PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione.
FILIPPI Marco (PD). Il dibattito sulle mozioni è occasione di riflessione sul ruolo dell'Italia nell'Unione europea, sull'utilità dell'integrazione e sulle opportunità economiche e geopolitiche legate allo sviluppo delle infrastrutture materiali e immateriali. L'Italia, infatti, è chiamata ad esercitare un ruolo di leadership nel quadrante meridionale orientale dell'Unione e nel processo di rilancio dell'integrazione europea. Le esperienze baltica e danubiana dimostrano che la macroregione è strumento di accelerazione dell'integrazione economica, di coordinamento istituzionale, di rafforzamento del processo decisionale, di superamento dei particolarismi. L'aggregazione economica dal basso è inoltre un fattore essenziale per uscire dall'attuale crisi economica e politica e per rilanciare l'integrazione europea che richiede, oltre la moneta, una politica fiscale e una politica estera comune. A livello europeo l'Italia deve esercitare un'azione più influente sulle politiche di programmazione dei fondi e delle reti infrastrutturali. A livello nazionale il Paese non deve trascurare il ruolo della rete infrastrutturale adriatico-ionica nello sviluppo della macroregione. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).
MAGISTRELLI (PD). La macroregione, un'area funzionale tra enti che si associano per affrontare problemi e progetti comuni, costituisce una modalità innovativa di cooperazione territoriale tra Regioni e Nazioni con l'obiettivo di uno sviluppo equilibrato e sostenibile. Quella adriatico-ionica, che insieme alle macroregioni del Baltico e del Danubio, è un asse di collegamento ideale tra Nord e Sud Europa, avrà il compito di proteggere l'ambiente, di migliorare le comunicazioni, di promuovere lo sviluppo, di gestire in maniera integrata le politiche settoriali a forte radicamento territoriale. Essa potrà agevolare inoltre l'ingresso nell'Unione di nuovi Paesi dell'area dei Balcani. La procedura per l'approvazione definitiva dovrà concludersi entro il 2013 per usufruire degli interventi programmati in sede europea. Nell'ambito di questa iniziativa è opportuno che il Governo italiano ai adoperi per il prolungamento del corridoio baltico-adriatico fino alla Puglia. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore).
CHIURAZZI (PD). La mozione n. 502 impegna il Governo ad assumere ogni iniziativa affinché la macroregione adriatico-ionica sia istituita prima della programmazione dei nuovi fondi comunitari e a conformare la politica estera agli obiettivi di una strategia adriatica che riguarda diversi settori: infrastrutture, ambiente, cultura, sviluppo economico, turismo. L'iniziativa, che ricalca l'esperienza legata alle regioni del Danubio e del Baltico, offre una grande opportunità di coesione transnazionale e anticipa una più complessiva strategia mediterranea. Sarebbe quindi auspicabile che della macroregione facciano parte anche Calabria, Basilicata e Sicilia. (Applausi dal Gruppo PD). Consegna la restante parte dell'intervento affinché sia pubblicato in allegato ai Resoconti della seduta. (v. Allegato B)
PERDUCA (PD). E' opportuno che il Governo faccia chiarezza sul coordinamento dei diversi livelli coinvolti nella strategia adriatico-ionica, onde evitare che i necessari finanziamenti siano gestiti in modo non trasparente, come finora avvenuto, nonostante il precedente Governo si fosse impegnato a fare chiarezza sull'utilizzo dei fondi assegnati nel 2011 (peraltro sottraendoli alle missioni internazionali) per il funzionamento dell'Iniziativa adriatico-ionica. E' auspicabile un rafforzamento delle politiche regionali nell'ambito dell'Unione e la creazione di una macroregione con le caratteristiche individuate nelle mozioni è certamente positiva, ma gli sforzi dovrebbero essere diretti al rafforzamento dell'Unione, alla creazione di una reale federazione di Stati legati da vincoli politici di solidarietà.
PROCACCI (PD). La creazione di una macroregione Adriatico-ionica, pensata oltre dieci anni fa, solo ora comincia a muovere i primi passi. In questo progetto sono compresi quattro Paesi candidati ad entrare nell'Unione europea; c'è pertanto la possibilità di utilizzare i fondi europei per il sostegno e l'accompagnamento dei Paesi candidati, dal momento che non vi sono dei fondi specifici per le macroregioni. Occorre peraltro che il Governo promuova la costituzione di una struttura operativa agile e decisionale, che superi la logica individualista delle singole Regioni e che si impegni per fare in modo che nel riparto dei fondi europei per gli anni 2014-2020 siano previste delle premialità per le macroregioni. Non appare invece opportuno, per quanto riguarda il trasporto ferroviario insistere per il prolungamento del corridoio 8, che attualmente si ferma a Ravenna, dal momento che a breve distanza c'è il corridoio 1, verso il quale devono essere realizzati degli assi di interscambio veloce, ad esempio sulle linee Pescara-Roma e Bari-Napoli. È necessario infine promuovere lo sviluppo dei porti del Sud Italia, che rappresentano importanti infrastrutture nell'ambito delle strategie dei trasporti sia nazionale che comunitaria. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore).
