Informativa del Ministro dello sviluppo economico sulla vicenda Irisbus ed altri settori industriali in crisi, con particolare riferimento alle aree del Mezzogiorno e conseguente discussione
ROMANI, ministro dello sviluppo economico. Il recente rapporto SVIMEZ evidenzia nel 2010 un aumento del PIL nelle aree meridionali dello 0,2 per cento, inferiore alle performance del Centro-Nord (+ 1,7 per cento) trainate soprattutto dalle esportazioni, ma comunque nettamente migliore rispetto al dato 2009, che vedeva una diminuzione del 4,5 per cento. L'occupazione è diminuita del 5,6 per cento al Sud e del 3,1 per cento al Centro-Nord ed anche il rapporto tra imprese nuove e imprese chiuse segna un saldo negativo per 5509 unità al Sud, contro una caduta pari a 1114 unità al Centro-Nord. A fronte di una situazione complessivamente difficile, ma caratterizzata in senso negativo al Sud, il Ministero ha posto in essere una strategia tempestiva e complessa per affrontare le crisi di impresa, causate principalmente da tre fattori endogeni: la crisi strutturale di alcuni mercati, che impone riconversioni o ristrutturazioni di imprese; i problemi di finanziamento e l'eccessiva frammentazione del sistema produttivo. Tra gli strumenti a sostegno delle imprese in crisi, particolarmente utile si sta rivelando il contratto di sviluppo, reso operativo lo scorso 29 settembre e oggetto, ad oggi, di 122 istanze di accesso, con potenziali investimenti per circa sei miliardi di euro. Nel 2011 sono da considerare attivi presso il Ministero 26 tavoli di crisi nel Mezzogiorno. Tra le principali vertenze, particolarmente complicata è quella riguardante lo stabilimento Irisbus di Valle Ufita, in provincia di Avellino: dopo la decisione della FIAT di cessare la produzione di autobus a causa del crollo delle immatricolazioni di tali mezzi in Italia e della forte concorrenza all'estero, il Ministero ha proposto il mantenimento della produzione in capo alla società DR, che produce autovetture, con la salvaguardia dell'attuale occupazione, ma i lavoratori hanno espresso parere negativo. Dopo che i lavoratori hanno rifiutato anche l'ulteriore proposta ad Irisbus di continuare la produzione almeno fino a fine anno, la FIAT il 30 settembre ha aperto la procedura di mobilità. Il Ministero è costantemente attivo per cercare ogni possibile soluzione alla crisi. Appare tuttavia singolare che i lavoratori campani non abbiano accettato il coinvolgimento di un imprenditore che invece, con l'assenso dei lavoratori siciliani, subentrerà a FIAT nella gestione degli stabilimenti di Termini Imerese, grazie ad un accordo di programma ormai pienamente operativo, con il quale Ministero e Regione Sicilia hanno stanziato complessivamente 450 milioni di euro, destinati ad investimenti industriali ed infrastrutturali, sostegno all'occupazione e garanzie finanziarie per l'imprenditore. La cantieristica mondiale sta vivendo una fortissima crisi, con una diminuzione degli ordini dell'85 per cento: la cantieristica italiana può certamente sfruttare l'alto valore tecnologico del prodotto nazionale, ma sconta ugualmente una crisi che investe pesantemente anche il vasto indotto, specie a Castellammare di Stabia. A tale riguardo, entro novembre verrà firmato un protocollo d'intesa con le istituzioni campane per il rilancio produttivo ed occupazionale del cantiere stabiese e dell'indotto. Si è inoltre in attesa del grande piano industriale annunciato da Fincantieri. Per quanto riguarda il settore delle comunicazioni, il Ministero si è impegnato affinché sia salvaguardata l'unità operativa dei complessi aziendali delle società Agile ed Eutelia, attualmente in amministrazione straordinaria, al fine di garantirne la vendita combinata o integrata ed il maggior assorbimento occupazionale. Nel settore ferroviario, la società FIREMA è in amministrazione straordinaria ed il commissario si è impegnato a mantenere le commesse in corso di esecuzione, rinegoziate per garantire l'operatività dell'azienda in vista della sua messa sul mercato: il Ministero ha avviato in sede europea la procedura per l'attribuzione della garanzia pubblica sui finanziamenti volti ad assicurare la continuità produttiva. (Applausi dai Gruppi PdL e CN-Io Sud-FS). Allega il testo integrale dell'intervento ai Resoconti della seduta (v. Allegato B).
