune considerazioni impegnando il Governo ad un ascolto sensibile. Credo infatti che il problema di fondo che oggi scuote anche l'Unione europea sia quello che è un po' di tutti gli Stati: integrare e armonizzare le politiche tra Nord e Sud dei Paesi, tra Nord e Sud del continente europeo.
Questo è lo schema che durante il Vertice di Lisbona ha dominato il dibattito politico ed è lo schema per cui si è dato vita alla politica di coesione che, dal Vertice di Lisbona, ha avuto degli sviluppi che hanno portato a determinazioni molto precise e che oggi vedono, a fianco di ciò che è stato realizzato, anche l'iniziativa che comprende la Macroregione adriatico-ionica.
Questa realtà, che dovrebbe andare in sinergia con quanto già è stato fatto per quanto riguarda gli assi del Nord, del Baltico e del Danubio, ha riflessi molto importanti per settori fondamentali nello sviluppo di queste realtà, che riguardano le piccole e medie imprese, i trasporti e la cooperazione marittima, il turismo, la cultura e la cooperazione universitaria.
Si tratta quindi di un'operazione di integrazione profonda di popoli e di realtà territoriali sotto il profilo antropologico, ambientale e culturale, ed anche sotto il profilo economico.
Personalmente, durante il periodo in cui sono stata al Parlamento europeo mi sono occupata del Forum delle camere di commercio che ho fatto attivare e accreditare presso quella istituzione. Da lì è partita tutta una serie di iniziative che hanno visto come Regione capofila le Marche e come Comune capofila quello di Ancona. Non volendo ripetere ciò che è stato detto egregiamente, dico semplicemente che da allora tanti passi sono stati compiuti, soprattutto grazie all'iniziativa delle comunità locali, delle Regioni, dei Comuni, di queste realtà del mare Adriatico che, essendo un mare di cerniera, è fondamentale per i rapporti, perché crea un ponte tra la realtà adriatica italiana e quella dell'altra sponda. Un ponte che deve essere costruito anche, e non solo, attraverso la viabilità marittima, o dei corridoi, ma attraverso un'integrazione profonda a livello di cultura, di economia e di sviluppo.
Oggi la competizione internazionale si fa non più per singole e isolate realtà, ma addirittura per continenti. Quindi l'Europa, con questa strategia che riguarda la coesione, ha recepito il significato fondamentale di unità territoriale profonda, che deve andare ben al di là di ciò che è stato fatto fino ad oggi e deve portare a una struttura politica del continente stesso, attraverso un'opera profonda di integrazione in un processo lento, ma stabile, che vede soprattutto iniziative forti a livello di infrastrutture. Per infrastrutture intendo non soltanto i collegamenti viari (acqua, terra, rotaie, e così via), ma soprattutto le grandi reti transeuropee e le reti paneuropee. Di questo sforzo che l'Europa ha fatto per tanti anni (ormai sono più di dieci) cominciamo a vedere in Italia alcune iniziative.
Oggi, dopo l'approvazione della nuova strategia che riguarda i progetti prioritari nel quadro delle reti transeuropee per il periodo 2014-2020, con un piano di circa 50 miliardi di euro, per quanto concerne l'Italia, nel Corridoio Baltico-Adriatico sono stati inseriti i collegamenti ferroviari e le piattaforme multimodali di Udine, Venezia e Ravenna, nonché i porti di Trieste, Venezia e Ravenna. Al Nord è stata confermata la priorità già assegnata alla Torino-Lione, al tunnel del Brennero e al collegamento ferroviario Genova-Milano-Svizzera.
Nel Mezzogiorno è stato tagliato fuori il Ponte sullo Stretto (che si ritiene debba essere affrontato come problema, anche a livello economico, soltanto dall'Italia) ed è stato invece confermato il potenziamento della ferrovia Napoli-Reggio Calabria, a cui è stata affiancata la priorità assegnata ai lavori da realizzare sulla tratta Napoli-Bari.
È del tutto evidente che fermarsi a Ravenna significa cancellare il primo disegno del famoso Corridoio 8, il Corridoio adriatico, che vedeva invece collegamenti riguardanti tutto il percorso dell'asse adriatico fino a Brindisi ed oltre.
