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Legislatura 16 - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 637 del 17/11/2011


Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento

BERTUZZI, PIGNEDOLI, ANTEZZA, ANDRIA, MONGIELLO, PERTOLDI, RANDAZZO, MONACO - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:

l'art. 7, commi 2-bis, 2-ter e 2-quater, del decreto-legge n. 70 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 2011 ha previsto la presentazione entro il 30 settembre 2011 della domanda di variazione catastale per l'attribuzione della categoria A/6 alle unità abitative e D/10 agli immobili rurali ad uso strumentale per i quali sussistono i requisiti di ruralità di cui all'art. 9 del decreto-legge n. 557 del 1993, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 1994;

il provvedimento di attuazione del Ministero dell'economia e delle finanze previsto dal decreto-legge n. 70 del 2011, con modalità applicative e documentazione necessaria per la presentazione della certificazione per il riconoscimento della ruralità dei fabbricati, porta la data del 14 settembre 2011 ed è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 21 settembre 2011; la circolare della Direzione centrale catasto dell'Agenzia del territorio con le prime indicazioni in merito alla attribuzione delle categorie A/6 e D/10 ai fabbricati rurali è stata pubblicata il 22 settembre 2011;

considerato che:

l'attesa del decreto attuativo ha messo a repentaglio il classamento, in quanto la pubblicazione a soli 9 giorni dalla scadenza, senza che venissero prorogati i termini previsti per l'accesso agevolato all'accatastamento dei fabbricati rurali delle categorie A/6 e D/10, nonostante la complessità delle pratiche da istruire, ha reso di fatto impossibile il rispetto della scadenza per la quasi totalità degli oltre 500.000 (stima) soggetti interessati;

sono interessati agli adempimenti i proprietari di immobili, condotti direttamente o locati a produttori agricoli, per i soli fabbricati accatastati al catasto edilizio urbano con categorie diverse da A/6 e D/10, che sono in possesso di tutti i requisiti di ruralità previsti dalla legge;

la redazione delle pratiche di variazione richiede tempo ed attenzione; a questo proposito lo statuto del contribuente di cui alla legge n. 212 del 2000, all'art. 3, comma 2, stabilisce che le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dall'adozione dei provvedimenti di attuazione;

gli imprenditori agricoli, cioè i contribuenti interessati, hanno continuato nella verifica dei presupposti di ruralità predisponendo pratiche di variazione catastale che sono in presentazione all'Agenzia del territorio in questi giorni;

l'Agenzia del territorio (si veda per tutte nota del Direttore dell'Ufficio del territorio di Ferrara) ha continuato a sottolineare come il termine di presentazione delle domande di variazione e relative autocertificazioni fosse scaduto senza ulteriori proroghe e come la documentazione presentata fuori dai suddetti termini fosse priva di qualsiasi validità; se ne deduce che l'Agenzia del territorio è orientata a respingere direttamente le domande di regolarizzazione presentate oltre il termine del 30 settembre, obbligando i soggetti interessati a proporre ricorso avverso questa decisione invocando lo statuto del contribuente, con inevitabile, inutile e dannoso aumento del contenzioso;

considerato inoltre che è del tutto evidente che la mancata riapertura dei termini per la presentazione delle domande pone gli imprenditori agricoli in una situazione di estremo disagio causata da una situazione totalmente imputabile ai soggetti istituzionali preposti ad occuparsi della materia; l'Agenzia del territorio mantiene un atteggiamento formalistico e le conseguenze non possono che essere quelle di perdita delle agevolazioni fiscali e recupero coattivo di imposte, che non potrà che generare un contenzioso del quale sosterrà le spese una categoria che già soffre di bassa redditività e in questa situazione paradossale rischia di rimanere vittima di una burocrazia inadempiente,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti descritti;

se siano a conoscenza delle dimensioni del potenziale contenzioso che può scaturire dalla rigidità della scadenza per la presentazione delle domande di variazione catastale degli immobili rurali, anche in ragione delle previsioni dello statuto del contribuente;

se intendano adottare apposite iniziative di propria competenza al fine di prorogare, almeno fino al 30 marzo 2012, i termini per la presentazione delle domande di variazione catastale degli immobili rurali.