PRESIDENTE. Saluta, a nome dell'Assemblea, il vice presidente della Commissione europea Maros Sefcovic, commissario europeo con delega per i rapporti con i Parlamenti nazionali, in visita a Roma su invito della senatrice Rossana Boldi, presidente della Commissione per le Politiche dell'Unione europea. Saluta inoltre gli studenti dell'istituto comprensivo "Leonardo da Vinci" di Carrara, presenti nelle tribune. (Applausi).
Dichiara aperta la discussione sull'informativa del Ministro dello sviluppo economico.
ARMATO (PD). I dati pubblicati da SVIMEZ non sono incoraggianti: la crisi economica ha colpito il Sud in misura maggiore del Nord e il sensibile calo di produzione e occupazione comporta il rischio di un processo di desertificazione industriale. Numerose le vertenze in corso in Campania: ad essere in difficoltà non sono solo le aziende della grande distribuzione ma anche quelle che operano in settori tecnologici di punta e nei prossimi mesi sono a rischio 18.000 posti di lavoro. Sebbene il Presidente della Repubblica abbia chiesto un impegno straordinario per la salvaguardia della cantieristica, ancora si ignorano i contenuti del protocollo su Fincantieri. Il Mezzogiorno ha bisogno di misure concrete non di annunci propagandistici, ma il Governo non offre risposte e si appresta a tagliare ulteriormente le risorse destinate al Fondo per le aree sottoutilizzate. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Molinari. Congratulazioni).
VIESPOLI (CN-Io Sud-FS). Sulla vicenda Irisbus, che ha una specificità e una valenza simbolica particolari, la Camera ha approvato, poche ore fa, una mozione che sottolinea la necessità di una politica nazionale che non offra alibi alla FIAT. Sulla base del piano del ristrutturazione lo stabilimento di Flumeri, infatti, è più competitivo, oltre che più avanzato sotto il profilo della sicurezza, degli stabilimenti dislocati in Francia o nella Repubblica Ceca. Va considerato inoltre che il parco macchine nel settore del trasporto pubblico deve essere rinnovato. Il destino dell'unico stabilimento italiano che produce autobus è una questione nazionale. E' opportuno che la FIAT ritiri le procedure di mobilità e di licenziamento, ma la vertenza non si sblocca con un accordo aziendale: occorre un intervento del Governo e della Regione per elaborare un piano per il trasporto locale da finanziare con il Fondo per le aree sottoutilizzate. (Applausi dai Gruppi CN-Io Sud-FS e PdL del senatore Astore).
DIGILIO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). La vicenda Irisbus è la storia dell'ennesima dismissione annunciata dalla FIAT che preferisce pagare i dividendi agli azionisti piuttosto che investire nella produzione e, dopo anni di ingenti aiuti statali, abbandona il territorio nazionale e sposta la produzione in Francia e nella Repubblica Ceca. La vicenda, che segue quella di Termini Imerese e fa sorgere forte inquietudine per il destino futuro degli stabilimenti in Basilicata, è anche emblema del fallimento dei progetti di industrializzazione del Mezzogiorno avviati negli anni '70, della rinuncia della classe imprenditoriale nazionale ad investire per essere competitiva e della incapacità del Governo di mettere in campo una politica industriale. (Applausi dei senatori De Luca, Contini e Giai).
DI NARDO (IdV). Il Ministro ha fornito numeri anziché risposte in tema di trasporti e cantieristica. La Camera ha però approvato oggi, contro il parere del Governo, una mozione presentata dall'Italia dei Valori che impegna l'Esecutivo a sostenere i livelli occupazionali, a presentare un piano nazionale per il trasporto pubblico, ad aumentare le risorse da destinare al trasporto locale e, in modo particolare, ai veicoli con ridotto impatto ambientale. Il Sud ha subìto maggiormente le conseguenze della crisi e la perdita di posti di lavoro (nel Sud, pur essendo presente meno del 30 per cento degli occupati, si concentra il 60 per cento delle perdite di lavoro determinate dalla crisi) sta facendo crescere la criminalità organizzata. Il Governo deve fare di più anche per Fincantieri, il cui progetto industriale prevede un assorbimento in minima parte dell'organico: la situazione di Castellammare di Stabia è molto grave ed ha pesanti ripercussioni sui lavoratori dei cantieri e sull'indotto. La vicenda Irisbus è paradigmatica della difficoltà di gestire le crisi aziendali in mancanza di una politica industriale e di un progetto di sviluppo delle infrastrutture. Il progetto "Fabbrica Italia" annunciato dalla FIAT avrebbe dovuto portare investimenti per venti miliardi di euro, ma finora si è tradotto solo nella chiusura di stabilimenti, nella perdita di posti di lavoro e nella cassa integrazione. (Applausi dal Gruppo IdV e dei senatori De Luca e Incostante).
