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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 637 del 17/11/2011


Testo integrale della dichiarazione di voto del senatore Gasparri nella discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri

Signor Presidente del Senato, signor Presidente del Consiglio, onorevoli senatori, voglio ringraziare in primo luogo il Presidente del Consiglio uscente, l'onorevole Silvio Berlusconi per il senso di responsabilità e dello Stato dimostrato in questo frangente della vita della Repubblica. In quest'Aula del Senato il Governo Berlusconi ha sempre ottenuto una solida e ampia maggioranza, che non è stata mai sconfitta e questo è motivo di particolare orgoglio per il Gruppo parlamentare del Popolo della Libertà che ho l'onore di presiedere. Ringraziamo il Governo Berlusconi per l'azione svolta e per i risultati conseguiti su tanti fronti. E sarà necessaria, nel momento in cui ci accingiamo a sostenere il Governo presieduto dal senatore Monti, una operazione verità, che senza ignorare i problemi della nostra economia, metta in luce risultati importanti e positivi.

L'avanzo primario dell'Italia è il migliore nell'Unione europea ed ha raggiunto il 4,4 per cento, mentre quello della Germania è l'1,5 per cento e quello della Francia è addirittura a meno 2,1 per cento. Il nostro rapporto deficit-pil é sceso al 4,6 per cento mentre quello della Germania è salito al 4,3 per cento e quello della Francia è al 7 per cento. I dati della disoccupazione italiana sono più bassi rispetto a quelli della media europea. C'è una crisi mondiale che non è soltanto una crisi italiana. Ci auguriamo che i dati dello spread, che ormai dettano i tempi della politica, calino vertiginosamente. Non starò qui a ripetere quanto e stato detto da molti esponenti politici che prevedevano conseguenze miracolose all'atto delle dimissioni del presidente Berlusconi. Non é stato così, non poteva essere così. Ci auguriamo che le cose andranno meglio grazie allo sforzo corale di tutti quanti, a partire da quello che farà il Popolo della Libertà. E voglio ricordare che alla Camera dei deputati i 308 voti ottenuti dal presidente Berlusconi forse non erano sufficienti per una incisiva azione governativa ma nessun altro ne ha avuti di più in questa legislatura.

Vediamo troppe volte il nostro Paese sul banco degli imputati e nel ruolo di giudici altri Stati che non hanno le carte in regola. Rispettiamo la Francia, la Germania ma leggiamo analisi sugli errori che ieri la Merkel e Sarkozy avrebbero commesso (ieri Juncker, presidente Eurogruppo, ha detto che il livello del debito tedesco preoccupante, è solo che qui nessuno vuole rendersene conto"). Le banche francesi e tedesche sono piene di titoli pubblici greci ben più delle nostre banche.

La crisi finanziaria ed economica che stiamo vivendo viene da lontano, e vorremmo ricordare come abbiamo fronteggiato il disastro che colpì gli Stati Uniti nel 2008. Quante speculazioni, quanta economia di carta, quanti errori del mondo della finanza! Oggi si critica la politica, che avrà le sue colpe, ma riteniamo che nel mondo delle banche e delle istituzioni finanziarie molti dovrebbero fare autocritica e confrontarsi per trovare insieme a noi le strade per la crescita. C'è ora una crisi dell'euro drammatica che lei, presidente Monti, conosce perfettamente. Quale deve essere il ruolo della Banca centrale europea? Qual è il destino di una valuta che non ha alle spalle istituzioni sufficientemente solide nè una realtà bancaria che ne possa sorreggere in maniera adeguata la vita? Bisogna fare molto in Italia, ma molto di più in Europa. Capi di Stato e di Governo convengono sulla necessità di rivedere gli stessi Trattati la dell'Unione europea. Si fa presto a parlar male della classe politica italiana, ma noi riteniamo che chi ha retto le sorti dell'Europa forse avrebbe potuto evitare molti errori.

Professor Monti, noi le daremo oggi il nostro consenso per il nostro senso di responsabilità nazionale, ma lo facciamo anche in riferimento agli obiettivi programmatici che il Governo Berlusconi ha illustrato il 26 di ottobre all'Unione europea con una lettera che resta per noi il programma di questo scorcio di legislatura. Le manovre approvate questa estate e la legge di stabilità votata nei giorni scorsi hanno già realizzato per oltre il 50 per cento gli obiettivi di quella lettera. Si tratta completare l'opera e siamo qui per questo e pronti a tutelare la prima casa: il nostro vincolo è dettato da quei programmi e da quei contenuti. E vogliamo ricordare che il Governo di centrodestra ha realizzato dal 2008 e nella prospettiva del 2014 una manovra economica pari a 265 miliardi, con un impegno e con una determinazione che nel passato non sarebbe stato possibile nemmeno immaginare.

