Ripresa della discussione sull'informativa
del Ministro dell'interno (ore 18,16)
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Gasparri. Ne ha facoltà.
*GASPARRI (PdL). Signor Presidente, signor Ministro dell'interno, rappresentanti del Governo, onorevoli senatori, oggi la discussione verte sulle vicende della sicurezza e dell'ordine pubblico, il che non toglie importanza ai temi sociali ed economici che questi eventi sottendono e dei quali ci siamo occupati con i provvedimenti economici assunti nelle settimane e dei quali ovviamente continuiamo ad occuparci con le politiche di sviluppo e di tenuta dei conti pubblici. Oggi siamo sui temi che il Ministro dell'interno ci ha illustrato. Il Gruppo del Popolo della Libertà condivide dalla prima all'ultima parola le affermazioni del ministro Maroni e le linee del Governo.
Abbiamo avuto modo, sollecitando questo dibattito in Parlamento, di cominciare ad avanzare delle nostre proposte; coincidono con le linee illustrate dal ministro Maroni e voglio sottolineare come egli abbia parlato di equilibrio, di rigore, di consultazione con tutte le forze politico-parlamentari e di condivisione di scelte, il che non vorrà dire assumere scelte all'unanimità, ma cercare il massimo della condivisione. Il diritto di manifestare serenamente, liberamente e pacificamente è un diritto che compete a tutti i cittadini, ma a maggior ragione ai cittadini associati in formazioni politiche e sociali e noi parlamentari siamo espressione di questo modo di rappresentare nella democrazia opinioni e pensieri. Siamo, quindi, ancora più interessati di altri a che questo avvenga nella massima pace e serenità. In Italia ogni giorno, anche oggi, movimenti, sindacati e partiti organizzano manifestazioni che sono, per lo più, di dissenso verso chi governa. Questo avviene nella tranquillità e serenità. Sabato tutto questo non è avvenuto perché ci sono degli ambienti - il Ministro dell'interno li ha richiamati con esattezza - che si comportano non da oggi secondo altre logiche.
Il 19 dicembre 2010 ebbi modo d'invocare una vasta e decisa azione preventiva; fui criminalizzato: ho qui le menzioni e le citazioni di tutti quelli che mi attaccarono. Non chiedevo arresti preventivi che non si possono fare, ma attività investigative tempestive nei confronti di quei mondi e realtà che non praticano il metodo democratico e vanno in piazza in modo violento. Nel dicembre dello scorso anno assistemmo anche intorno al Senato a manifestazioni di un certo tenore: uno dei manifestanti con un colpo di casco quasi uccise altri manifestanti, e ci vollero giorni per individuarlo.
Noi siamo grati alle forze dell'ordine una volta di più per il senso di responsabilità che hanno dimostrato. Qualcuno anche dalle minoranze in questi giorni si è lamentato che si è fatto poco o che c'è stata inerzia. Sono gli stessi che avrebbero vituperato le forze dell'ordine se avessero agito in altre modalità perché ci ricordiamo altre vicende. (Applausi dal Gruppo PdL). Le forze dell'ordine, anche con sofferenza in alcuni momenti, hanno avuto quella flessibilità che è propria della responsabilità delle istituzioni, che devono legittimamente usare la forza in alcune circostanze, ma con modalità e stili ben diversi da chi la usa in modo illegittimo e arbitrario. Rivendico le invocazioni che feci a suo tempo e invito tutti a non minimizzare quanto fatto da quel giovane che oggi è stato identificato e fermato. Lo stesso ha dichiarato che intendeva spegnere gli incendi. È questo un signor che vuole spegnere gli incendi? (Il senatore mostra una foto). Forse aveva scaricato l'estintore; è diventato più leggero e se n'è liberato. Non scherziamo su queste cose! Già in un'altra vicenda che tragicamente ricordiamo il lancio di estintori portò a epiloghi drammatici che, per fortuna, a Roma non ci sono stati né per i manifestanti né per coloro che tutelavano l'ordine e la sicurezza pubblica.
