Informativa del Ministro dell'interno sugli incidenti avvenuti a Roma durante la manifestazione di sabato 15 ottobre e conseguente discussione
MARONI, ministro dell'interno. La cieca violenza, che sabato scorso ha oscurato la protesta di migliaia di manifestanti pacifici e ha provocato danni per cinque milioni di euro, evidenzia una nuova emergenza di ordine pubblico consistente in una forma inedita di terrorismo urbano. Protagoniste di incendi, saccheggi e scontri con le Forze dell'ordine sono state le componenti più radicali dell'antagonismo: gruppi di anarco-insurrezionalisti, che in previsione di un autunno caldo hanno sperimentato pratiche di guerriglia nell'ambito della protesta No Tav; alcuni centri sociali; il gruppo dei Red Anarchist Skinheads, al quale appartengono frange di tifo calcistico; i settori più estremisti dei disoccupati organizzati di Napoli. Prefetto e questore di Roma e Forze dell'ordine hanno gestito con grande professionalità una situazione molto complessa, garantendo il diritto di manifestare. I nuclei mobili di fiancheggiamento del corteo sono intervenuti per disperdere i violenti solo quando vi erano le condizioni per garantire l'incolumità dei manifestanti. Servizi di informazione e vertici delle Forze dell'ordine erano al corrente di propositi di guerriglia e progetti di assalto alle sedi istituzionali, ma le norme attuali non consentono arresti preventivi. Per contrastare gruppi violenti che sfruttano la copertura offerta da manifestazioni pacifiche e adottano tecniche di spostamento e di organizzazione che li rendono difficilmente individuabili occorrono dunque strumenti adeguati. Deve essere valutata l'introduzione di norme specifiche che prevedano il fermo di polizia preventivo e l'arresto obbligatorio per i possessori dell'armamentario utilizzato negli atti di guerriglia urbana; l'estensione dell'arresto in flagranza differita già previsto per le manifestazioni sportive; l'inibizione alla partecipazione a manifestazioni a chi ha precedenti specifici; l'istituzione di uno specifico reato associativo per chi esercita violenza organizzata nelle manifestazioni; aggravanti speciali per i reati comuni commessi nel corso di manifestazioni; maggiori tutele giuridiche per gli operatori di polizia; l'obbligo per gli organizzatori di manifestazioni di prestare idonee garanzie patrimoniali. Trattandosi di proposte che investono la sfera dei diritti costituzionalmente garantiti, il Ministro consulterà tutte le forze politiche prima di presentare uno specifico disegno di legge al Consiglio dei Ministri. A seguito dei fatti di Roma, infine, ha ottenuto dal Consiglio dei ministri una riduzione di 250 milioni di euro dei tagli al bilancio del Ministero dell'interno e di approvare uno stanziamento straordinario di sessanta milioni di euro entro l'anno in corso per le spese destinate alla gestione dell'ordine pubblico. (Applausi dai Gruppi LNP, PdL, CN-Io Sud-FS, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI e PD, del senatore Pistorio e dai banchi del Governo).
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione.
SAIA (CN-Io Sud-FS). L'intervento del ministro Maroni è stato soddisfacente e determinato. Lo stato di sofferenza e di difficoltà operativa delle Forze dell'ordine a causa dei tagli alle risorse è giunto alla sua punta massima. È positivo pertanto l'impegno del Ministro per invertire tale tendenza, recuperando i fondi necessari a garantire un funzionamento corretto ed efficiente del comparto, traendo spunto anche da quanto è avvenuto sabato scorso a Roma, dove, nonostante la difficile situazione, le Forze dell'ordine hanno comunque svolto il loro dovere con serietà e professionalità, evitando che vi fossero delle vittime. È significativo il fatto che la maggior parte dei cittadini abbia compreso chi sono davvero i violenti ed abbia preso le distanze di chi compie azioni di violenza o di distruzione. Lo Stato non deve lasciare soli coloro che hanno il compito di tutelare l'ordine pubblico, così come non devono essere lasciati soli coloro che hanno subito danni ed ingenti perdite. È senz'altro positiva la proposta di introdurre una misura simile al DASPO per vietare la partecipazione alle manifestazioni politiche, così come lo sono le altre proposte avanzate dal Ministro; è tuttavia importante che tali misure siano adottate in modo sollecito. (Applausi dai Gruppi CN-Io Sud-FS e PdL).