(3-02498)

LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

in data 6 novembre 2011 è venuto a mancare il presidente dell'INAIL Marco Fabio Sartori nominato dal passato Governo;

a seguito dell'entrata in vigore del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, al Presidente dell'INAIL sono stati conferiti in via permanente i poteri del consiglio di amministrazione tutto, cioè gli sono stati conferiti poteri commissariali, con ciò eludendo il principio generale dell'ordinamento per il quale l'ufficio di commissario straordinario di un ente pubblico deve essere a tempo determinato e ordinariamente non si protrae oltre un anno e il principio generale dell'ordinamento per cui l'amministrazione di un grande ente pubblico, quale è l'INAIL, deve essere collegiale, tenute anche presenti le norme del codice civile che regolano le società per azioni e le grandi società a responsabilità limitata;

l'INAIL è infatti un grande ente pubblico, per di più titolare di un patrimonio netto nell'ordine dei 20 miliardi di euro, che nel 2009 ha registrato un utile di oltre 2,5 miliardi di euro (utile che è stato confermato nello stesso ordine di grandezza nel 2010): la dimensione dell'Istituto è tale che un suo accorpamento al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, previa ristrutturazione in agenzia per preservarne l'autonomia operativa, conferirebbe l'acquisizione di nuove risorse allo Stato equivalenti a quelle richieste con la nuova manovra finanziaria;

a seguito dello stesso decreto-legge n. 78 del 2010 l'INAIL ha incorporato, divenendone successore universale, l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, ente di ricerca, organo del Servizio sanitario nazionale (SSN) con compiti scientifici e tecnologici, conferiti in forza degli artt. 23 e 6 della legge di riforma sanitaria 23 dicembre 1978, n. 833, con il decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1980 n. 619, con il decreto-legge n. 390 del 1982, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 597 del 1982; per l'amministrazione di tale Istituto Superiore era richiesto il possesso di qualità che integrano una personalità scientifica, nelle materie di competenza dell'Istituto, ai sensi dell'art. 5 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 4 dicembre 2002, n. 303;

l'INAIL, dopo la incorporazione dell'ISPESL, risulta essere non più soltanto un ente di previdenza, ma anche un ente di ricerca e dunque il suo vertice amministrativo deve possedere qualità scientifiche, indispensabili per attuare i compiti propri di un organo amministrativo ai sensi dell'art. 4, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e in particolare le qualità previste dal citato art. 5 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 303 del 2002;

il neo nominato commissario straordinario dell'INAIL, dottor Gian Paolo Sassi, laureato in legge, non possiede qualificazione scientifica nelle materie di competenza dell'ISPESL, richiesta in forza del combinato disposto di cui all'art. 7, comma 1, ultimo periodo, del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010 e dell'art. 5 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 303 del 2002, e la sua nomina risulterebbe disposta con decreto dei Ministri Sacconi e Tremonti, senza la necessaria intesa del Ministro Fazio, titolare del Ministero della salute, vigilante sull'INAIL ai sensi del citato art. 7, comma 1 (si veda "Il Sole 24 Ore" dell'11 novembre 2011);

la soppressione dell'ISPESL è stata accompagnata dalla decisione di disdire il contratto di locazione degli immobili occupati dai ripartimenti territoriali dell'Istituto, che esercitano sul territorio le verifiche di cui all'art. 71 del decreto legislativo n. 81 del 2008, indispensabili per garantire il già non sufficiente livello di sicurezza industriale e del lavoro attuale; tale decisione ha sollevato perplessità poiché gli immobili dell'ISPESL, che sono stati cartolarizzati il 30 giugno 2009, non sono gli unici immobili in locazione da parte dell'INAIL, anzi l'INAIL detiene in locazione molti immobili che non hanno una finalità strumentale, come quelli ex ISPESL, ma di mera rappresentanza, come le sedi delle direzioni regionali, distinte dagli uffici amministrativi territoriali, e anche ville per convegni, come già segnalato con l'atto di sindacato ispettivo 4-05387, rimasto senza risposta;

