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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 633 del 27/10/2011


Interrogazioni

CECCANTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che nella giornata del 26 ottobre 2011 i parlamentari sono costretti ad apprendere da agenzie di stampa dettagli molto parziali ed imprecisi della lettera inviata dal Governo in relazione al Consiglio dell'Unione europea, dettagli che dovrebbero peraltro comportare conseguenze significative nei lavori parlamentari sin dalle prossime settimane e che obiettivamente interagiscono con la sessione di bilancio in corso al Senato, si chiede di sapere se il Governo non ritenga preciso dovere di correttezza istituzionale trasmettere quanto prima il testo della lettera alle Camere, oltre ad impegnarsi a discutere sollecitamente in Parlamento tale testo nonché gli esiti dei lavori del Consiglio dell'Unione europea.

(3-02466)

SBARBATI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

la politica dei tagli finalizzata al contenimento della spesa e alla stabilizzazione della finanza pubblica produrrà per l'anno scolastico 2012/2013 la chiusura e il conseguente accorpamento degli istituti con meno di 1.000 iscritti;

questa decisione comporterà su base nazionale l'eliminazione di 1.130 istituzioni scolastiche entro il 31 dicembre e la perdita di circa 2.000 posti di lavoro;

la drastica riduzione delle risorse finanziarie destinate all'istruzione e le difficoltà degli enti locali anche solo a mantenere attivi gli interventi già in atto stanno da tempo mettendo in seria difficoltà il buon funzionamento del "sistema" dell'istruzione;

l'accorpamento che non tenga conto delle opportunità pedagogiche, che non rispetti la continuità didattica, il raccordo educativo e la progettualità d'esercizio tipici dell'autonomia scolastica, per giunta affidato alla reggenza di dirigenti scolastici con responsabilità di altre scuole, non sembra prestare molta attenzione alle finalità stesse del servizio che, invece, dovrebbe garantire;

l'Europa si è spesso soffermata sull'importanza e sul valore dell'istruzione, chiedendo agli Stati membri di aumentare i propri investimenti nell'istruzione preelementare ed elementare quale mezzo efficace per creare le basi per un ulteriore apprendimento, per prevenire l'abbandono scolastico, perché solo investendo sulle giovani generazioni si investe sul futuro del Paese;

la decisione ministeriale, così proposta, giustificata solo da ragioni di bilancio, volta ad accorpare scuole primarie, secondarie di primo grado e anche di secondo grado, produrrà istituti verticalizzati, farà perdere l'autonomia ai circoli didattici e alle scuole medie e priverà gli enti locali di una parte delle proprie competenze;

fra le Regioni che hanno contestato questa decisione alla Corte costituzionale (Toscana, Emilia-Romagna, Puglia, Liguria, Marche, Sicilia e Basilicata), alcune hanno ottenuto un responso positivo (sentenza n. 200 del 2009) che mantiene la competenza di intervento agli enti locali;

ad oggi, in alcune regioni è già il caos, perché le scuole hanno attuato una rivolta quasi generalizzata e non potranno, quindi, essere rispettate le scadenze imposte dal Ministero atte ad ottenere le delibere entro il 10 novembre;

gli accorpamenti produrranno effetti negativi soprattutto al Sud; per citare un esempio: in Calabria su 502 istituti, 470 dei quali con meno di 1.000 iscritti e 140 con meno do 500 alunni, si perderebbe il 35 per cento delle istituzioni scolastiche; in questa regione, a fronte di un calo dell'8,96 per cento di studenti si è già registrato un taglio negli organici dei docenti pari al 15,36 per cento (per un totale di 4.717 posti) e un taglio di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario del 20,82 per cento (2.562 posti);

nella regione Marche verranno soppressi, con tutta probabilità, 12 circoli didattici e istituti comprensivi che presentano meno di 1.000 iscritti, la maggior parte dei quali sono ubicati nelle province di Ascoli Piceno e Macerata;