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). La stagnazione e l'aumento della disoccupazione nel Mezzogiorno sono l'emblema della crisi di un Paese incapace di crescere ai livelli dei partner europei. La Nota di aggiornamento ha rivelato l'impatto depressivo delle manovre di un Governo che, privo di una politica economica e industriale, consente persino alla FIAT di chiudere l'unico stabilimento in Italia nel quale si producono autobus a basso impatto ambientale e non riesce a finanziare un piano di ammodernamento del trasporto locale. La mancanza di strategia politica approfondisce il divario tra Nord e Sud e allontana la ripresa che può fare leva unicamente sullo sviluppo del Mezzogiorno. Occorrerebbe rilanciare consumi e investimenti, ma il preannunciato decreto sviluppo a costo zero rischia di ridursi ad un provvedimento di semplificazione di sapore propagandistico. La legge di stabilità prevede ulteriori tagli al Ministero per lo sviluppo economico e non destina parte dell'extragettito derivante dall'asta per le frequenze alle infrastrutture. Il Fondo di garanzia per piccole e medie imprese è tagliato, mentre l'incremento del Fondo per lo sviluppo e la coesione è insufficiente a garantire continuità ai contratti di programma. Quanto al tema dell'utilizzo più efficiente dei fondi europei per la coesione sociale, anziché destinare a interventi assistenziali al Nord le risorse non spese dalle Regioni meridionali, il Governo dovrebbe esercitare il potere sostitutivo conferitogli dalla Costituzione. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI).
PISTORIO (Misto-MPA-AS). Gli sconfortanti dati forniti dalla SVIMEZ, unico soggetto in grado di operare un'analisi scientifica della situazione economica del Mezzogiorno, non sono stati mai accompagnati da una strategia del Governo volta al rilancio della politica industriale del Paese. Le conseguenze della scomparsa dei più importanti siti produttivi del Meridione e dell'ulteriore impoverimento del territorio non solo investiranno gradualmente anche i grandi siti del Nord ma determineranno un esodo demografico che farà perdere all'Italia la spinta propulsiva e propositiva delle nuove generazioni. La colpa del Governo sta anche nell'avere destinato le risorse FAS ed i fondi strutturali non ad una politica di investimenti nel Mezzogiorno ma ad interventi di tipo anticiclico dettati dall'esigenza di fare fronte alle continue emergenze. È mancata la capacità di programmazione dello Stato centrale, responsabilità che non può essere attribuita, come sempre avviene, alla cattiva gestione delle amministrazioni periferiche meridionali se si considera, peraltro, che il Ministero dello sviluppo economico è rimasto scoperto per mesi. Occorre ripartire da un coinvolgimento generale e responsabile di tutti i soggetti interessati a livello locale e centrale, perché solo una generale assunzione di responsabilità può consentire di individuare soluzioni immediate in grado di creare sostegni all'economia meridionale. Sotto questo profilo la fiscalità di vantaggio rappresenta uno strumento nuovo, capace, se accompagnato da ulteriori piccoli automatismi quali il credito d'imposta, di rilanciare il sistema produttivo e lo sviluppo industriale del Mezzogiorno e, conseguentemente, dell'intero Paese. (Applausi del senatore Gustavino).
Presidenza della vice presidente BONINO
PRESIDENTE. Saluta, a nome dell'Assemblea, gli studenti dell'istituto tecnico commerciale «Piero Calamandrei» di Roma presenti nelle tribune. (Applausi).
DE LUCA (PD). Il Governo continua a negare all'Italia un piano industriale quanto mai necessario per salvare i più importanti siti produttivi meridionali e rilanciare lo sviluppo economico del Sud come dell'intero Paese. Le istituzioni locali ed i lavoratori dell'Irisbus hanno formalizzato la proposta (che si tradurrà in un emendamento al decreto sviluppo) di un piano triennale dei trasporti, con l'utilizzo delle risorse del FAS e dei fondi strutturali rinegoziati in sede europea, i quali ultimi dovrebbero comunque avere come destinazione privilegiata la crescita industriale del Sud. Questo piano comporterebbe l'ammodernamento del parco veicoli ed aprirebbe prospettive di ripresa produttiva per la Irisbus. Occorre infatti non lasciar sparire l'unica realtà industriale nazionale produttrice di mezzi di trasporto pubblico competitivi a livello internazionale e questa necessità è stata affermata anche nella mozione approvata oggi alla Camera dei deputati, contro la quale, significativamente, si era espresso il Governo. Non si può, infine, non tener conto degli effetti che avrebbe una scelta tanto nefasta in un territorio che presenta già 80000 disoccupati, in un contesto nel quale la criminalità organizzata è estremamente invasiva.
