CANTONI (PdL). I rapporti con la Libia e con il suo leader Gheddafi sono sempre stati complessi e comunque tesi alla costruzione di relazioni amichevoli, anche con i lontani Governi Andreotti e Craxi. E' pertanto ipocrita, ingeneroso e scorretto il continuo attacco nei confronti del presidente Berlusconi per la sua politica estera, alla luce, peraltro, del successo riportato proprio ieri a Bruxelles. È certamente necessario seguire con particolare attenzione l'evoluzione dei processi in atto in Nord Africa: la situazione, ancora fortemente confusa ed incerta sotto il profilo sia politico che militare, potrebbe lasciare spazio al dilagare del fondamentalismo e, quindi, ad una progressiva islamizzazione delle nascenti repubbliche nordafricane, ostacolando il loro percorso di democratizzazione. L'impegno militare degli Stati europei in Libia deve quindi lasciare il campo all'attività diplomatica che getti i fondamenti dei futuri rapporti politici ed economici con Tripoli. Alla luce della sua storia e delle sue relazioni economiche, legate principalmente all'approvvigionamento energetico, l'Italia deve svolgere un ruolo dominante nel processo di pacificazione e di ricostruzione della Libia, se necessario concorrendo alla costituzione di una forza multinazionale che affianchi le autorità locali nel periodo di transizione, per garantire la costituzione di istituzioni libere, democratiche e rispettose dei diritti umani. Non va dimenticato che, in assenza di un fattivo impegno dello Stato italiano, rischiano di prendere il sopravvento gli interessi geopolitici ed economici che hanno indotto Nazioni come la Francia ad avviare unilateralmente le azioni militari a sostegno dei ribelli. (Applausi dal Gruppo PdL e dei senatori Torri e Poli Bortone. Congratulazioni).