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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 633 del 27/10/2011


SBARBATI, D'ALIA, FISTAROL, GUSTAVINO, GALIOTO, GIAI, MUSSO, SERRA, FOSSON, PETERLINI, PINZGER, LEGNINI, MAGISTRELLI, AMATI, PROCACCI, MONGIELLO, COSTA, CASOLI, MARINI - Il Senato,

premesso che:

la Commissione europea ha dato il via libera ai progetti prioritari nel quadro delle grandi reti transeuropee per il periodo 20 14-2020;

il piano, da 50 miliardi di euro prevede per il settore dei trasporti anche i collegamenti ferroviari Napoli- Bari, Napoli-Reggio Calabria e Messina-Palermo, ma dall'alta velocità sono completamente escluse le Marche e le regioni costiere del Sud;

il progetto, oltre al settore dei trasporti, prevede di potenziare le infrastrutture nell'energia e nelle reti di telecomunicazione a banda larga al fine di completare i collegamenti mancanti nelle infrastrutture europee a partire da quelle nei trasporti che verranno completate e potenziate con investimenti pari a 31,7 miliardi di euro, il 63,5 per cento del totale;

saranno collegati i grandi corridoi per il trasporto merci e passeggeri in Europa come il corridoio nord-sud da Helsinky a La Valletta o il corridoio da ovest a est, con investimenti in un collegamento ferroviario da Sines, in Portogallo, attraverso Madrid in Spagna e attraverso Bordeaux in Francia;

per quanto concerne l'Italia, nel corridoio Baltico-Adriatico sono stati inseriti i collegamenti ferroviari e le piattaforme multimodali dì Udine, Venezia e Ravenna, nonché dei porti di Trieste, Venezia e Ravenna;

al nord è stata confermata la priorità assegnata alla Torino-Lione, al tunnel del Brennero e al collegamento ferroviario Genova-Milano-Svizzera;

nel Mezzogiorno è stato confermato il potenziamento della ferrovia Napoli-Reggio Calabria a cui è stata affiancata la priorità assegnata ai lavori da realizzare sulla tratta Napoli-Bari;

resta tagliato fuori dai progetti prioritari il ponte sullo stretto, di cui, secondo Bruxelles, si dovrà occupare l'Italia: il Comitato delle Regioni, riunitosi a Bruxelles in sessione plenaria nei giorni 11 e 12 ottobre 2011, ha adottato un parere di iniziativa sulla macroregione adriatico-ionica in cui ha chiesto di estendere la politica integrata al bacino adriatico-ionico, secondo i progetti in corso, sull'esempio della macroregione del mar Baltico già istituita e finanziata e di quella del Danubio;

le due macrostrategie europee per il Baltico e il Danubio, insieme alla strategia adriatico-ionica e alle future strategie della UE possono creare interconnessioni e sinergie anche infrastrutturali che dovranno costituire un asse ideale tra nord e sud dell'Europa;

in questo contesto la macroregione adriatico-ionica rafforzerebbe e decongestionerebbe l'accesso sud orientale dell'Europa al resto del mondo, potendo comprendere anche l'area del Mediterraneo centro-orientale attraverso l'allungamento del corridoio Baltico-Adriatico previsto dalla comunicazione della Commissione (COM (2011)500 del 29 giugno 2011) e la sua connessione con le reti intermodali;

l'inserimento del corridoio Baltico-Adriatico dei collegamenti ferroviari e delle piattaforme multimodali di Udine, Venezia e Ravenna, e dei porti di Trieste, Venezia e Ravenna, già deciso, dovrebbe essere naturalmente prolungato a sud lungo la costa adriatica ricomprendendo anche le altre regioni costiere e in particolare i porti di Ancona, Bari e Brindisi come naturale completamento per rafforzare la politica europea di cooperazione territoriale;

considerato che:

i territori dell'Adriatico e dello Ionio corrispondono ad un bacino marittimo internazionale e ad una regione internazionale. Essi sono importanti ecoregioni marittime e marine d'Europa fra loro contigue, che sboccano nel Mediterraneo centrale, che, in quanto mare semichiuso, ha un basso tasso di rinnovamento delle acque;

la macroregione adriatico-ionica comprende tre Stati membri dell'Unione europea: Italia (in particolare con le regioni adriatico-ioniche) Grecia e Slovenia; due Paesi candidati: Croazia e Montenegro; tre Paesi candidati potenziali (Albania, Bosnia-Erzegovina e Serbia), per un'estensione, escluse le superfici marine, di poco meno di 450.000 chilometri quadrati in cui vivono 60 milioni di persone;

il bacino adriatico-ionico è un mare semichiuso che può considerarsi interno all'Unione e presenta analogie evidenti con l'area del Baltico, con la quale ha in comune problematiche e sfide simili in quanto entrambe sono "cerniere" tra Stati membri e Stati terzi, inoltre costituisce lo sbocco marittimo naturale dell'area danubiana;

il collegamento dell'area baltica e dell'area danubiana con quella adriatico-ionica rappresenta il naturale completamento e rafforzamento della politica europea di coesione;

il compito principale, infatti, della strategia adriatico-ionica è quello di collegare e proteggere i territori della macroregione al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile e nel contempo proteggere il fragile ambiente marittimo costiero e dell'entroterra per cui è urgente accelerare le procedure per il riconoscimento della macroregione adriatico-ionica per collegare le priorità della strategia al prossimo quadro finanziario pluriennale deciso dalla UE;

premesso inoltre che l'Iniziativa adriatico-ionica avviata con la conferenza sullo sviluppo e la sicurezza nel mare Adriatico e nello Ionio, svoltasi ad Ancona il 19 e 20 maggio 2000, è stata ed è fortemente operativa per la valorizzazione del bacino adriatico ionico in settori strategici come l'ambiente, il turismo, la cultura, la cooperazione universitaria, i distretti industriali, i trasporti, le piccole e medie imprese, la formazione professionale e coinvolge le Camere di commercio, le Regioni, i Comuni;

ritenuto che:

la creazione della regione adriatico-ionica sarà fattore importante e decisivo d'integrazione transnazionale per lo sviluppo e favorirà l'ingresso nella UE di Paesi dell'area dei Balcani;

occorre un più forte impegno del Governo italiano che affianchi quello delle Regioni e degli altri enti economici e sociali per accelerare l'iter per l'approvazione definitiva della macroregione adriatico-ionica da parte della UE,

impegna il Governo:

a concertare in sede europea con i Governi degli altri Stati aderenti alla macroregione adriatico-ionica tutte le iniziative utili al fine di pervenire nel più breve tempo possibile all'approvazione definitiva della macroregione, da parte dell'Unione europea, perché essa possa accedere ai finanziamenti previsti nella programmazione dei fondi comunitari 2014-2020;

ad ottenere il prolungamento del corridoio Baltico-Adriatico a sud, lungo la costa adriatica, comprendendo i porti di Ancona, Bari e Brindisi per evitare ulteriore emarginazione del Centro-Sud e dare completezza al progetto.

(1-00490)