RUTELLI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). È positiva la volontà del ministro Maroni di ricercare la massima convergenza del Parlamento sulle norme che dovranno essere adottate in materia di tutela dell'ordine pubblico; questo dovrebbe essere il metodo ordinario di lavoro quando si affrontano i grandi problemi del Paese. Una situazione delicata e complessa come quella attuale richiede una gestione saggia, responsabile e costruttiva, non certo il prodursi di contrapposizioni e divisioni. Le Forze dell'ordine, alle quali va espressa una solidarietà piena e non formale, hanno dato prova di grande professionalità ed attenzione, evitando che vi fossero delle vittime. È necessario prevedere maggiori tutele giuridiche per gli esponenti delle Forze dell'ordine, ma è soprattutto necessario porre rimedio agli inaccettabili tagli di risorse al comparto sicurezza; su quest'ultimo punto si vedrà in Parlamento, a cominciare dall'esame della legge di stabilità, se il ministro Maroni intende davvero tener fede ai propri impegni. Per quanto riguarda le attività di prevenzione, esiste già il fermo di identificazione, che avrebbe consentito di fermare in anticipo alcuni dei violenti che sono venuti a Roma, mentre il numero degli arresti e delle perquisizioni effettuati successivamente appare inadeguato rispetto al numero complessivo di coloro che si sono abbandonati ad atti di distruzione. Molte delle proposte legislative avanzate del Ministro sono senz'altro condivisibili, ma vanno studiate con attenzione affinché siano realmente efficaci; non si può in ogni caso sottrarre la capitale d'Italia ai suoi doveri e alle sue responsabilità nei confronti del diritto di manifestare dei cittadini. È infine doveroso porre termine all'inaccettabile tolleranza che c'è stata finora nei confronti delle violenze in Val di Susa, dal momento che le manifestazioni che fanno uso di mezzi violenti ed offensivi non possono essere consentite in un Paese libero e democratico come l'Italia; il confine tra violenza ed opinione deve essere tracciato in modo indelebile. (Applausi dai Gruppi Per il Terzo Polo: ApI-FLI, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI e PD).
BELISARIO (IdV). Si rimane stupiti e perplessi dopo aver ascoltato l'intervento del ministro Maroni, il quale peraltro si trovava lontano dalla capitale nel momento in cui una guerriglia urbana di livello inaudito, messa in atto da poche centinaia di violenti, provocava danni ingenti ed impediva lo svolgimento di una grande manifestazione legittima e pacifica. Pochi giorni prima lo stesso Ministro, dando prova di leggerezza e di imprudenza (in quanto era stato avvertito dai Servizi di sicurezza sui possibili incidenti), dichiarava che erano state adottate tutte le misure necessarie e che la manifestazione si sarebbe svolta nel rispetto della legge. Peraltro, mentre i sindacati di Polizia scendono nuovamente in piazza per chiedere di poter svolgere la loro attività in modo almeno dignitoso, gli scontri e le violenze di sabato hanno distolto l'attenzione dell'opinione pubblica dalle istanze di coloro che protestavano pacificamente perché sono stanchi di pagare il prezzo della crisi economica al posto di chi l'ha causata. Il Governo ha gravi responsabilità su questo punto, perché non è stato finora in grado di rilanciare la crescita economica ed ha contribuito al diffondersi di un clima di tensione nel Paese. Per quanto riguarda la tutela dell'ordine pubblico, non è necessario il varo di leggi speciali o l'istituzione di uno Stato di polizia, ma occorre semplicemente adottare misure concrete e realmente efficaci, quali l'estensione del DASPO alle manifestazioni pubbliche autorizzate, su cui l'Italia dei Valori ha già presentato un apposito disegno di legge. (Applausi dal Gruppo IdV e dei senatori Astore e Chiti. Nel corso dell'intervento, vivaci commenti del senatore Gramazio. Richiami del Presidente).
