Informativa del Presidente del Consiglio dei ministri sui provvedimenti urgenti di politica economica e conseguente discussione
MONTI, presidente del Consiglio dei ministri e ministro dell'economia e delle finanze. Consapevole della limitatezza temporale del proprio mandato, il Governo intende agire con urgenza e determinazione per affrontare la gravità della crisi in cui versa il Paese, che mette a rischio quanto faticosamente costruito in 60 anni di storia repubblicana e richiede interventi dolorosi, aventi però in nuce forti potenzialità di crescita e sviluppo per le future generazioni. Ciò è però possibile solo all'interno dell'Europa e del sistema della moneta unica europea, al di fuori dei quali si prospetterebbe un futuro di povertà, stagnazione e crollo dei redditi. Conscia che al proprio destino è strettamente intrecciato quello dell'euro e che la crisi dell'Unione monetaria avrebbe effetti destabilizzanti sull'intera economia mondiale, l'Italia, con la sua vasta ricchezza intellettuale e imprenditoriale, compressa finora dalla scarsa produttività, deve recuperare la dignità ed il vigore propri di un Paese fondatore della Comunità europea. E' indispensabile quindi che ognuno cooperi all'azione che il Governo è stato chiamato a porre in essere. Il decreto varato ieri in Consiglio dei ministri, che è già stato definito "salva Italia", è improntato a dare attuazione a principi di rigore, equità e sviluppo ed a garantire il raggiungimento dell'obiettivo del pareggio di bilancio entro il 2013. L'esigenza della riduzione del debito pubblico ha richiesto nuovi interventi varati, sia sul fronte delle entrate che su quello della riduzione delle spese, all'insegna dell'equità. Il principio che permea l'intero decreto è quello di incidere non sui fattori produttivi ma sulla rendita ed il patrimonio (da ciò anche il prelievo aggiuntivo sui capitali rientrati con lo scudo fiscale), mentre l'azione di riduzione dei costi di funzionamento della pubblica amministrazione prende per il momento avvio con lo snellimento delle strutture amministrative provinciali. È d'obbligo che, a fronte di una richiesta ai cittadini di sostenere pesanti sacrifici, qualsiasi intervento volto a ridurre i cosiddetti costi della politica sia comunque improntato ai criteri della trasparenza e della ragionevolezza, applicati da subito dagli stessi membri del Governo che, se dipendenti pubblici, hanno rinunciato alla propria indennità di funzione. Forti risparmi di spesa saranno ottenuti da quella che nell'intero pacchetto si presenta come la principale riforma strutturale di lungo periodo, quella che investe il sistema pensionistico, ancora mancante della costola del pacchetto lavoro che sarà oggetto di confronto e di negoziazione con le parti sociali. La revisione operata rende più equo il trattamento pensionistico, al momento nettamente squilibrato a danno dei giovani: si procede ad una accelerazione dell'equiparazione dell'età di pensionamento tra uomini e donne e si estende a tutti sin dal 1° gennaio 2012 il sistema contributivo; risparmi saranno conseguiti anche dal blocco dell'adeguamento all'inflazione delle pensioni, facendo salvi i trattamenti previdenziali fino al doppio di quelli minimi. Perché l'azione abbia effetti concreti e duraturi, non si può prescindere da interventi volti a favorire crescita e sviluppo; a questo scopo è improntata una serie di misure non solo dirette a combattere strutturalmente l'evasione fiscale, quanto anche a creare una fiscalità premiale per le imprese, anche al fine di incentivare gli investimenti e l'emersione e la creazione di posti di lavoro. Occorre recuperare e sostenere la competitività delle piccole e medie imprese e dare nuovo impulso allo sviluppo infrastrutturale del Paese; ciò è possibile attraverso gli interventi ordinamentali contenuti nel decreto volti a sbloccare una serie di opere già cantierabili e ad avviarne di nuove. Una spinta al riavvio del motore economico è rappresentata anche dalle misure a favore della concorrenza e per le liberalizzazioni. Se sostenuto da tutte le forze politiche, con le quali è riuscito a condurre finora un confronto serio e costruttivo, il Governo saprà nuovamente guadagnare all'Italia la credibilità che per fattori oggettivi aveva perso e farle riconquistare autorevolezza nel consesso europeo ed internazionale. (Applausi dai Gruppi PdL, PD, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI, Per il Terzo Polo:ApI-FLI, CN-Io Sud-FS, e dei senatori Pardi, Caforio, Colombo e Astore).
