il 12 ottobre 2011 il presidente e l'amministratore delegato di Sogin hanno illustrato il piano industriale 2011-2015, approvato dal consiglio di amministrazione della società, che si propone, tra i suoi obiettivi, la messa in sicurezza di tutti i rifiuti radioattivi prodotti dallo smantellamento degli impianti nucleari e dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca, la localizzazione e realizzazione del parco tecnologico e del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi;
secondo tale piano, per terminare nel 2024 le attività di decommissioning - obiettivo definito, a giudizio dell'interrogante in modo immaginifico, "prato verde" - occorrerebbero ben 4,8 miliardi di euro, comprensivi dei costi di trasferimento dei rifiuti al futuro deposito nazionale, la cui realizzazione viene definita una priorità per l'Italia. Dal piano emerge che nel primo semestre 2010 sarebbero stati assegnati con gara poco più del 40 per cento degli importi contrattualizzati, percentuale salita al 76 per cento nel primo semestre 2011;
stando al piano, il deposito dovrebbe garantire la massima sicurezza per i cittadini mediante una struttura di superficie per la sistemazione definitiva di circa 80.000 metri cubi di rifiuti di bassa e media attività e la custodia temporanea per circa 12.500 metri cubi di rifiuti di alta attività. Degli oltre 90.000 metri cubi di rifiuti il 70 per cento proverrebbe dagli impianti nucleari in dismissione;
nel capitolo relativo alle principali attività del 2011 si menziona la circostanza che nel sito ITREC di Trisaia di Rotondella (Matera) è stata ottenuta la valutazione d'impatto ambientale per l'impianto di cementazione dei rifiuti liquidi radioattivi ed è stato avviato l'iter di gara;
in risposta all'atto di sindacato ispettivo 4-04942 del 5 aprile 2011, presentato dall'interrogante, il Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico ha comunicato alla fine di settembre che l'identificazione delle aree idonee alla localizzazione del parco tecnologico non può essere formalizzata per la perdurante inoperatività dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, a distanza di oltre un anno e mezzo dalla sua istituzione, assicurando il preventivo e continuo coinvolgimento di tutte le istituzioni locali dei territori interessati alla localizzazione del parco;
solo in virtù di tale ritardo e dunque soltanto allo stato odierno dei fatti si può quindi desumere l'assenza di un rapporto tra il sito di Trisaia e il futuro parco tecnologico. Il Ministero, in riferimento alle opere nell'impianto di Trisaia, ha altresì precisato che l'area di stoccaggio dei rifiuti radioattivi è stata dimensionata per accogliere un numero di colli superiore di quasi il doppio rispetto a quello previsto, essendo stato l'ulteriore aumento di volumetria imposto dall'Ispra per le finalità da esso indicate,
si chiede di sapere:
per quali motivi l'Agenzia per la sicurezza nucleare sia stata per così lungo tempo non operativa, e quando se ne preveda eventualmente la piena operatività;
se si ritenga che l'area di Trisaia di Rotondella, che già per moltissimo tempo è stata penalizzata dalla presenza di scorie nucleari, debba essere esclusa definitivamente, e non solo pro tempore, dal novero di quelle interessate alla realizzazione del deposito nazionale di rifiuti radioattivi;
quando si intenda dare diffusione pubblica all'elenco di aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito, con tempi e modalità tali da non porre cittadini, associazioni ed enti locali di fronte al fatto compiuto;
come si intenda garantire il preventivo coinvolgimento di tutte le istituzioni locali dei territori ricompresi nelle aree potenzialmente idonee ed in ogni caso dei territori interessati alla localizzazione del deposito nazionale prima dell'indicazione dell'area prescelta, oltre al coinvolgimento delle competenti commissioni parlamentari;
se e come si intenda garantire il preventivo coinvolgimento e la consultazione anche delle popolazioni interessate;
quali siano, in ogni caso, alla luce dei ritardi accumulati, le scadenze prevedibili per la redazione dei criteri di formazione della Carta nazionale;
quando si ritenga che possa essere ultimata l'attività di ottemperanza alle prescrizioni del decreto di VIA n. 94 del 2011;
se il Ministro in indirizzo sia in condizione di escludere, indipendentemente da qualunque ipotetico profilo di illiceità delle condotte, che spetta alla magistratura valutare, che, prima del 2003 e comunque in epoca antecedente alla costituzione di Sogin, vi sia stato un flusso di materiale nucleare in entrata a Trisaia.
(4-06105)