Noi riteniamo che aver tagliato questo Corridoio, aver dato la priorità ad altri lavori, fermandosi a Ravenna per i collegamenti riguardanti la macroregione sia stato un errore che penalizza ancora una volta le Regioni del Meridione, le quali hanno assolutamente bisogno di sentirsi collegate al resto del Paese e al Nord dell'Europa, con cui hanno rapporti commerciali, economici e culturali ormai da tempo assodati ed acclarati.
In questo contesto, la realizzazione della Macroregione adriatico-ionica avrebbe un grande significato. Il prolungamento di quel Corridoio significherebbe, infatti, dare a questa macroregione anche la possibilità plastica di agganciarsi alla restante realtà europea, nonché ai Paesi che fanno già parte dell'Unione europea e a quelli che stanno per entrarci lavorando assieme ed estendendo tutte le politiche di coesione a una popolazione di circa 60 milioni di persone.
Ricordo che la Macroregione adriatico-ionica comprende tre Stati membri dell'Unione europea, che sono l'Italia, la Grecia e la Slovenia; due Paesi candidati, che sono la Croazia e il Montenegro; tre Paesi candidati potenziali, quali l'Albania, la Bosnia-Erzegovina e la Serbia, per una estensione di circa 450.000 chilometri quadrati ed un bacino che comprende 60 milioni di persone.
Ora, non può sfuggire a nessuno quale importanza possa avere il bacino adriatico-ionico, che è un mare semichiuso che si collega con il Mediterraneo e del quale anche storici importanti del passato come Fernand Braudel si sono occupati per sottolinearne la consistenza culturale e soprattutto la valenza politica ed economica. Tutto questo, infatti, darebbe all'Europa un grande impulso per la sua unità e per la coesione territoriale, ma soprattutto la rilancerebbe vero il Mediterraneo. Si tratta di una questione di fondamentale importanza; più volte abbiamo sottolineato nel Parlamento europeo quanto le politiche del Mediterraneo siano determinanti, come quelle assunte nei confronti dell'Est, le quali hanno comportato anche guerre ed importanti iniziative per ristabilire la pace.
Verso il Mediterraneo l'Europa è stata sempre lenta e pigra. C'è bisogno, al contrario, che l'Europa si riappropri anche di una sua vocazione verso il Sud, verso il Mediterraneo che oggi ha assunto una grande importanza, essendo diventato un bacino all'interno del quale urge una politica dell'Unione europea fatta di iniziative forti e di coesione.
È chiaro che la creazione della Macroregione adratico-ionica è un fattore decisivo per l'integrazione transnazionale e per lo sviluppo, che favorirà anche l'ingresso nell'Unione europea dell'area dei Balcani. È però altresì importante che, oltre all'area dei Balcani, sia considerata proprio l'area mediterranea, e questo progetto non può essere concretizzato e portato a termine se a livello infrastrutturale ci si ferma al porto di Ravenna e si escludono Rimini, Ancona, Bari, Brindisi, e quindi tutto il Corridoio adriatico, per il quale sono necessari questi collegamenti infrastrutturali, ma anche culturali. Mi riferisco alla banda larga, alle grandi reti di comunicazione culturale e tecnologica e quindi a tutto un percorso che bisogna intraprendere per sostenere l'integrazione attraverso importanti iniziative in tutti i settori.
Mi avvio alla conclusione, Presidente, chiedendo che il Governo effettivamente assuma un impegno. In passato, avendo fatto parte per nove anni del Parlamento europeo, ho visto sottolineare da tutti i Governi che si sono succeduti l'importanza del corridoio adriatico e poi non inserirlo nelle 14 priorità che dovevano essere votate in quella sede. Ho visto successivamente riprendere l'iniziativa, poi lasciarla e riprenderla ancora. Speriamo che questa volta non venga abbandonata. L'iniziativa adriatica-ionica è importante: il Governo deve adoperarsi affinché essa venga portata a termine, in quanto è importante non solo per l'Italia e per i Paesi dell'Adriatico, ma anche per realizzare la politica di coesione. Inoltre, detta iniziativa deve essere collegata al problema delle reti affinché nei finanziamenti, che dovranno essere ridiscussi, possano essere compresi anche quelli relativi al prolungamento del Corridoio Baltico-Adriatico oggetto della mozione firmata da me e da altri colleghi di tutti i Gruppi politici ai porti del Centro Sud del nostro Paese. (Applausi dei senatori Astore e Procacci).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il senatore Legnini per illustrare la mozione n. 502.