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione sull'informativa del Presidente del Consiglio dei ministri.
PISTORIO (Misto-MPA-AS). In una situazione di grave e straordinaria emergenza come quella attuale, il Governo ha agito con serietà e tempestività, legittimato ad operare in tal senso dallo stesso Parlamento. Nell'ambito di quelli che avrebbero dovuto essere i pilastri di questa manovra, il rigore è sicuramente presente, mentre insufficienti appaiono le misure volte a garantire l'equità e a favorire la crescita economica. Sarebbe stato auspicabile un maggiore impegno nello studio di forme di tassazione dei grandi patrimoni e nell'elaborazione di misure per il contrasto all'evasione fiscale, mentre insufficiente appare la previsione di un prelievo aggiuntivo dell'1,5 per cento sui capitali che rientrati grazie allo scudo fiscale. Solo l'equità è in grado di garantire quella coesione sociale e territoriale necessaria per consentire al Paese di superare l'attuale difficile congiuntura, soprattutto per quanto riguarda le aree più deboli e svantaggiate. Il Mezzogiorno sta infatti attraversando una crisi industriale ed occupazionale ancor più grave rispetto al resto del Paese, con pesanti ripercussioni sulla sua economia. Il provvedimento varato dal Governo, pur contenendo alcune misure a favore delle imprese meridionali, avrebbe potuto e dovuto fare di più su questo fronte, prevedendo ad esempio l'impiego del credito di imposta e rilanciando gli investimenti per la realizzazione delle infrastrutture strategiche. Il ponte sullo Stretto di Messina, da questo punto di vista, potrebbe rappresentare un importante volano per l'economia meridionale. (Applausi del senatore Galioto).
BONINO (PD). Il cattivo funzionamento del sistema della giustizia civile e penale, con le sue pesanti ricadute sia a livello economico che umano, è una delle cause della crisi che il Paese sta attraversando. È auspicabile pertanto che il Governo ponga al centro della sua azione una riforma di tale settore, cominciando dall'adozione di un provvedimento di amnistia. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Serra).
VIESPOLI (CN-Io Sud-FS). È necessario che il Paese sia consapevole della crisi epocale che sta attraversando e sappia dare prova di coesione e capacità di fornire risposte all'altezza delle sfide. La manovra illustrata dal Presidente del Consiglio interviene in modo particolarmente incisivo sul sistema pensionistico, attraverso un intervento strutturale in linea con le impostazioni seguite dal precedente Governo; sarebbe tuttavia opportuno rivedere la norma relativa alla deindicizzazione delle pensioni, al fine di migliorare l'equità e l'impatto sociale della manovra. Appare inoltre sbagliata la scelta di non inserire la riforma delle pensioni all'interno di una riforma complessiva del welfare, a cominciare dal sistema degli ammortizzatori sociali, che il precedente Esecutivo ha giustamente esteso ai lavoratori delle piccole imprese. Sarebbe inoltre auspicabile il rilancio di un grande piano di interventi e di investimenti infrastrutturali e l'adozione di misure più incisive per sostenere la crescita e ridurre il debito pubblico. Il Presidente del Consiglio prenda infine coscienza del fatto che quello da lui guidato è un Governo politico ed abbia il coraggio di ribadire, soprattutto in sede europea, il primato della politica rispetto alla burocrazia. (Applausi dai Gruppi CN-Io Sud-FS, PdL e LNP).
BELISARIO (IdV). L'Italia dei Valori è consapevole del lavoro svolto dal Governo in una congiuntura economico-finanziaria molto difficile, dovuta anche all'inerzia del precedente Esecutivo; la manovra varata ieri contiene misure complicate ed impopolari, ma è stata dettata, per quanto riguarda i tempi e i numeri, dalle contingenze. Non vi è dubbio sul fatto che essa sia improntata al rigore, mentre del tutto insufficienti ed insoddisfacenti appaiono le misure a favore dell'equità e dello sviluppo. Ci si sarebbe aspettati che si chiedessero maggiori sacrifici ai ceti più abbienti e a coloro che finora non hanno pagato le conseguenze della crisi, risparmiando coloro che già hanno dato il loro contributo. Le misure contenute nella manovra vanno invece in senso contrario: se da un lato si blocca la rivalutazione delle pensioni, dall'altro si tassano troppo poco i capitali che rientrano grazie allo scudo fiscale, si prevede una soglia ancora troppo alta per la tracciabilità dei pagamenti, non si fa abbastanza sul fronte della lotta alla corruzione e della riduzione dei costi della politica, non si applicano adeguati tagli alle spese militari e non si prevede lo svolgimento di una vera asta per l'assegnazione delle frequenze televisive. È necessario pertanto modificare la manovra appena varata, sebbene la prima reazione dei mercati sia stata positiva, ed è necessario farlo alla luce del sole, rivalutando il ruolo e la centralità istituzionale del Parlamento e senza porre la questione di fiducia; in caso contrario, l'Italia dei Valori potrebbe prendere le distanze dall'Esecutivo. (Applausi dal Gruppo IdV).