nei tagli sono coinvolti anche i dirigenti scolastici. Sono a rischio con la finanziaria approvata a luglio 1.812 presidenze e altrettanti posti di segretario per questo anno e alla fine del triennio di copertura della manovra se ne perderanno in tutto 3.138 pari al 31 per cento del totale dei capi di istituto esistenti in Italia,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga ragionevole, vista la richiesta del Governo di abolire le Province, la richiesta di sospendere per almeno un anno scolastico le procedure di dimensionamento in corso per dare l'opportunità a tutti i soggetti coinvolti ai diversi livelli (enti locali, parti sociali, scuole) di poter contribuire alla definizione di una proposta che: preveda una programmazione dell'offerta formativa sul territorio davvero rispondente alle esigenze di qualità e funzionalità di un moderno sistema di istruzione, vista la precisa conoscenza della distribuzione territoriale e delle caratteristiche delle sedi scolastiche nel territorio, tenendo presente che le funzioni già espletate dalle Province vanno assolte dai futuri consorzi dei Comuni; tenga conto della composizione orografica delle regioni; consenta un'ottimale riorganizzazione dei servizi a partire dai trasporti; garantisca l'interesse superiore degli alunni e tenga conto delle implicazioni familiari che ne decadono; riconosca l'autonomia agli enti direttamente coinvolti nel rispetto della sentenza citata;

se non intenda chiarire a cosa andranno incontro i partecipanti al concorso per l'assegnazione di 2.386 posti di dirigente scolastico che in questi giorni stanno sostenendo le prove selettive e cosa faranno i vincitori che, con tutta probabilità, non avranno funzioni da ricoprire, visto che non ci saranno posti, mentre il 62 per cento degli istituti verrebbe gestito da presidi "a scavalco" o part-time.

(3-02467)

MASCITELLI - Al Ministro della salute - Premesso che:

secondo quanto riportato da fonti di stampa, oltre un anno fa il Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, nel corso della conferenza stampa del giorno 11 agosto 2010, presentando gli interventi di edilizia nella sanità abruzzese, aveva anche annunciato l'avvio della "fase tre che consiste nel proporre al Governo, sempre a valere sui fondi ex art. 20 [della legge n. 67 del 1988], un ulteriore investimento di 250 milioni di euro" per costruire cinque nuovi ospedali a Vasto, Lanciano, Sulmona, Avezzano e Giulianova;

a febbraio 2011, il Consiglio regionale dell'Abruzzo ha approvato all'unanimità una risoluzione con la quale si impegnava il presidente Chiodi a portare a conoscenza della commissione sanità della Regione tutta la documentazione relativa ai piani di edilizia sanitaria per la costruzione dei cinque citati nuovi ospedali;

risulta all'interrogante che, allo stato attuale, nessuna documentazione sia stata prodotta mentre nel contempo sui territori si convocano conferenze di servizi e si modificano i piani regolatori;

i manager di alcune Aziende sanitarie locali, sulla base di non si sa quale atto autorizzativo, e quindi di quale legittimazione, stanno scrivendo ai sindaci, chiedendo loro l'individuazione dei siti per la costruzione dei nuovi ospedali e modifiche urbanistiche volte ad autorizzare la trasformazione dei vecchi nosocomi già esistenti in uffici e appartamenti o altro ancora;

considerato che:

l'attuale Presidente della Regione ricopre anche la carica di commissario ad acta per la prosecuzione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario (nomina effettuata con delibera del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 dicembre 2009);

come stabilisce l'art. 17, comma 4, lettera c), del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, il commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario della Regione Abruzzo è tenuto a dare esecuzione al programma operativo per l'esercizio 2010, di cui all'articolo 2, comma 88, della legge 23 dicembre 2009, n. 191;

il programma operativo 2010 prevede un'azione di adeguamento dei layout delle strutture da riconvertire o realizzare con: analisi del loro grado di idoneità strutturale ad ospitare le future attività; individuazione delle alternative strutturali dei presidi di piccole dimensioni, con stima degli eventuali costi di adeguamento; istruttoria sulle caratteristiche strutturali dei presidi ospedalieri e le alternative di riprogettazione,

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza dei fatti sopra esposti;

sulla base di quale atto il Presidente della Regione Abruzzo e commissario ad acta per la prosecuzione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario sia stato autorizzato a porre in essere la procedura di cui in premessa;

se la Regione abbia presentato presso il Ministero della salute la documentazione relativa alla costruzione dei 5 nuovi ospedali di cui in premessa e, in caso affermativo, quale documentazione abbia presentato, in considerazione che l'art. 1, comma 310, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, prevede la sottoscrizione di accordi di programma tra Governo e Regioni;

alla luce dei tagli alle risorse destinate all'edilizia sanitaria previsti dal disegno di legge di stabilità (Atto Senato 2968), attualmente in discussione presso il Senato, quale sia il destino dell'investimento da 250 milioni già previsto dalla Regione Abruzzo.