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Convinta è la solidarietà che si deve esprimere nei riguardi delle Forze dell'ordine le quali, bersagliate dagli atti di violenza, hanno attuato una sorta di resistenza passiva per tutelare l'incolumità delle migliaia di partecipanti alla manifestazione. Stessa solidarietà è da esprimere anche nei confronti dei sindacati di polizia, costretti a protestare contro un Governo che ormai da tre anni riduce sistematicamente i fondi da destinare al comparto. Le assicurazioni fornite dal Ministro in ordine al recupero di risorse per la sicurezza non offrono un quadro confortante: sembra infatti trattarsi di coperture una tantum (peraltro realizzate sottraendo risorse agli investimenti nel Mezzogiorno) per oneri indifferibili cui non si riesce a far fronte a causa dei tagli lineari precedentemente imposti dal Ministro dell'economia. In realtà, mancano ancora 130 milioni di euro e sono state tagliate anche risorse per la lotta alla mafia. Per quanto riguarda le misure proposte dal Ministro dell'interno, prima di discutere di leggi eccezionali, occorre verificare se vengono correttamente applicate le norme esistenti: contro i soggetti violenti che devastano i luoghi pubblici schermandosi dietro cortei di manifestanti pacifici possono essere applicate, ad esempio, l'articolo 3 del primo pacchetto sicurezza, che prevede lo scioglimento delle associazioni con finalità o scopi di natura eversiva o terroristica, oppure l'articolo 5 della legge Reale, che non è stato abrogato e che dispone l'arresto facoltativo proprio nel caso del possesso di strumenti utilizzabili a fini violenti in occasione di manifestazioni. Il Ministro della difesa in una sua dichiarazione alla stampa ha ricondotto la genesi degli atti di violenza verificatisi sabato all'attività delle opposizioni: si tratta di affermazioni opportunistiche e vergognose, espressione di un radicalismo politico, rappresentato anche nelle Aule parlamentari, esso sì istigatore della violenza. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI e PD).
BODEGA (LNP). La Lega non vuole leggi speciali che possano limitare la libertà di manifestare o la libertà di espressione: chiede invece che vengano applicate con fermezza le norme esistenti per impedire la violenza e che si adottino misure per fermare preventivamente i soggetti a rischio, noti alle Forze dell'ordine quali possibili autori di fatti come la terribile guerriglia urbana verificatasi a Roma sabato scorso. A tale riguardo servono atteggiamenti meno buonisti ed ipocriti: occorre smetterla di giustificare gli atteggiamenti eversivi, arrivando, come sta avvenendo a Milano, a finanziare il progetto di legalizzazione della trentennale occupazione abusiva del centro sociale Leoncavallo. Occorre accertare senza alcuna indulgenza se esistono legami e zone grigie tra i movimenti di protesta e le frange violente, per evitare la contaminazione dei primi da parte di minoranze disposte a tutto. Occorre evitare di alimentare, come da mesi fa l'opposizione, l'odio politico nei confronti della parte avversa e l'esasperazione degli animi. Occorre infine dare adeguato e costante sostegno alle Forze dell'ordine e non operare distinguo per convenienza politica, come avvenuto a proposito dei fatti del G8 di Genova. Lo Stato deve reagire unitariamente, come fece contro l'eversione terrorista, sottraendo spazio ad ogni tentativo di escalation della violenza. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
FINOCCHIARO (PD). I soggetti violenti che hanno dato vita alla devastazione della città di Roma lo scorso sabato hanno una propria vulnerabilità che però la strategia di difesa dell'ordine pubblico adottata non ha evidentemente evidenziato né sfruttato. È comprensibile che l'intento primario sia stato quello di evitare che gli incidenti portassero alla morte di qualcuno e da questo punto di vista l'operato delle Forze dell'ordine è stato molto lodevole; ma un'analisi dei presunti obiettivi dell'azione violenta, quelli che potevano dare una copertura ideologica alla volontà eversiva, non priva di deviazioni criminali, di ridotte frange di manifestanti, forse