BUGNANO (IdV). Signora Presidente, come è stato ricordato il provvedimento oggi all'esame dell'Aula del Senato arriva dalla Camera dei deputati, dove la sua approvazione ha visto una larga convergenza.
Ricordiamo molto velocemente le principali finalità di questo testo legislativo: innanzi tutto - cosa che mi preme sottolineare - riconoscere il contributo fondamentale delle imprese alla crescita, all'occupazione e allo sviluppo economico del nostro Paese. In quest'ottica, il provvedimento contiene misure volte ad avviare nuove imprese, in particolare da parte di giovani e donne, a favorire la competitività del sistema produttivo nazionale nel contesto internazionale e a ridurre e rendere più trasparenti gli adempimenti amministrativi a carico di cittadini e di imprese. Questi sostanzialmente i temi trattati in questo provvedimento, per citare solo i più rilevanti.
Ricordo all'Assemblea, e ancor prima a me stessa, che a livello europeo si considera essenziale per qualsiasi economia che la stessa sia competitiva e dinamica: è dunque importante saper approfittare del potenziale di crescita e innovazione del tessuto imprenditoriale di ogni Stato. In particolare, nel sistema Italia, le piccole e medie imprese rivestono un ruolo fondamentale nel nostro tessuto economico, ed è importante dunque che in questo statuto proprio le PMI ricevano un'attenzione particolare.
A partire dal 2005 l'Unione europea ha saldato le esigenze delle piccole e medie imprese alla Strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione e, da tempo, anche noi dell'Italia dei Valori, in tutte le sedi in cui abbiamo occasione di farlo, ribadiamo che il rilancio del nostro sistema economico passa sicuramente attraverso un'attenzione particolare al tessuto delle piccole e medie imprese.
Voglio ricordare un provvedimento adottato da quest'Aula all'inizio della legislatura, lo Small Business Act, nel quale sostanzialmente si recepivano le indicazioni della Commissione europea. Questa da tempo sta lavorando proprio per sollecitare sforzi concreti, sia a livello europeo che dei singoli Stati, per eliminare o comunque snellire le pastoie burocratiche che intralciano il sistema delle imprese, per aggiornare e semplificare la legislazione e gli oneri amministrativi causati al sistema imprenditoriale dalla legislazione troppo farraginosa e, ancora, per favorire le difficoltà che spesso incontrano le imprese, soprattutto quelle piccole e medie, ad esempio, nei settori dell'accesso al credito, della ricerca e dell'innovazione.
Ora, nello Small Business Act vi era una serie di punti che si ritenevano importanti per favorire la crescita economica in ogni Stato. Ne voglio ricordare soltanto tre, che hanno attinenza con questo provvedimento, perché rispetto a questi temi il Gruppo dell'Italia dei Valori ha presentato alcuni emendamenti poi trasformati in ordini del giorno, con riferimento ai quali auspichiamo accada il contrario di quanto spesso accade per gli ordini del giorno, e cioè che rimangono lettera morta. Vogliamo sperare che, al di là delle intenzioni e delle convergenze che tutte le forze politiche hanno evidenziato, poi, nel concreto, questi provvedimenti siano adottati. Vorrei ricordare in modo speciale i temi del rapporto del mondo dell'imprenditoria con le pubbliche amministrazioni (mi riferisco, in particolare, ai ritardi nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni) e quelli molto importanti dell'aggiornamento delle competenze delle piccole e medie imprese, dei rapporti anche con il sistema della ricerca e dell'università, e dell'agevolazione degli investimenti delle piccole e medie imprese nel settore delle sfide ambientali (su cui anche l'Europa punta molto), al fine di rendere queste ultime anche un'opportunità di tipo economico. Come ho detto, in Commissione il Gruppo dell'Italia dei Valori ha presentato una serie di emendamenti per migliorare questo testo, che nella sostanza condividiamo; su richiesta del Governo, abbiamo accettato di trasformare in ordini del giorno due di queste proposte, che riteniamo assolutamente importanti, e ci aspettiamo quindi che si dia poi seguito in modo concreto a queste sollecitazioni.
Parto dall'ultimo tema che ho affrontato, quello degli investimenti del nostro tessuto economico e delle nostre imprese nel settore ambientale. Nell'ordine del giorno che abbiamo presentato riteniamo che il tema dell'innovazione e della ricerca sia assolutamente trainante per la crescita economica, anche per essere competitivi e sempre adeguati al sistema economico internazionale. Riteniamo che il settore dell'energia sia fondamentale per la ripresa dello sviluppo, soprattutto per uno sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale. Abbiamo quindi chiesto al Governo di impegnarsi, sia dal punto di vista del sostegno economico che dell'iniziativa legislativa, al fine di promuovere e realizzare progetti di ricerca ad alto contenuto tecnologico nei settori delle energie rinnovabili e del risparmio energetico. Abbiamo anche indicato una misura specifica che a nostro parere potrebbe favorire questo tipo di investimenti e un rilancio della nostra economia: il riconoscimento di un credito di imposta in favore delle piccole e medie imprese che investono direttamente in attività di ricerca industriale, al fine di conseguire un significativo miglioramento dell'ambiente.
L'altro ordine del giorno che vorrei ricordare a conclusione di questo intervento in discussione generale sul provvedimento all'esame dell'Aula riguarda un altro tema molto importante, sul quale auspichiamo che il Governo si impegni concretamente, Ricordo che il 21 settembre 2010 la Commissione europea ha presentato la Strategia per la parità fra donne e uomini 2010-2015 e che le priorità in essa indicate sono cinque: pari indipendenza economica; pari retribuzione per lo stesso lavoro e lavoro di pari valore; parità nel processo decisionale; dignità, integrità e fine delle violenze nei confronti delle donne; parità tra donne e uomini nelle azioni esterne.
Venendo al provvedimento che ci interessa, e quindi alle misure che sono più attinenti ai temi dello sviluppo economico del nostro Paese, noi abbiamo chiesto di rifinanziare il fondo per gli asili nido (quindi una misura concreta, seppur contenuta in un ordine del giorno), nonché di introdurre benefici fiscali per le imprese che istituiscono asili nido aziendali.
Noi riteniamo che anche attraverso questi provvedimenti si possa rilanciare la nostra economia e soprattutto, visto che oggi parliamo dello Statuto delle imprese, della libertà e dell'iniziativa economica privata, noi riteniamo che l'iniziativa economica privata debba essere lasciata non solo, ma soprattutto, nelle mani dei giovani e delle donne. Per favorire questo tipo d'iniziativa economica anche provvedimenti come quelli che abbiamo indicato nell'ordine del giorno possono essere utili. (Applausi dal Gruppo IdV e del senatore Bubbico).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Fioroni. Ne ha facoltà.