LUMIA (PD). Il sistema industriale del Mezzogiorno vive un momento di difficoltà senza precedenti che si inserisce in un quadro di criticità che interessa tutto il Paese. Grandi realtà produttive come FIAT e Fincantieri abbandonano il Sud per spostare le proprie attività al Nord, seguendo una strategia miope e priva di coraggio, perché non determinata da ragioni di convenienza industriale, ma di opportunismo politico, le cui responsabilità ricadono sul Governo che è ormai ostaggio della Lega Nord. D'altra parte, tale scelta non coglie le opportunità offerte dal posizionamento nel Mezzogiorno che potrebbe consentire di aggredire i nuovi mercati del Mediterraneo e di offrire punti di riferimento produttivo e di attrazione di investimenti. La FIAT ha sbagliato a dismettere lo stabilimento di Termini Imerese e la Irisbus, ma la responsabilità di questa scelta è anche del Governo, che non ha saputo offrirle una strategia industriale, né le stesse risorse che sono state offerte alle concorrenti europee dai rispettivi Governi. Ora per lo stabilimento di Termini si è concretizzato il progetto produttivo con la ditta DR, che appare molto interessante e che il Governo centrale avrebbe dovuto sostenere economicamente tanto quanto ha fatto la Giunta Lombardo per ampliare le possibilità produttive. Anche per quanto riguarda la Fincantieri di Palermo, il Governo sta facendo meno della Regione Sicilia. Il Governo ha abbandonato il settore navale, su cui l'Italia primeggiava, lasciando il campo a Paesi i cui Esecutivi hanno messo a disposizione del settore ingenti risorse. A fronte degli investimenti che la Regione Sicilia sta mettendo in campo per ammodernare i bacini e renderli più attrattivi sul piano tecnologico e logistico, l'annunciata verifica da parte del Governo del piano industriale di Fincantieri appare un intervento di poco conto. È dunque necessario un cambio di passo. (Applausi dal Gruppo PD).
SIBILIA (PdL). La vicenda relativa all'azienda Irisbus di Valle Ufita sta creando tensioni sociali nell'intera provincia di Avellino, perché si innesta su un tessuto economico già afflitto da gravi problemi occupazionali. Quel territorio non chiede assistenzialismo, ma un impegno delle istituzioni, per una vicenda d'interesse nazionale, affinché la FIAT assuma un atteggiamento responsabile, anche in considerazione delle ingenti risorse pubbliche di cui il gruppo industriale ha beneficiato in passato. Nello stabilimento irpino si producono autobus di primissimo livello tecnico ed a basso impatto ambientale ed una oculata politica del trasporto pubblico porterebbe a valorizzare tale realtà produttiva e a svecchiare il parco autobus circolante in Italia. Le Giunte regionali della Campania e della Puglia hanno già dato la loro disponibilità per una rapida intesa sull'argomento; pertanto, nel presente contesto economico, appare contraddittoria ogni azione che non porti ad una soluzione della vicenda utilizzando per la ristrutturazione del trasporto pubblico locale tutti gli strumenti finanziari disponibili, tra cui le risorse FAS e i fondi strutturali. È dunque necessario da parte del Governo un impegno forte e concreto, nonostante le difficoltà del momento. (Applausi dal Gruppo PdL).
BATTAGLIA (PdL). Contrariamente a quanto spesso si afferma in Aula, per quanto riguarda la vicenda di Termini Imerese il Governo ha fatto tutto il possibile nella vertenza con la FIAT, che ha ritenuto di abbandonare lo stabilimento non considerandolo più produttivo. È auspicabile che l'azienda che dovrebbe subentrare nell'utilizzo dello stabilimento di Termini Imerese rappresenti la soluzione migliore per il tessuto economico e occupazionale di quella realtà e che non punti esclusivamente a sfruttare le risorse finanziare messe a disposizione dalle istituzioni, come è accaduto in una precedente vicenda che ha interessato una società di navigazione. E' opportuno che il Governo vigili con metodicità sugli sviluppi della vicenda di Termini Imerese e si faccia garante dell'utilizzo e dell'erogazione dei fondi stanziati per la sopravvivenza dello stabilimento che dà lavoro a molte famiglie del luogo. È dunque auspicabile che questo progetto industriale vada a buon fine, perché esso chiama in causa non solo l'immagine del Governo e della Regione Sicilia, ma anche una vecchia tradizione industriale cui il territorio di Termini Imerese non intende rinunciare. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).
PRESIDENTE. Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno della seduta del 27 ottobre 2011.
La seduta termina alle ore 19,06.