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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 626 del 18/10/2011


QUAGLIARIELLO (PdL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

QUAGLIARIELLO (PdL). Signora Presidente, per quanto è possibile vorrei fugare alcuni dubbi che sono stati suscitati da questo dibattito, che in realtà è una sorta di pre-dibattito, perché, ai sensi dell'articolo 77, la dichiarazione di urgenza viene semplicemente presentata (il collega Belisario lo sa): poi la si discute nella seduta successiva, quando potrà prendere la parola un rappresentante per Gruppo per non più di dieci minuti. Credo però che se c'è un'occasione per potersi chiarire e fugare dei dubbi, ben venga. Ringrazio la Presidenza per questa opportunità.

Voglio dire subito al senatore Rutelli che non parlo in dissenso dal Gruppo. Francamente non avrei mai fatto una simile provocazione al mio Capogruppo proprio nella giornata di oggi, in cui io e il senatore Gasparri siamo diventati insieme cavalieri dell'Ordine di San Giorgio. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Peterlini). Devo anche aggiungere che non mi era stato riferito di accordi differenti in Commissione; anche la piccola consultazione improvvisata che abbiamo avuto ora mi conferma che non c'erano elementi ostativi. Se lei ha avuto questa impressione, collega Rutelli, me ne scuso a nome del Gruppo, perché - glielo dico sinceramente - non c'era alcuna volontà di provocare né sospetti né tanto meno un blitz.

Il provvedimento che viene richiamato, collega Rutelli, non è di mia iniziativa, ma si tratta di un disegno di legge costituzionale presentato dal Governo il 4 ottobre, che a nostro avviso può essere il punto di riferimento che catalizza tutti i provvedimenti presentati sulla materia. Non c'è ombra di dubbio che il coordinamento, che può essere proclamato in Aula, ma che poi avviene in automatico in Commissione, è qualcosa che noi ricerchiamo, e certamente non osteggiamo, perché siamo assolutamente consapevoli che su queste materie non si può andare né a colpi di maggioranza, in prima istanza, né tanto meno è possibile pensare che un provvedimento non tenga conto degli altri affluenti che si sono nel frattempo determinati. Riteniamo che questo possa essere l'alveo principale, anche per la sua completezza e per la sua ampiezza.

Nel corso del dibattito di domani, varrà la pena pronunciarsi su taluni argomenti; tuttavia, visto che su questo punto sono stato stimolato dal collega D'Alia, anticipo in questo caso una mia posizione personale (non voglio impegnare il Gruppo). Credo che su questi provvedimenti bisogna dare al Paese il senso di fare in fretta e di fare bene. Coglievo in questa formula anche lo spirito della proposta a suo tempo avanzata dalla senatrice Finocchiaro di una Commissione che potesse coordinare materie differenti di carattere costituzionale.

Collega D'Alia, le dirò che personalmente ritengo che la determinazione della riduzione del numero dei parlamentari, che certamente serve per avere un Parlamento più efficiente, deve collegarsi alla riforma del bicameralismo. È impossibile determinare il giusto numero dei parlamentari senza che ci si dica quale è la forma che ricerchiamo in particolare per il Senato. Questa è una mia posizione. Visto che lei mi ha sollecitato in tal senso, credo di doverle la cortesia e la chiarezza di dirle come la penso nel merito. Domani avrò modo di articolare meglio il mio pensiero e probabilmente di prendere una posizione anche a nome del Gruppo. (Applausi dal Gruppo PdL).