la vicenda degli immobili ex ISPESL, che risulta aver interessato la Magistratura requirente, solleva notevoli perplessità in ordine: 1) alla procedura adottata, in forza dell'art. 41, commi 16-ter-septies, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, di dubbia costituzionalità, con la quale gli immobili degli enti soppressi, compresi quelli dell'ENPI e dell'ANCC in uso all'ISPESL, sono stati messi in capo a una società designata dalla FINTECNA e dalla stessa controllata, la Ligestra 2 con 50.000 euro di capitale, a far data dal 1° luglio 2009; gli stessi immobili erano stati trattenuti dal Ministero dell'economia e delle finanze alla data della trasformazione dell'ISPESL da istituto del Ministero della sSalute in ente autonomo, data di entrata in vigore del citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 303 del 2002, 15 marzo 2003, con un provvedimento che di fatto conferiva al nuovo ente solo le passività dell'Istituto, relative ad esempio al personale, e tratteneva le attività, il patrimonio, ancorché non ancora interamente trasferito dagli enti soppressi, come in parte avvenuto in favore delle unità sanitarie locali, come l'ISPESL appartenenti al SSN; 2) all'espediente amministrativo adottato dal Governo Berlusconi per evitare che il valore del patrimonio relativo a tali immobili, alla data del trasferimento in capo alla società trasferita, risultasse prossimo a quello di mercato degli immobili liberi o liberabili: il 28 aprile 2009 cessava infatti il commissariamento straordinario dell'ISPESL, durato un anno, adottato originariamente dal Ministro della salute Turco e prorogato dal Ministro Sacconi; poiché non erano stati rinnovati gli organi amministrativi dell'ISPESL, lo stesso ente doveva essere sciolto in forza dell'art. 13, comma 1, lettera q), del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419; ma ciò avrebbe vanificato le possibilità di manovre speculative in danno dell'Erario, relative agli immobili ex ENPI ed ex ANCC, in uso all'ISPESL, perché avrebbe impedito che il valore di tali immobili potesse essere determinato come quello di immobili non soggetti a sfratto perché occupato da ente pubblico, come invece è stato determinato; le manovre speculative risultano invece possibili perché, a seguito della soppressione dell'ISPESL e del trasferimento del suo personale negli immobili INAIL - i quali pure sono in parte in locazione ma non vengono liberati - il prezzo di vendita degli immobili ex ANCC ed ENPI e in uso all'ISPESL possono essere venduti ad un prezzo ragionevolmente superiore al valore determinato alla data di trasferimento alla Soc. Ligestra 2 - 1 luglio 2009 - ma assumono un valore assai superiore, quale compete agli immobili liberi sul mercato; non giova a rassicurare in ordine alla possibilità che tali speculazioni siano sventate il fatto che la operazione sia affidata a una "scatola cinese" del Ministero dell'economia e delle finanze, cioè una società a responsabilità e capitale limitati, posseduta da una società per azioni a sua volta posseduta dal Ministero; 3) al fatto che il Ministro Sacconi, già dimissionario e senza consultare tutti i Ministeri vigilanti, abbia proceduto alla nomina del commissario straordinario dell'INAIL, nella persona dell'avvocato Gian Paolo Sacchi, consigliere strategico del Ministro Maroni alla data della nomina, laddove anche il precedente presidente-commissario dell'INAIL, dottor Marco Fabio Sartori, era stato capo della segreteria politica del Ministro Maroni nella Legislatura XIV; si vorrebbe configurare dunque un signoraggio dell'INAIL sotto la Lega Nord e in particolare sotto l'ex Ministro Maroni, che si protragga come eredità della terminata stagione politica, tale da consentire che l'operazione liquidazione immobili già in uso all'ISPESL, con fini strumentali, possa portare i benefici preventivati, non necessariamente allo Stato;

la nomina a commissario straordinario dell'INAIL dell'avvocato Gian Paolo Sacchi deve essere ratificata dal Consiglio dei ministri,

si chiede di sapere:

se il Governo intenda confermare con deliberazione del Consiglio dei ministri la nomina a commissario straordinario dell'avvocato Gian Paolo Sacchi o ritenga più opportuno nominare persona dotata di formazione scientifica nelle materie della prevenzione e della sicurezza del lavoro, che abbia anche competenze gestionali, maturate nell'ambito di una carriera di funzionario dello Stato, non proveniente dal mondo della politica, né dalle organizzazioni sindacali;

quali provvedimenti il Governo intenda adottare per evitare che la procedura di cartolarizzazione e la vendita degli immobili ex ANCC ed ex ENPI, già in uso all'ISPESL, sia gestita da una società apparentemente inadeguata, sia per la recentissima costituzione sia per l'insufficiente capitale e la ragione sociale, che preclude i controlli tipici delle società per azioni quotate in Borsa, a garanzia dell'Erario e dei cittadini e se non ritenga utile rideterminare con nuovo decreto ex art. 41, comma 16-quater del decreto-legge n. 207 del 2008 il prezzo provvisorio di tali immobili da conguagliare da parte della Società Ligestra 2 o della Società Fintecna in favore dell'Erario;

se non intenda disporre che tra gli immobili in locazione all'ISPESL siano liberati e venduti prioritariamente gli immobili di rappresentanza o di uso prevalentemente dirigenziale rispetto agli immobili destinati ad uso strumentale;

se non ritenga utile disporre la soppressione dell'ente INAIL, con incorporazione all'Erario del suo patrimonio netto, anche in vista della necessaria manovra di risanamento economico del Paese, e la sua trasformazione in Agenzia del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, previa enucleazione dell'ISPESL e restituzione dello stesso al Ministero della salute, nel rispetto dei principi che presiedono al funzionamento del SSN che include la prevenzione e la sicurezza del lavoro, ai sensi della legge 23 dicembre 1978, n. 833.

(3-02504)