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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 641 del 05/12/2011


RUTELLI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, colleghi, noi abbiamo espresso fiducia al Governo e oggi la rinnoviamo rafforzata, all'indomani delle decisioni dure e impopolari che lei ha preso.

Lo facciamo per tre motivi. Il primo è che siamo consapevoli, signor Presidente, della gravità estrema e reale della situazione. Davanti a noi c'è una tempesta, e di fronte ad una tempesta c'è bisogno di unità e di decisioni.

Il secondo motivo è politico. Noi riteniamo, come parlamentari del Terzo Polo, di voler contribuire ad una maggioranza politico-parlamentare che sostenga il vostro cammino.

Il terzo motivo è forse troppo ambizioso. Noi vorremmo, raccogliendo le sue parole, presidente Monti, che il vostro Governo, che ha poco più di un anno di vita davanti a sé, sia tuttavia capace di disegnare il nostro futuro. Non vi si può chiedere di disegnare il futuro rinnovato dell'Italia in meno di venti giorni. Quello che vi si poteva e doveva chiedere oggi era di adottare le misure in grado di riportarci in Europa, nel momento della discussione decisiva, con strumenti credibili e a testa alta.

Non sopravvalutiamo, colleghi, i risultati di oggi nei mercati. Mai abbiamo detto che ci aspettavamo dei risultati istantanei dal cambio di Governo. Tuttavia, ne sottolineiamo il valore positivo. C'è una reazione positiva.

Ognuno tra i cittadini che ci stanno ascoltando in questo momento sa che, se il differenziale tra i buoni del tesoro italiani e quelli tedeschi cresce a dismisura, sono i risparmi di tutti gli italiani che vanno a farsi benedire. Dunque, se quell'indicatore, senza farci illusioni, inizia a scendere, lo consideriamo un indicatore positivo. Non sopravvalutiamo questo e non sottovalutiamo, presidente Monti, che è sul debito e sul suo fardello che si gioca l'avvenire d'Italia. E lei ha detto che la strada virtuosa è ripristinare l'avanzo primario che ci deve portare gradualmente in quella posizione. Voi avete ripreso quella strada: ma, certo, è una strada che ha bisogno di risultati.

Allora, il nostro contributo qui, colleghi del Senato e membri del Governo, non può che andare nel senso di aiutare e sostenere il Governo, liberamente e responsabilmente, sui capisaldi che interessano il popolo italiano: la crescita, innanzitutto. Solo la crescita dell'economia, infatti, può salvare il lavoro e creare lavoro.

Per quanto riguarda la crescita, mi rivolgo al ministro Passera per dirgli che noi ci aspettiamo da lui misure energiche e in discontinuità. Anche per l'economia verde, la green economy, l'economia ambientale, attendiamo una prospettiva seria per il futuro dei nostri giovani. Pensiamo all'assetto idrogeologico, ai disastri ambientali; pensiamo all'energia, alle imprese e alle loro aspettative.

Ci aspettiamo molto sulla lotta all'evasione, con misure più incisive attraverso una buona e costante amministrazione. Non gesti simbolici e teatrali, ma un'azione costante e precisa per stanare chi non paga, mentre si indignano coloro che hanno da pagare ogni mese tasse più severe, che ora dovranno pagare tasse più pesanti sulla casa e rischiano di non avere l'indicizzazione delle pensioni (provvedimento che io mi auguro resti temporaneo e non certo stabilizzato), quando poi vedono che tanti, troppi, hanno la libertà di non pagare.

Noi ci batteremo, signori del Governo, per tagli mirati: cioè, come il nostro Gruppo, nella persona del presidente Baldassarri, ha detto in tutti questi anni, per ridurre la spesa, per tagliare spese a fondo perduto e orientarle a sostegno delle imprese e della creazione di lavoro, senza demagogia, con rigore, anche riducendo il finanziamento ai partiti politici.

Voglio dare atto al Presidente del Senato, insieme al Presidente della Camera dei deputati, di avere preso un provvedimento difficile, che incide pesantemente, ma che è giusto e doveroso, sui vitalizi dei parlamentari. Occorre, infatti, un primo esempio di saggezza e di responsabilità di fronte alla durezza della crisi. Ma tagliare i costi della politica significa accorpare le ASL (quanto risparmio si realizza da quello!), e significa però fare anche le riforme.

Sul trasporto pubblico locale, non basta pagare a piè di lista. Dal 1997, presidente Monti, le Regioni avrebbero dovuto rivedere i servizi minimi, i fabbisogni e i costi standard. Esse debbono cominciare a dare dei servizi migliori, e non soltanto a chiedere finanziamenti a piè di lista per il trasporto pubblico locale.

Lo stesso vale per le rendite. Attenzione: noi siamo piuttosto in un processo riformatore perché ci si occupi dei valori catastatali piuttosto che delle rendite. Altrimenti, si creano diseguaglianze enormi nel nostro Paese.

In conclusione, signor Presidente, noi siamo in un mondo che corre e che cambia velocemente. Se usciamo da quest'Aula, ci rendiamo conto che la crisi è negli Stati Uniti; ci rendiamo conto che anche la velocità della Cina inizia a ridursi. Guardiamo cosa accade nella primavera araba: grandi aspettative di democrazia, e oggi anche delle inquietudini.

Credo che, di fronte a questo, la risposta non sia quella che viene da capipopolo improvvisati. Il potere deve mostrare responsabilità, umiltà, competenza in questi tempi difficili. I capipopolo improvvisati ci portano a sbattere.

Signor Presidente, guai a chi oggi, come soluzione, pensa a dividere l'Italia. L'unica soluzione è di salvare insieme l'Europa e l'Italia e di far sì che lei sia portavoce di un nuovo Trattato per l'Unione economica. E su questo, stasera, alla vigilia del Vertice europeo, le diamo un mandato politico arricchito affinché vada a quel vertice con il rispetto che la circonda, la fiducia che le dà il Parlamento, l'orgoglio di rappresentare un grande Paese e un'alta idea europea. (Applausi dai Gruppi Per il Terzo Polo:ApI-FLI, PD e UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore D'Alia. Ne ha facoltà.