avrebbe portato a considerare a rischio non tanto i palazzi istituzionali, quanto le banche, la grande distribuzione, le sedi delle Forze dell'ordine e della Difesa. L'inadeguatezza della prevenzione, da più parti lamentata, è stata giustificata dal Ministro con l'esiguità dei mezzi a disposizione delle Forze dell'ordine e con l'impossibilità di procedere prima del compiersi dei reati sulla base della normativa vigente. In realtà, lo Stato ha già tutte le risorse per far fronte a fenomeni criminali come quelli verificatisi a Roma; ma, con riferimento alle possibili novità normative, il Partito Democratico è favorevole all'applicazione di strumenti già efficacemente utilizzati contro la violenza nelle manifestazioni sportive, come il DASPO e l'arresto in flagranza differita, ma è contrario per ragioni di ordine costituzionale al fermo preventivo. E' altresì necessario dotare le Forze dell'ordine di strumenti nuovi e moderni, capaci di fronteggiare e contrastare le strategie innovative con le quali colpiscono i gruppi violenti, ma le risorse mancano a causa dei tagli al bilancio della sicurezza votati dall'attuale maggioranza. Gli episodi di violenza di Roma ed il confronto sulla risposta dello Stato non devono tuttavia oscurare le ragioni che hanno portato centinaia di migliaia di persone a manifestare pacificamente la loro protesta: l'opposizione ad una politica che condanna un'intera generazione alla precarietà perpetua, cioè alla diminuzione della cittadinanza, alla mutilazione della sua libertà e della sua autonomia. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Giai).
PRESIDENTE. Saluta, a nome dell'Assemblea, gli studenti dell'istituto di istruzione superiore «Concetto Marchesi» di Padova presenti nelle tribune. (Applausi).
GASPARRI (PdL). Il PdL condivide pienamente il contenuto dell'informativa resa dal ministro Maroni e le proposte normative da lui suggerite. E' importante che in questa materia le scelte vengano assunte con il massimo della condivisione possibile, anche se non necessariamente all'unanimità, in modo che ognuna delle forze politiche si assuma le proprie responsabilità. Accade invece che la sinistra riproponga i consueti atteggiamenti strumentali ed ambigui: la stampa di sinistra in alcuni casi ha giustificato quanto accaduto, salvo poi fare autocritica, e coloro che oggi criticano le Forze dell'ordine perché avrebbero dovuto essere più incisive, avrebbe sostenuto l'opposto se si fosse utilizzata la mano forte. Peraltro, sarebbe opportuno che la magistratura indirizzasse almeno parte della sua ricchissima attività d'intercettazione nei confronti dei centri sociali, molti dei quali terreno di coltura della violenza e della tossicodipendenza. Anche se le norme vigenti consentono già di trattare con maggiore fermezza gli esecutori di atti violenti e i portatori di ideologie insane, l'ipotesi di applicare in ambiti diversi da quello sportivo la flagranza di reato differita ed il DASPO è di grande interesse. Servono attività investigative preventive nei riguardi dei soggetti sospettati di voler compiere atti di violenza nel corso delle manifestazioni e le Forze dell'ordine dispongono già di norme che vanno in questo senso; il codice penale individua fattispecie di reato chiaramente applicabili a fatti come quelli verificatisi a Roma. Serve un impegno comune e rigoroso da parte delle forze politiche per evitare il rischio che si ripropongano fenomeni simili a quelli vissuti negli anni di piombo. Nessuno nega le preoccupazioni dei giovani, né vuole conculcare il diritto di manifestare, ma la protesta non può diventare problema di ordine pubblico, minaccia per la sicurezza dei cittadini, assalto alle istituzioni: riguardo a questi atteggiamenti non può essere consentita alcuna accondiscendenza, né sono accettabili giustificazionismi. Per quanto concerne le risorse, oltre ai fondi restituiti al Ministero dell'interno e al Ministero della giustizia, il Gruppo si impegna a cancellare tutti i tagli che dovessero interessare il comparto all'interno del disegno di legge di stabilità. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP. Congratulazioni).