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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 626 del 18/10/2011


Ripresa della discussione del disegno di legge
n.
2626

ARMATO (PD). Il provvedimento in discussione definisce lo statuto giuridico, cioè i diritti fondamentali, delle piccole e medie imprese, che rappresentano una realtà molto diffusa in Italia e producono oltre la metà del PIL dell'Unione europea. Dal punto di vista degli adempimenti burocratici, il provvedimento segna il passaggio dalla cultura dell'autorizzazione, che implica procedure lunghe e complesse, alla cultura dell'autocertificazione e del controllo ex post. Si tratta senz'altro di un'importante base di partenza, ma c'è ancora molto da fare, a cominciare dall'adozione di forme di incentivazione e di sostegno più stringenti, per rilanciare la competitività e garantire il miglioramento e la stabilizzazione dei livelli occupazionali, tuttora in calo. È necessaria inoltre una riduzione dell'attuale livello di pressione fiscale, definendo un sistema di imposizione più adatto alle esigenze delle imprese, e l'adozione di misure volte a favorire l'accesso al credito. Il Partito Democratico ha presentato a tal proposito una serie proposte emendative volte a migliorare il provvedimento. Non si può tuttavia non lamentare l'assenza di un disegno complessivo di politica industriale da parte del Governo e la scarsa attenzione dedicata alle politiche di sviluppo per il Mezzogiorno. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Cursi e Ghigo).

GERMONTANI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Il disegno di legge in esame ha l'obiettivo di coordinare i rapporti delle piccole e piccolissime imprese con le istituzioni, di snellire il carico burocratico e di valorizzare la competitività e la trasparenza, dando seguito ai principi e alle indicazioni contenuti nello Small business act adottato dall'Unione europea. Il provvedimento contiene norme che tutelano le piccole imprese nei confronti della pubblica amministrazione, delle grandi imprese e degli istituti di credito ed attribuisce un ruolo importante in tal senso all'Autorità garante delle concorrenza e del mercato; esso avrà pertanto un importante impatto finanziario. Il tessuto socio-economico italiano si regge principalmente sulle piccole e medie imprese, di cui è fondamentale promuovere lo sviluppo, rimuovendo i problemi che ne ostacolano la crescita. Nel corso degli ultimi anni il rapporto tra banche ed imprese ha subito notevoli cambiamenti ed è diventato più difficile, anche a causa della crisi economica; spesso le banche negano il credito ad aziende, anche serie, che si trovano in gravi difficoltà momentanee, dovute magari ai ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. L'aumento del tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile e femminile, è sintomatico delle debolezze strutturali dell'economia italiana; è necessario dunque rilanciare la crescita, attraverso un nuovo progetto Paese basato su principi quali la meritocrazia e la semplificazione. Nel ricordare l'importanza delle misure a sostegno dell'imprenditoria femminile, sottolinea infine come il provvedimento in esame sia nato da un'iniziativa bipartisan, a riprova della necessità di superare gli antagonismi di parte di fronte ai temi che riguardano lo sviluppo del Paese, come richiamato anche dal Presidente della Repubblica. (Applausi dai Gruppi Per il Terzo Polo:ApI-FLI e PD). Chiede che il testo integrale del suo intervento sia allegato ai Resoconti della seduta (v. Allegato B).