TOMASELLI (PD). Dopo le macroregioni del Baltico e del Danubio, anche la macroregione Adriatico-ionica si avvia finalmente ad essere definita, attribuendo una nuova centralità a questi territori e a questi mari. Si tratta di un'opportunità storica straordinaria per favorire la stabilità e l'integrazione dell'area balcanica all'interno dell'Unione europea, attraverso lo sviluppo di una cooperazione territoriale volta a promuovere azioni e progetti comuni nei settori dei trasporti, dell'energia, del turismo, dell'università e della ricerca. La costituzione di questa macroregione è una scelta geopolitica di valore strategico, nell'ambito della quale l'Italia si candida ad una posizione di leader e vede confermato il suo ruolo di Paese cerniera verso Est e verso Sud. Lo sforzo decisivo volto ad accelerare e a completare questo processo dovrà anche far sì che la ripartizione dei fondi comunitari per gli anni 2014-2020 tenga conto della nuova realtà di queste macroregioni. È altresì importante che non si crei una sorta di contraddizione tra l'adozione di queste scelte e la politica europea dei trasporti, soprattutto per quanto riguarda la decisione di non includere nel corridoio ferroviario 8 (Helsinki-Ravenna) le Regioni adriatiche che vanno dalle Marche fino alla Puglia. Il prolungamento di tale corridoio comporterebbe peraltro un basso impatto ambientale ed una limitata necessità di nuove infrastrutture, trattandosi soprattutto di mettere in rete le infrastrutture esistenti, a cominciare dai porti. (Applausi dal Gruppo PD).