RUTELLI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Il Gruppo Per il Terzo Polo: ApI-FLI rinnova la fiducia al Governo all'indomani di decisioni dure e impopolari, nella consapevolezza che l'estrema difficoltà della situazione economica internazionale va affrontata con spirito unitario e puntando alla coesione del Paese. Il Gruppo intende inoltre contribuire ad assicurare al Governo una maggioranza politica e parlamentare che lo sostenga nello sforzo di ridisegnare il futuro del Paese; un compito, quest'ultimo, che non può essere svolto in poche settimane. Nell'immediato si chiedevano, infatti, al Governo provvedimenti concreti e strutturali in grado di ridare credibilità all'Italia. È fondamentale ridurre il debito pubblico, per questo è positivo che l'Esecutivo abbia intrapreso un cammino per il rafforzamento dell'avanzo primario; allo stesso tempo, però, va sostenuta la crescita economica attraverso misure innovative che si pongano in discontinuità col passato, ad esempio agendo sul fronte della green economy. Occorrono interventi più incisivi contro l'evasione fiscale, da perseguire attraverso un'azione costante e continuativa; bisogna ridurre i finanziamenti a fondo perduto e orientare risorse al sostegno dell'espansione economica e del lavoro; occorre inoltre ridurre i costi della politica. Nel mondo attraversato dalla crisi economica bisogna salvare l'Italia e l'Europa; anzi il Presidente del Consiglio, con il prestigio e il sostegno parlamentare di cui gode, dovrebbe farsi portavoce di un nuovo trattato per l'unione economica del Continente. (Applausi dai Gruppi Per il Terzo Polo: ApI-FLI, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI e PD).
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). L'informativa resa dal Presidente del Consiglio è un atto di responsabile collaborazione con il Parlamento di cui va dato atto al Governo. Poiché l'Italia rischia di non riuscire a superare la crisi e di non poter più sostenere il peso del proprio debito, l'Esecutivo è chiamato ad adottare in poco tempo i provvedimenti di cui il Paese ha bisogno per uscire dall'emergenza e ricominciare ad essere leader in Europa. La manovra presentata dal Governo è dunque l'unica possibile: essa introduce riforme strutturali destinate a garantire stabilmente il pareggio di bilancio, a ridurre il debito pubblico e a costruire un sistema previdenziale e un mercato del lavoro più giusti per i giovani e per le donne; apre la strada a quelle riforme del mercato e del fisco, indispensabili per fare ripartire l'economia e chiede alla politica di fare gli stessi sacrifici imposti ai cittadini. Il Gruppo UDC-SVP-Autonomie sosterrà il Governo in questo sforzo con la convinzione che anche gli italiani lo faranno, consapevoli che esso sta agendo per il bene comune. Poiché la manovra potrà salvare l'Italia dalla crisi, tutte le forze politiche hanno il dovere di sostenerla in Parlamento consentendone una rapida approvazione e anteponendo il bene del Paese ai propri tornaconti elettoralistici. È dunque opportuno che i Gruppi della maggioranza istituiscano un tavolo comune per sostenere e migliorare il lavoro del Governo. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI, Per il Terzo Polo: ApI-FLI e PD. Congratulazioni).
