BRICOLO (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRICOLO (LNP). Signor Presidente, presidente Monti, Ministri, onorevoli colleghi, «L'Europa politica non ci sarà mai. Non c'è un collante che la unisce, i Parlamenti nazionali conteranno sempre meno e la finanziaria sarà un fax che parte da Bruxelles». Queste non sono parole mie, ma di Umberto Bossi (Commenti ironici dal Gruppo PD), non di oggi o di ieri, ma dell'aprile 1998. (Applausi dal Gruppo LNP). «La rigidità della moneta costringerà molte imprese a chiudere e aumenterà la disoccupazione. L'Europa sarà dei tedeschi, dei francesi e di qualche finanziere». Tredici anni fa Umberto Bossi faceva queste previsioni, attaccato da tutti: da tutta la stampa, da tutte le televisioni, da tutti i partiti, sia di centrodestra sia di centrosinistra, che sostenevano esattamente la tesi opposta. Ci dicevano: con l'entrata nell'euro la nostra economia crescerà; saremo tutti più ricchi, aumenteranno i posti di lavoro; in Europa, come Paese fondatore, comanderemo anche noi. Tranne la Lega lo dicevano tutti, proprio tutti, anche lei, presidente Monti. Oggi possiamo dire che erano solo balle. Questo erano: solo balle! (Applausi dal Gruppo LNP).
La realtà di questi giorni dimostra che Umberto Bossi aveva ragione: l'Italia in Europa non conta nulla. La Merkel e Sarkozy decidono per tutti pensando solo ed esclusivamente agli interessi dei propri Paesi. La finanza, la Banca centrale e i funzionari europei ci dettano leggi «lacrime e sangue» e se non gli va bene un Governo lo cambiano, come hanno fatto in Grecia, come faranno la settimana prossima in Spagna e come hanno fatto nel nostro Paese.
Abbiamo visto la composizione del suo Governo, presidente Monti: nessun politico. Ma se guardiamo bene, le grandi lobby economiche e tutti i partiti italiani, in qualche modo, vi sono rappresentati: si chiamano «uomini di area», «amici degli amici». Nomi sicuramente autorevoli, in alcuni casi di indubbia professionalità, ma che ci pongono diversi interrogativi. Presidente Monti, i banchieri che lei ha nominato nel suo Governo faranno gli interessi delle loro banche o dei cittadini? (Applausi dal Gruppo LNP e del senatore Tomassini). Queste sono le domande che si pone la nostra gente.
Si è parlato tanto del conflitto di interessi del presidente Berlusconi. Si parlerà a lungo del conflitto di interessi di questo Esecutivo, del suo Governo, presidente Monti. Questa è la realtà.
Nel suo Governo non c'è un Ministro per il federalismo, non c'è il Ministro per la semplificazione normativa e burocratica, non c'è il Ministro per le riforme. Evidentemente, non sono una vostra priorità. Allo stesso tempo, lei ha creato nuovi Ministri che, francamente, nessuno ha mai chiesto: il Ministro per la coesione territoriale, che, per come è stato presentato, di fatto, è l'antifederalismo; e il Ministro per la cooperazione e l'integrazione, dove la cooperazione sono gli aiuti che dal nostro Paese vanno al Terzo Mondo e l'integrazione vuol dire interventi a favore degli immigrati sul nostro territorio. Ma noi della Lega ci chiediamo: in questo momento di grande difficoltà economica non sarebbe meglio, invece che aiutare gli extracomunitari, adoperarsi per gli anziani e per i pensionati che non arrivano alla fine del mese? (Applausi dal Gruppo LNP e dei senatori Ciarrapico e De Eccher). È giusto dare priorità agli extracomunitari, o non sarebbe meglio cercare di aiutare i nostri giovani disoccupati e i precari che vivono drammaticamente l'incertezza del loro futuro? (Applausi dai Gruppi LNP e dei senatori Cardiello, Ciarrapico e De Eccher).
Il suo intervento programmatico, presidente Monti, lo abbiamo ascoltato molto attentamente. Un intervento scritto molto bene per rassicurare le lobby, per non urtare i partiti che dovranno appoggiarla e anche per non tradire le reali intenzioni del Governo sui sacrifici che chiederete ai cittadini. Su questo, tanto fumo e molta omertà. Tasserete le case di proprietà, i terreni, gli immobili? Farete un prelievo sui conti correnti come è già stato fatto in passato? Avete intenzione di presentare norme sui licenziamenti facili? Con la scusa delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni svenderete le nostre aziende municipalizzate ai francesi e ai tedeschi? Arriveranno i soliti affaristi a portarci via tutto quello che ancora c'è di buono sul nostro territorio? Queste sono domande per cui vogliamo delle risposte.
E ancora, avete intenzione di far pagare al Nord il risanamento dei conti pubblici? Su questo vogliamo risposte precise. Infatti, una cosa deve essere chiara a tutti: il Nord non è più disposto a pagare per colpe non sue. (Applausi dal Gruppo LNP). Non è colpa del Nord se oggi ci troviamo in questa situazione. Gli sprechi e i dissesti finanziari per miliardi di euro delle Regioni nel comparto sanità sono tutti al Sud. Le assunzioni di un numero abnorme di dipendenti pubblici che costano miliardi alle casse dello Stato sono tutte nel Centro-Sud. I Comuni che sforano i bilanci e non sono virtuosi, in gran parte sono al Sud. Questo divario è impressionante, e lei non ha proposto una sola idea per superarlo.
