da molti anni alcune famiglie di Calasetta (Carbonia-Iglesias) sono coinvolte in un contenzioso con l'Agenzia del demanio per delle costruzioni situate sul lungomare;
la vicenda risale al 1924 quando il Comune di Calasetta, in seguito ad aggiudicazione definitiva, cedeva a titolo oneroso tre lotti di terreno ad alcune famiglie del luogo, le quali vi edificavano;
nel 1926 la Regia Capitaneria di porto di Cagliari convocava, alla presenza dell'allora Sindaco di Calasetta, una commissione per delimitare i terreni demaniali marittimi; tale commissione, con apposito verbale, stabiliva che i terreni venduti dal Comune di Calasetta fossero da ritenersi di pertinenza del demanio marittimo, nonostante il Sindaco avesse eccepito che i lotti erano stati venduti perché risultanti catastalmente di proprietà comunale;
ciononostante, la vendita veniva approvata dall'allora Prefetto di Cagliari con il provvedimento n. 21887 Div. 2/1 del 25 settembre 1930, registrato a Iglesias il 15 ottobre successivo al n. 573 Vol. 185 atti pubblici;
nel 1966 la Capitaneria di porto di Cagliari denunciava i proprietari, alcuni dei quali subentrati nel tempo, per aver costruito abusivamente sul terreno dello Stato; solo in tale occasione costoro venivano a conoscenza della riunione della commissione e dell'esistenza del citato verbale;
nel 1996, la Capitaneria di porto di Cagliari inviava ai proprietari un'ordinanza di sgombero (n. 27/1996 del 12 aprile 1996) per aver costruito abusivamente su suolo demaniale marittimo;
i proprietari ricorrevano quindi contro l'ingiunzione di sgombero al Tribunale amministrativo regionale che respingeva i ricorsi con sentenze n. 1339/2006 e 1221/2007, accertando la fondatezza delle pretese della Capitaneria di porto di Cagliari stante la validità delle deliberazioni della commissione per la delimitazione dei confini demaniali;
nell'aprile del 2005 l'Agenzia del demanio inviava ad alcuni proprietari una comunicazione con la quale contestava loro l'occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo e richiedeva il pagamento delle indennità risarcitorie, determinate ai sensi del decreto-legge n. 400 del 1993, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494;
nell'aprile del 2009 veniva effettuata una nuova procedura di delimitazione che confermava il confine demaniale marittimo stabilito nel 1926;
nell'ottobre del 2009 l'Agenzia del demanio inviava anche ad altri proprietari la richiesta di pagamento degli oneri derivanti dall'occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo;
includendo gli interessi maturati, la cifra complessivamente dovuta dai proprietari all'Agenzia del demanio arrivava così a circa 350.000 euro;
nel luglio del 2010, facendo seguito alla richiesta dell'Agenzia del demanio, la Capitaneria di porto di Cagliari avviava la procedura per l'acquisizione e demolizione delle costruzioni abusive;
nel tentativo di trovare una soluzione alla questione dell'occupazione abusiva del suolo demaniale marittimo - che riguarda anche alcuni fabbricati ad uso pubblico situati sul lungomare -, il Sindaco di Calasetta ha recentemente convocato una conferenza dei servizi cui hanno preso parte l'Agenzia del demanio, le Capitanerie di porto di Cagliari e S.Antioco e il Servizio centrale del demanio e Patrimonio della Regione autonoma della Sardegna;
in tale circostanza è stata avanzata la proposta di avviare la procedura di esclusione delle zone di demanio marittimo prevista dall'art. 35 del codice della navigazione, ai sensi del quale "le zone demaniali che dal capo del compartimento non siano ritenute utilizzabili per pubblici usi del mare sono escluse dal demanio marittimo con decreto del ministro dei trasporti e della navigazione di concerto con quello per le finanze";
tale procedura di "sdemanializzazione", spostando la linea demaniale e trasferendo la proprietà catastale di tutte le aree e i fabbricati situati sul lungomare al Comune, consentirebbe di bloccare gli sgomberi e le demolizioni,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione esposta in premessa e delle specifiche attività poste in essere dall'Agenzia del demanio e dalla Capitaneria di porto territorialmente competenti;
quali urgenti iniziative intendano assumere al fine di porre fine al grave pregiudizio per i cittadini coinvolti e, nello specifico, se e con quali tempistiche intendano procedere all'emanazione del decreto di esclusione delle zone dal demanio marittimo.
(3-02506)