Presidenza del vice presidente NANIA
TOMASELLI (PD). Dopo le macroregioni del Baltico e del Danubio, anche la macroregione Adriatico-ionica si avvia finalmente ad essere definita, attribuendo una nuova centralità a questi territori e a questi mari. Si tratta di un'opportunità storica straordinaria per favorire la stabilità e l'integrazione dell'area balcanica all'interno dell'Unione europea, attraverso lo sviluppo di una cooperazione territoriale volta a promuovere azioni e progetti comuni nei settori dei trasporti, dell'energia, del turismo, dell'università e della ricerca. La costituzione di questa macroregione è una scelta geopolitica di valore strategico, nell'ambito della quale l'Italia si candida ad una posizione di leader e vede confermato il suo ruolo di Paese cerniera verso Est e verso Sud. Lo sforzo decisivo volto ad accelerare e a completare questo processo dovrà anche far sì che la ripartizione dei fondi comunitari per gli anni 2014-2020 tenga conto della nuova realtà di queste macroregioni. È altresì importante che non si crei una sorta di contraddizione tra l'adozione di queste scelte e la politica europea dei trasporti, soprattutto per quanto riguarda la decisione di non includere nel corridoio ferroviario 8 (Helsinki-Ravenna) le Regioni adriatiche che vanno dalle Marche fino alla Puglia. Il prolungamento di tale corridoio comporterebbe peraltro un basso impatto ambientale ed una limitata necessità di nuove infrastrutture, trattandosi soprattutto di mettere in rete le infrastrutture esistenti, a cominciare dai porti. (Applausi dal Gruppo PD).
BETTAMIO (PdL). La costituzione della macroregione Adriatico-ionica, che si sta completando in tempi meno rapidi rispetto alle altre due macroregioni del Baltico e del Danubio, rappresenterà uno strumento di sviluppo del territorio e porterà alla creazione di uno scenario nuovo nei Balcani occidentali, i cui Paesi aspirano ad entrare nell'Unione europea o hanno già iniziato il percorso di integrazione. Tale iniziativa non ha pertanto solo un valore economico, ma anche e soprattutto politico e rappresenta un importante fattore di stabilità nell'area. Il bacino adriatico-ionico è peraltro oggetto anche di altri progetti di cooperazione transfrontaliera. L'Iniziativa adriatico-ionica sta riscuotendo consensi crescenti ed ha ottenuto un importante riconoscimento formale da parte del Consiglio europeo dello scorso giugno; essa riguarda tre livelli di governo, l'Unione europea, gli Stati nazionali e le Regioni. È importante soprattutto il coinvolgimento di quest'ultimo livello, dal momento che le competenze regionali riguardano settori importanti quali i trasporti e l'energia. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione.
DASSÙ, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. La creazione della macroregione Adriatico-ionica è una priorità politica del Governo, che lavorerà in tal senso in accordo con i Parlamenti nazionali e con le Regioni coinvolte. Non si tratta di un compito facile, dal momento che gran parte del lavoro è ancora da costruire; il Governo punta comunque a completare il percorso entro il 2014. Non sono previsti dei fondi europei aggiuntivi per le macroregioni, ma andranno spesi in modo più coerente quelli esistenti. Il tema delle infrastrutture riveste un'importanza decisiva; il nuovo sistema dei corridoi infrastrutturali europei non penalizza affatto l'Italia, sebbene sia importante un completamento del corridoio baltico-adriatico. Esprime quindi parere favorevole sulle mozioni nn. 168 (testo 2), 490, 515 e 517, a condizione che vengano apportate delle modifiche ai rispettivi testi (v. Resoconto stenografico), ed esprime altresì parere favorevole sulle mozioni nn. 486, 487 e 502.
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Accoglie le modifiche proposte dal Sottosegretario al testo della mozione n. 490 (v. testo 2 nell'Allegato A), ad eccezione di quella relativa al prolungamento del corridoio Baltico-Adriatico, in merito alla quale suggerisce una correzione.
DASSU', sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Concorda sulla correzione dell'ultimo punto del dispositivo formulata dalla senatrice Sbarbati.
ASTORE (Misto-ParDem). Accoglie le modifiche proposte dal Sottosegretario alla mozione n. 168 (testo 2) (v. testo 3 nell'Allegato A).
BLAZINA (PD). Accoglie le modifiche proposte dal Sottosegretario alla mozione n. 515 (v. testo 2 nell'Allegato A).
CAFORIO (IdV). Accoglie le modifiche proposte dal Sottosegretario alla mozione n. 517 (v. testo 2 nell'Allegato A).