Per tutto questo, noi non voteremo la fiducia a questo Governo. (Commenti del senatore Garraffa). Staremo all'opposizione. (Applausi dal Gruppo LNP).
PRESIDENTE. Senatore Garaffa, la prego.
BRICOLO (LNP). La nostra, cari colleghi, sarà un'opposizione, come abbiamo sempre fatto, seria, attenta, responsabile. Ma (lo voglio dire molto chiaramente) la nostra sarà anche un'opposizione decisa a difendere gli interessi della nostra terra, del Nord e della Padania. (Applausi dal Gruppo LNP). Noi siamo pronti e abbiamo ben chiaro cosa avverrà: da domani i banchieri detteranno l'agenda del Governo e, a quel punto, chi non si adegua verrà attaccato ad alzo zero. Questo però non ci spaventa. Siamo convinti che in un Paese democratico non ci possa essere un Governo senza opposizione, e saremo noi la voce di milioni di cittadini che non condividono le vostre scelte.
Non ci piegheremo: andremo nelle piazze, organizzeremo manifestazioni e incontri pubblici, staremo a contatto con la nostra gente per spiegare cosa sta succedendo in questo Parlamento. E sbaglia di grosso chi pensa che questa nostra posizione sia finalizzata solo alla ricerca del consenso elettorale (Coro ironico di «No» dal Gruppo PD), come sta passando in questi giorni sui giornali. Lo abbiamo ampiamente dimostrato in questa legislatura. Sarebbe stato sicuramente più comodo e più conveniente in termini di voto scaricare i nostri alleati nel momento degli scandali e delle veline, ma noi non lo abbiamo fatto (Commenti dal Gruppo PD. Richiami del Presidente) anzi con loro - è giusto ricordarlo - abbiamo avuto un'alleanza seria e costruttiva e voglio ringraziare i parlamentari del PdL comunque per questi tre anni di lavoro che abbiamo fatto insieme. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
Ci siamo impegnati al massimo al Governo per rispetto di chi ci ha eletto e per attuare finalmente il federalismo fiscale. Abbiamo dimostrato, soprattutto con i nostri Ministri, di saper governare al meglio, e per questo voglio, a nome di tutti i senatori del mio Gruppo, ringraziare i ministri Bossi, Calderoli, Maroni e gli altri rappresentanti del Governo per quello che hanno fatto. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL e dei senatori Fosson e Peterlini).
È giusto ricordarlo: nessuno dei nostri uomini al Governo e dei nostri parlamentari è stato protagonista di scandali, inchieste, avvisi di garanzia, ma solo di tanto, tanto lavoro nell'interesse della nostra comunità.
Voglio anche ricordare la fedeltà dei nostri parlamentari al nostro movimento. Nessuno ha tradito. Sono stati invece più di 100 i deputati e i senatori che hanno cambiato schieramento in questa legislatura. Ora sono 34 i partiti rappresentati in Parlamento. Un vero scandalo. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL). Il solito, vergognoso, trasformismo all'italiana, a cui i parlamentari della Lega non hanno partecipato.
E non venite a dirci, cari colleghi dell'ex opposizione, che voi sostenete questo Governo per senso di responsabilità, perché non ci crede nessuno. La sinistra non ha voluto il voto perché ha preferito far fare a lei, professor Monti, il lavoro sporco delle leggi impopolari...
PRESIDENTE. Senatore Bricolo, trenta secondi e deve concludere.
BRICOLO (LNP). ...nella speranza di poter vincere, fra un anno e mezzo, le elezioni.
Anche l'Italia dei Valori, signor Presidente del Consiglio, la sostiene solo per opportunismo: fino alla scorsa settimana erano nettamente contrari a entrare nel Governo (Commenti dei senatori Mascitelli e Carlino)...
PRESIDENTE. Colleghi, fate concludere il senatore Bricolo.
BRICOLO (LNP). ...e poi, dopo il ricatto del Partito Democratico, si sono venduti nella speranza di avere qualche posto di Governo nella prossima legislatura! (Applausi dai Gruppi LNP e PdL. Proteste dei senatori Belisario, Mascitelli e Pedica). Questo hanno fatto. Sveglia, Belisario, è inutile che attacchi Berlusconi: oggi sei alleato di Berlusconi in questo Parlamento. Cambia l'intervento! (Applausi dai Gruppi LNP e PdL. Commenti del senatore Pedica).
PRESIDENTE. La prego di concludere, senatore Bricolo. È scaduto il tempo.
BRICOLO (LNP). Concludo, signor Presidente. (Commenti dal Gruppo IdV). Mi stanno interrompendo. (Richiami del Presidente).
PRESIDENTE. Basta!
BRICOLO (LNP). Presidente Monti, cari Ministri, se si vuole davvero cambiare questo Paese lo si può fare solo andando a colpire al cuore le sue inefficienze e le sue contraddizioni, abbandonando per sempre il centralismo e l'assistenzialismo. Se proporrete leggi che vadano in questa direzione, noi siamo pronti a discuterle. Le auguriamo per questo buon lavoro; ma riuscire a cambiare questo Paese con l'ammucchiata che avete messo in piedi, francamente ci sembra impossibile. (Applausi dal Gruppo LNP e dei senatori Rizzotti e Tomassini. Molte congratulazioni).