Non sto qui a ripetere nomi delle galassie antagoniste: saranno anarco-insurrezionalisti o della sinistra estrema; io non li voglio chiamare neanche centri sociali, perché questa espressione dovrebbe evocare un valore positivo e partecipativo e non incubatoi di violenza, di minacce e di tossicodipendenze come molte di queste realtà sono. (Applausi dal Gruppo PdL). Le forze dell'ordine hanno leggi per investigare e dico alla magistratura che sarebbe bello se, oltre a fare 100.000 intercettazioni in certe direzioni, se ne facessero 5.000 o 10.000 nella direzione giusta. (Applausi dal Gruppo PdL). Si scoprirebbero molte cose. Gli elenchi dei centri cosiddetti, impropriamente, sociali e di organizzazioni li ha richiamati il Ministro dell'interno quindi non perdo tempo a richiamarli.
Voglio inoltre invitare coloro che minimizzano a non scherzare. Abbiamo letto articoli sbagliati in questi giorni sul quotidiano «il Manifesto». «Sono ben istruttivi episodi di questa natura» ha scritto qualcuno. Ma istruttivi per chi e perché? Ed ha fatto bene anche un altro giornalista, Mario Sechi, a dire che non bisogna nutrire la bestia perché i giovani in tutte le stagioni hanno avuto ragione di protestare ed in questa stagione nessuno nega le preoccupazioni che colpiscono tutti. Ma quando poi si teorizza il diritto a manifestare la rabbia in un certo modo si finisce per giustificare tutto.
Non abbiamo inoltre apprezzato lo snobismo di alcune persone che avendo responsabilità hanno trovato più comodo plaudire per poi fare immediate autocritiche (Applausi dal Gruppo PdL). Dunque, non bisogna minimizzare, né nutrire la bestia - come ha scritto Sechi - con atteggiamenti di benevolenza superficiale.
Abbiamo assistito ad episodi di blasfemia e perfino all'aggressione di Marco Pannella che è personaggio che si può giudicare in vari modi. Io ho molti motivi per non essere d'accordo con Pannella, ma faccio notare che dopo che qualche esponente delle istituzioni ha insultato i Radicali solo perché votando «No» hanno votato in Parlamento Marco Pannella è stato vittima di un'aggressione in piazza. Ci pensi che semina insulti in questo modo. (Applausi PdL).
Inoltre voglio ricordare che la sede del Popolo della Libertà nel quartiere Appio, come ha detto il ministro Maroni, è stata assaltata.
Rivolgendoci agli investigatori, non tanto alle forze dell'ordine, e soprattutto alla magistratura diciamo che a volte non serve nemmeno condurre delle intercettazioni. Basta un click sulla tastiera del computer, o muovere il dito su un portatile (che non ha nemmeno bisogno della tastiera) per scoprire quanto (ho qui una valanga di notizie, ma potete reperirle anche voi, non c'è bisogno dei servizi segreti) su Indymedia e su tanti organi di devastazione (più che di informazione) si scrive.
Questa manifestazione alcuni l'hanno preparata con spirito violento e prevaricatore come altri, con interviste, annunci - il ministro Maroni lo ha detto - preparano gli appuntamenti no TAV.
Noi non accettiamo che in questo Paese per realizzare un gassificatore, un impianto energetico, una ferrovia o un ponte si debba affrontare una guerra civile. (Applausi dal Gruppo PdL). È così che si pensa di aiutare la crescita economica di questo Paese? (Applausi dal Gruppo PdL).
Si invoca, giustamente, lo sviluppo. Ecco, per fare un bel decreto sviluppo basterebbe che tutte le opere la cui realizzazione viene spesso ritardata anche per insane e ingiustificate proteste si potessero costruire nei tempi previsti e con gli stanziamenti adeguati. Già quello sarebbe un motivo di grande rivoluzione positiva nel nostro Paese.
Si dirà che sono delle minoranze. È vero, ma ci sono troppe minimizzazioni, troppi fiancheggiatori. Oggi sul «Corriere della Sera» si parlava addirittura di promesse di candidature, di seggi ad alcuni di questi movimenti da parte di alcuni partiti della estrema sinistra. È una narrazione (avrete capito a chi ci si riferisce) che non ci è piaciuta affatto. Bisogna mettere un argine chiaro e totale nei confronti di queste sacche di violenza. Ma non tutti lo fanno e non tutti lo fanno sempre.
