Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (941 KB)

Versione HTML base



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 637 del 17/11/2011


PARDI (IdV). Signor Presidente, signore e signori del Governo, colleghi, questo per noi è un bel giorno. Rappresenta per noi la fine di un tormento che stava diventando intollerabile e l'inizio di una speranza: una speranza a cui vogliamo dare il massimo del contributo costruttivo. Un primo contributo lo abbiamo già dato: noi abbiamo prodotto con il nostro impegno la riscossa del civismo e anche la sua traduzione nell'unico strumento di democrazia diretta rimasto, cioè l'impegno referendario. Cogliamo un motivo di interesse, signor Presidente, nelle sue parole sul primato del Parlamento. Queste ci confortano e ci ricordano che, usando le parole di Tocqueville, abbiamo attraversato un periodo in cui vigeva la dittatura della maggioranza e la dittatura del Governo sulla maggioranza. Oggi vediamo la possibilità di liberare le istituzioni dalle incrostazioni presidenzialiste.

Sui costi della politica: bisogna certamente, come anche lei ha detto, incidere sull'intera scena della rappresentanza politica a tutti i livelli, ma bisogna anche saper andare a colpire nel modo giusto e nelle formule giuste il nodo tra politica ed affari, nesso insidioso che tende ad avvelenare tutte le relazioni sociali e a distorcere l'esercizio della democrazia. Qui si apre un compito che non è solo del Governo, ma anche del Parlamento: quello di immaginare per il futuro un'autentica vera legge sul conflitto di interessi. Costi della politica comportano anche costi della legge elettorale. Parlo di proposito dei costi della legge elettorale, perché tutti abbiamo sempre criticato la nomina dei parlamentari, ma tendiamo a dimenticare l'elemento più terribile, quello dell'ingiustizia profonda del premio di maggioranza. Col premio di maggioranza ci sono dei voti che si traducono in seggi senza voto.

La questione dell'equità. Il richiamo è all'articolo 3, sull'eguaglianza dei cittadini, e all'articolo 53, che è la sua vera autentica garanzia, cioè la progressività dell'imposizione fiscale, una cosa che in Italia negli ultimi anni si è tradotta nella regressività dell'imposizione fiscale. Molti soggetti hanno già dato, e troppo. Molti altri hanno guadagnato e si arricchiscono nella crisi. La spesa pubblica non è di per sé un elemento da annullare. La spesa pubblica deve essere di qualità, e ai Ministri docenti, che sono numerosi, voglio dire che anche io sono stato docente, fino a che non sono arrivato qui, e credo che tutti noi sappiamo che gli studenti sono avviliti da una dimensione di vita e di studio che spesso, alla gran parte di loro, nega la possibilità del futuro. Affogati nel lavoro precario ma anche nel lavoro gratuito, signore e signori del Governo. Questo esige da noi, dal Governo e dalla maggioranza un impegno per il rilancio vero della ricerca e dell'alta formazione. E questo - lo ridico ai colleghi universitari - esige davvero la riapertura dei concorsi, perché voi sapete che nell'università da tempo i concorsi non ci sono più e vengono sostenuti a titolo gratuito. Questo non può produrre un'efficacia vera nel rilancio dell'alta formazione.

Pluralismo dell'informazione: noi siamo i settantacinquesimi del mondo quanto a questo tema: è un argomento che ha avvelenato l'intera legislatura. Io colgo nell'esistenza di questo Governo il punto d'appoggio per riuscire a ripartire con un criterio nuovo, più democratico, pluralista e incisivo.

Quanto alla gestione ambientale del territorio, ho sentito poco su questo argomento. Non mi permetto di fare il sopracciò a un Governo che ha già troppe cose da fare, ma sono sicuro che trattare questo tema è nei suoi intendimenti. Ricordo di sfuggita una citazione classica, quella di Giustino Fortunato, che diceva che l'Appennino era uno sfasciume geologico. Noi oggi ne abbiamo la riprova, purtroppo ripetuta, reiterata e ultimamente sempre più drammatica. Questo problema va affrontato con un criterio progressivo, cioè prevenendo e permettendo l'interruzione di questo fenomeno. Ciò significa preoccuparsi meno della cementificazione, che deve essere arrestata, ma fondamentale è la cura dei versanti, con cui si previene l'inondazione delle piane insediate. Le città vanno sotto perché ormai la montagna, la collina, i versanti ripidi sono sostanzialmente privi di manutenzione. In certi casi basterebbe soltanto... (Il microfono si disattiva automaticamente).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Blazina. Ne ha facoltà.