Riteniamo che occorrano coraggio e decisione in molti campi. Ad esempio per la previdenza, senza iniquità e nel rispetto dei diritti del mondo del lavoro, ma con un coraggio riformatore che guardi ai diritti delle nuove generazioni. Noi abbiamo fatto molte cose. Molte siamo disposti a farne oggi insieme. Abbiamo varato norme importanti, che non aprono la strada ai licenziamenti ma al contrario, attraverso la rimozione di eccessive rigidità, incoraggiano la creazione di lavoro, e frenano le delocalizzazioni che troppi imprenditori hanno realizzato, affittando le pagine dei giornali in Italia ma spostando alcune loro produzioni dall'altra parte del mondo.

Vogliamo condividere un piano di aggressione al nostro debito pubblico, vogliamo l'attuazione di quelle misure per il Sud che anche nei giorni scorsi con il piano Euro-Sud il Governo uscente ha avviato.

Lei, presidente Monti, è noto per voler tutelare con grande rigore i principi della concorrenza. Abbiamo varato molte norme in questo campo, vorremmo che la libertà della concorrenza fosse ampliata ma che anche le professioni vedessero rispettata la loro competenza. E in materia di tutela della concorrenza abbiamo bisogno di difendere anche i nostri mercati e i nostri produttori. Ci sono troppe forme di concorrenza sleale. Ci sono parti del mondo come la Cina dove non ci sono regole a tutela dell'ambiente, del lavoro, dei diritti sociali, dove non vigono nemmeno le regole della democrazia. Libertà di concorrenza vuol dire competere tutti ad armi pari.

Riteniamo che in questa fase politica uno schieramento come il nostro, il Popolo della Libertà, non possa rinunciare alla difesa di valori fondamentali anche di valori non negoziabili, e che soprattutto in quest'Aula sono stati difesi con chiarezza. Il nostro partito ha i valori del Partito popolare europeo del quale siamo onorati di far parte. Non è compito di questo Governo affrontare tali questioni, ma le affronterà il Parlamento e troverà in noi soprattutto sui temi della vita e della famiglia coerenza assoluta.

Vogliamo difendere il ruolo del Parlamento e della politica. Si dice che le forze politiche che si accingono a sostenere il suo Governo dispongano di una sorta di interruttore per accendere o spegnere la luce che deve illuminare fazione del Suo Esecutivo. Non vogliamo avvalerci di questo potere in maniera vessatoria. Vogliamo però rivendicare il ruolo delle forze politiche che sono in quest'Aula in rappresentanza di milioni di elettori. È opportuna una fase di tregua e di impegno nazionale, ma non rinunciamo alla responsabilità, alla dignità, al ruolo della politica e della democrazia che è basata sull'esercizio della sovranità popolare in nome della quale noi siamo qui e in nome della quale eserciteremo ogni giorno, ogni ora il nostro ruolo consapevoli del mandato che gli italiani ci hanno affidato e del loro diritto di esprimersi superata l'emergenza.

Vogliamo difendere le ragioni del bipolarismo in vista di confronti elettorali che arriveranno. Non rinunceremo all'impegno per la riduzione dei costi della politica e delle caste di tutti i palazzi, anche di quelli delle accademie e delle banche. Ci sono gli errori della politica, ma ci sono gli errori della finanza e dell'economia. Rispettiamo il mercato e la nostra, che è una grande forza liberale, lo rispetta più di altri.

Conta lo spread, contano gli indici azionari, ma conta la libera espressione dei popoli. Diciamo anche agli amici della Lega che noi ci auguriamo che il nostro cammino comune possa proseguire nel futuro per realizzare le riforme che riguardino le istituzioni, anche in questo Parlamento. E continua anche sui territori, dove governiamo insieme in tante Regioni e tante città. Siamo orgogliosi del ruolo e dell'azione svolta dal Popolo della Libertà, raccogliamo questa sfida, ci rimbocchiamo ancora una volta le maniche, avendo lavorato da sempre per la nostra Nazione.

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare. Noi le auguriamo, presidente Monti, sinceramente di avere chiara la rotta da seguire; noi sappiamo come Popolo della Libertà qual è il nostro destino, servire la Nazione, per il Governo, oggi in Parlamento, domani forti di un rinnovato consenso. Il vento che deve gonfiare le nostre vele è il vento della democrazia. Oggi non cambiamo percorso, perché l'amor di Patria è per noi un imperativo morale, che ci porta ad affrontare questa fase di emergenza, ma attenti giorno per giorno a valutare quanto sarà proposto.

Non ci sentiamo né commissariati né sconfitti. Abbiamo responsabilmente scelto di condividere l'azione del Governo che lei presenta oggi al Parlamento per uscire da un'emergenza economica e finanziaria non nata in Italia, non causata dall'Italia, vissuta con difficoltà dall'Italia per un debito pubblico pericolosamente accumulatosi nei decenni. Verificheremo la coerenza del suo agire con i programmi concordati in ottobre in sede europea. La nostra è una scelta libera e responsabile, così come dovrà essere responsabile e rispettosa del Parlamento e delle forze che qui rappresentano la democrazia del Paese l'azione del suo Governo. Faremo la nostra parte al servizio dell'Italia che amiamo, certi che lei farà la sua nel pieno rispetto della volontà del Parlamento.