(3-02468)

VITA, GARAVAGLIA Mariapia, RUSCONI, VIMERCATI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

la recente asta per le frequenze LTE (asta per il 4G) ha messo in palio ben 255 MHz di spettro elettromagnetico per le nuove tecnologie della banda larga mobile e ha prodotto un'entrata per le casse dello Stato di 3,95 miliardi di euro;

nell'appello pubblico in favore del finanziamento della ricerca scientifica e tecnologica in Italia si legge: "Noi riteniamo che una quota di questi fondi potrebbe essere destinata alla Ricerca Scientifica e Tecnologica, dando così un importante segnale ai ricercatori, principalmente ai più giovani, che l'Italia crede nella loro creatività e nel loro impegno, qualità fondamentali per la ripresa e per la competitività internazionale del Paese";

detta iniziativa, lanciata dai rappresentanti del mondo accademico in collaborazione con il quotidiano Key4biz e l'IEEE, promuove una raccolta di firme per destinare il corposo surplus ricavato dalla vendita all'asta delle frequenze LTE al mondo della ricerca scientifica e tecnologica in Italia;

l'appello è stato diffuso in rete, anche attraverso la creazione del gruppo su "Facebook" chiamato "Fondi per la ricerca" e può essere seguito anche su "Twitter";

l'iniziativa sta riscuotendo un considerevole successo e fino ad oggi l'appello è stato sottoscritto da numerosi professori, studiosi, ricercatori, studenti provenienti dai diversi atenei italiani, e non solo;

il settore delle ICT ha già dato, in occasione della gara delle frequenze UMTS, un importante contributo alla ricerca scientifica e tecnologica, consentendo a tanti giovani degli anni 2000 - grazie all'iniziativa dei FIRB (Fondi per gli investimenti della ricerca di base) promossa dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca - di avvicinarsi al mondo della ricerca e di contribuire in tal modo con la forza delle loro idee e del loro entusiasmo, a mantenere la produzione scientifica dell'Italia al livello di quello delle grandi democrazie occidentali,

si chiede di conoscere:

se i Ministri in indirizzo intendano rispondere positivamente all'appello destinando una quota del fondo d'asta per le frequenze LTE alla ricerca scientifica e tecnologica italiana;

se e quali iniziative intendano intraprendere affinché i suddetti fondi vengano principalmente destinati - attraverso procedure di selezione ed assegnazione eque, rigorose e soprattutto rapide - per favorire il coinvolgimento dei giovani ricercatori e il loro inserimento in un rapporto virtuoso tra università, centri di ricerca e imprese.

(3-02470)

BERSELLI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

a quanto risulta all'interrogante, la stampa locale ha dato notizia del fatto che l'avvocato Maria Anna Laguardia, figlia del Procuratore della Repubblica di Parma Gerardo Laguardia, per aggirare l'ostacolo dell'art. 18 dell'ordinamento giudiziario, si è iscritta all'Ordine degli avvocati di Piacenza con studio in via Vigoleno n. 2, indirizzo però dove non figura apposta la targa professionale;

un'iscrizione evidentemente di comodo, visto che il predetto avvocato esercita effettivamente la sua attività in Parma con studio, adeguatamente pubblicizzato con tanto di targa di ottone all'esterno, in borgo Salmitrara n. 8;

l'art.18 dell'ordinamento giudiziario (incompatibilità di sede per rapporti di parentela o affinità con esercenti la professione forense) prevede testualmente che "i magistrati giudicanti e requirenti delle corti di appello e dei tribunali non possono appartenere ad uffici giudiziari nelle sedi nelle quali i loro parenti fino al secondo grado, gli affini in primo grado, il coniuge o il convivente, esercitano la professione di avvocato";

in sostanza l'art. 18 prevede nella specie l'incompatibilità di sede del Procuratore della Repubblica di Parma Gerardo Laguardia,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga indispensabile ed urgente, come peraltro richiesto, per differenti indirizzi, nelle precedenti interrogazioni 3-02433 e 3-02455, disporre un'indagine ispettiva all'esito della quale promuovere un procedimento disciplinare presso il Consiglio superiore della magistratura affinché venga accertata l'incompatibilità di sede per il Procuratore della Repubblica di Parma Gerardo Laguardia.

(3-02471)