Quanto alle misure, noi siamo d'accordo anche sul metodo, signor Ministro. Un metodo che preveda una consultazione delle forze politiche e parlamentari su un provvedimento che - immagino - sarà necessario e che dovrà essere varato nei prossimi giorni (quindi, non una consultazione eterna), ma è giusto che ciascuno si assuma le proprie responsabilità.
Anche oggi abbiamo visto dei Gruppi partecipare a delle conferenze stampa alle 15 per fare gli uomini di legge e ordine, salvo poi contestare chi gestisce la legge e l'ordine sul territorio. Troppo comodo!
Ben venga un provvedimento, ben vengano i consigli di tutti, ma soprattutto un momento di assunzione di responsabilità. I modelli sono stati citati. Li ribadisco anche io: l'idea della flagranza differita (già si è visto essere efficace nel caso delle manifestazioni sportive), il DASPO in altra versione, per identificare coloro che possono essere individuati - lo ripeto - con un click.
Apprezzo in questi giorni coloro che manifestando pacificamente hanno riempito la rete ed hanno - a quel che leggo - consegnato anche alle Forze dell'ordine immagini e filmati per una collaborazione civica che serva ad identificare chi ha seminato violenza. Credo sia un gesto civico da apprezzare, come quello di chi si è fatto quasi saltare una mano per allontanare un petardo. Questo lo abbiamo visto e lo sottolineiamo anche noi.
Ci sono ragazzi che girano con i kit di violenza. Sono stati fermati dei giovani con cinque caschi e delle maschere antigas. Sono dei piloti di formula 1 che si recano a Monza? Sono dei lavoratori chimici che hanno bisogno della maschera antigas perché in alcuni impianti industriali sono necessari? O cosa sono? Ben venga dunque anche l'idea, signor Ministro, secondo cui chi ha dei kit - come lei cortesemente li ha definiti - degli armamentari ne debba rispondere.
Quindi, misure preventive, come vedete, sagge, costruttive, responsabili. Non c'è bisogno di usare termini roboanti, come hanno fatto l'onorevole Di Pietro e qualcun altro, quali legge Reale e legge speciale. Nessuna legge Reale, e nessuna legge speciale! Facciamo piuttosto una ricognizione, signor Ministro, sulle norme esistenti, perché ce ne sono tante, poco applicate.
Anche la magistratura, in alcuni casi, se considerasse alcuni comportamenti, quali tentato omicidio, incendio doloso, devastazione, già potrebbe, con le norme vigenti, usare una mano molto più forte contro quelli che sono criminali, ma anche portatori di insane ideologie. (Applausi dal Gruppo PdL).
Se si minimizza, sembra che dobbiamo riscrivere da capo il codice penale e il codice di procedura penale. Non è così, cari colleghi.
Signor Presidente, mi avvio alla conclusione con alcune osservazioni sulle risorse. È vero, sono stati operati tagli in tutti i comparti, ma il Consiglio dei Ministri ha restituito 250 milioni di euro al Ministero dell'interno, 200 milioni al Ministero della difesa per il 2012, e 30 più 30 milioni per l'ordine pubblico nel 2011. E noi ci impegniamo, come Gruppo parlamentare del PdL, a cancellare anche il più piccolo dei tagli nella legge di stabilità per il 2012. È nostra ferma intenzione, e lo diciamo ai colleghi del Governo.
Qualcuno clicchi su «Indymedia.org» o su altri siti. Noi parteciperemo per reprimere meglio i reati associativi che possono essere riscontrati e per realizzare le misure che anche lei oggi ha indicato, perché noi vogliamo la sconfitta del terrorismo urbano e non vogliamo il ripetersi di altre stagioni, che l'Italia ha già vissuto e che molti in questa Aula, da ogni parte, ricordano. Le abbiamo sofferte e le abbiamo patite e minimizzare, restare inerti è il modo migliore perché questi eventi si ripetano. Nessuno di noi vuole che si ripetano. Ben venga il confronto e la condivisione, ma venga poi il tempo del rigore, della decisione e della sicurezza nelle nostre città. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP. Congratulazioni).
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione sull'informativa del Ministro dell'interno, che ringrazio per la disponibilità.