CASTELLI (LNP). Ci sono dubbi sul fatto che la manovra economica, le cui disposizioni continuano a colpire principalmente i cittadini del Nord, riesca a salvare l'Italia. Essa è infatti inadeguata perché non affronta i veri problemi del Paese, ovvero gli sprechi colossali di risorse pubbliche perpetrati in vaste aree del Paese, che la Padania non può più continuare a sostenere con trasferimenti di risorse. La Lega Nord vigilerà affinché il Governo consegua la piena attuazione del federalismo fiscale che, introducendo i costi standard e responsabilizzando gli enti locali, è uno strumento efficace per aggredire gli sprechi. Il Nord soffre per un'acuta mancanza di lavoro determinata dalla globalizzazione e dalla supervalutazione dell'euro, che rende difficoltosa la competizione delle imprese sui mercati internazionali. La crescita economica deve esser trainata dal settore manifatturiero che oggi è in forte difficoltà; in questo senso ci si interroga sul ruolo che potranno avere le liberalizzazioni, quando invece più utili sarebbero ragionevoli barriere all'ingresso di prodotti sui quali le imprese italiane non riescono a reggere la concorrenza avendo costi di produzione molto maggiori dei competitori. Il Governo non ha dato risposte neanche su un altro grave problema che colpisce soprattutto gli artigiani e le piccole e medie imprese, ovvero la contrazione del credito da parte delle banche. La Lega Nord non sosterrà la manovra economica, che si configura come un provvedimento iniquo, poiché continua a reperire risorse nel modo più semplice, colpendo i cittadini onesti che già pagano le imposte e ritardando l'accesso al pensionamento anche per coloro i quali svolgono da 40 anni lavori usuranti come gli operai che lavorano alle catene di montaggio. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni. Commenti dal Gruppo PD).
FINOCCHIARO (PD). L'informativa del Presidente del Consiglio sui contenuti della manovra prima della presentazione del decreto-legge è un fatto inedito, che dà il segno dell'emergenza economica e della eccezionalità istituzionale del Governo in carica. Nel confermare il mandato fiduciario, il PD chiede che le relazioni con l'Esecutivo siano improntate a trasparenza e lealtà al fine di conferire maggiore autorevolezza alle decisioni. Pur condividendo l'analisi della situazione del Paese, che è sull'orlo del baratro, e pur non ignorando il positivo effetto sui mercati finanziari del decreto-legge adottato dal Consiglio dei ministri, che ha recepito parte delle proposte avanzate dal PD; il Gruppo vorrebbe una manovra più equa sul fronte della riforma delle pensioni, dell'adeguamento all'inflazione, dell'esenzione dell'imposta sulla casa per i redditi bassi, e una manovra più coraggiosa sul versante della lotta all'evasione fiscale, della tassazione dei grandi patrimoni, dell'asta sulle frequenze e delle dismissioni dei beni pubblici. Chiede che il Governo mantenga anche nel corso dell'esame del provvedimento nelle Commissioni adeguata attenzione alle proposte del Partito Democratico che, per il suo radicamento sociale e la sua forza politica, è strumento essenziale per garantire la comprensione e l'adesione di milioni cittadini allo sforzo che il Governo sta loro chiedendo. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Pardi, Peterlini e Rutelli).
GASPARRI (PdL). La crisi italiana si inquadra in una più ampia crisi europea e internazionale. I problemi italiani non derivano esclusivamente dal debito sovrano, peraltro esploso negli anni del consociativismo politico: basti pensare che anche il debito pubblico della Germania ha raggiunto il 100 per cento del PIL, che il sistema economico-finanziario statunitense manifesta ancora squilibri, dopo la crisi finanziaria che ha scatenato quella internazionale, e che le stesse autorità cinesi sono seriamente preoccupate del livello del debito dei Paesi occidentali. La costruzione europea poggia su fondamenta fragili: ha svuotato la sovranità popolare e ha istituito una moneta comune senza conferire poteri di intervento adeguati alla Banca centrale. Per essere salvata l'Europa deve essere rifondata: i Capi di Governo tedesco e francese hanno annunciato un nuovo trattato europeo, alla cui stesura l'Italia dovrà partecipare a pieno titolo con proposte di riforma della BCE e di democratizzazione dell'Unione. La manovra economica del Presidente del Consiglio si pone in continuità con la politica di rigore del precedente Governo. Il PdL apprezza il mancato innalzamento delle aliquote IRPEF, ma chiede modifiche sulla tassa sulla casa e sui due scaloni della riforma previdenziale. Auspicando più coraggio sul fronte del mercato del lavoro, il Gruppo sosterrà il programma per le infrastrutture e vigilerà sulla tutela delle professioni. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Viespoli. Congratulazioni).
PRESIDENTE.Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno della seduta del 6 dicembre.
La seduta termina alle ore 19,51.