BAIO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Signor Presidente, ringrazio lei e la Conferenza dei Capigruppo del Senato per aver calendarizzato questa mozione. Ringrazio anche il ministro Fazio per la sensibilità e l'attenzione che da sempre pone a questo problema.
Mi permetto di iniziare con una frase che magari può apparire banale. Credo che l'interesse dell'Aula del Senato ad un tema come questo sia altamente riscontrato dai cittadini al di fuori di quest'Aula. Ci interessa molto di più che nel nostro territorio vengano commercializzati farmaci realmente di alta qualità rispetto magari alla soluzione di altri problemi ai quali la politica oggi pone la massima attenzione. Cito un dato: si stima che negli ultimi dieci anni la crescita delle attività di contraffazione sia stata del 1.700 per cento sui mercati mondiali e che sottragga circa 6 miliardi di euro l'anno alle aziende italiane, oltre che produrre un mancato introito per l'erario dello Stato di oltre 3 miliardi di euro. Sono dati agghiaccianti dal punto di vista economico.
Entriamo invece nel merito dell'aspetto che ci interessa maggiormente, seppure come legislatori siamo più che interessati anche all'aspetto economico. Come risulta evidente da questi dati, solo un'attività di contrasto adeguata può cercare di arginare, o speriamo di annullare, questo fenomeno. Il fenomeno della contraffazione assume un peso oggi ancora maggiore per la società in generale e per il Paese, quando ad essere contraffatti non sono i prodotti di largo consumo - fenomeno di cui ho citato prima i dati, e nei confronti del quale, come Stato, dobbiamo porre in essere un'azione di contrasto - ma dei medicinali, dei presìdi medici, che quindi attengono specificamente alla salute delle persone. Si ha pertanto a che fare con l'economia, ma anche con il bene più prezioso, il bene comune per eccellenza: la salute delle nostre persone.
Il settore della farmaceutica è ormai da anni oggetto di grande attenzione da parte dei contraffattori. Diciamo che è il settore sul quale essi concentrano maggiormente l'attenzione perché fa gola, è un settore interessante. Il mercato farmaceutico è altamente regolamentato e le normative alle quali bisogna attenersi comportano costi di ricerca e di realizzazione ingenti. Il produttore di farmaci contraffatti, non attenendosi a questi standard rigorosi, è in grado di ridurre drasticamente costi e procedure, realizzando quindi profitti molto alti a scapito della salute dei cittadini.
«I medicinali contraffatti sono "assassini silenziosi"». Uso queste parole abbassando il tono di voce, ma sono le stesse di Marisa Matias, eurodeputata portoghese del Parlamento europeo, relatrice della direttiva europea, recentemente approvata, sull'anticontraffazione dei farmaci. Tale direttiva introduce finalmente importanti misure per impedire ai farmaci contraffatti l'accesso al mercato europeo.
Proprio in occasione del voto della direttiva europea sull'anticontraffazione dei farmaci, approvata quasi all'unanimità l'8 giugno scorso, è stata presentata anche un'indagine intitolata «Fake medicines: a global issue», che traccia uno scenario allarmante. Riporto solo alcuni dati che credo siano assolutamente significativi per il nostro dibattito.
Dal 2005 il mercato dei farmaci «taroccati» è aumentato del 400 per cento. Ciò significa che oltre l'uno per cento dei medicinali venduti in Europa è contraffatto. Il dato allarmante è che tra questi farmaci vi sono non solo farmaci che rientrano nella categoria «lifestyle», ma anche farmaci fondamentali come alcuni antitumorali e farmaci per patologie cardiovascolari che sono vitali per le persone affette da queste malattie, magari utilizzati in un momento particolare della vita mentre in altri casi per tutta la vita a causa di una patologia cronica.
La contraffazione, sempre secondo l'indagine sopra indicata, uccide almeno 100.000 persone l'anno. Si tratta di un fenomeno che sta prendendo piede sempre più anche in Europa, se si calcola che ormai almeno un cittadino europeo su cinque abbia acquistato almeno una volta farmaci attraverso canali illeciti, come le farmacie on line. Un incremento favorito dall'avvento delle tecnologie informatiche che, come ricorda la mozione, ha profondamente modificato le abitudini dell'intera comunità internazionale, facendo della Rete - che in assoluto ha un ruolo di pace assolutamente positivo perché ci permette di conoscere in tempo reale ciò che avviene all'altro capo del mondo e ha contribuito e ancora contribuisce a far cadere delle dittature - un elemento negativo e, lasciatemi usare una frase forse eccessiva, uno strumento di morte piuttosto che di vita. Infatti 100.000 persone sono morte a causa di farmaci venduti secondo queste modalità, perché di fatto non erano farmaci.
Sempre secondo la citata indagine presentata al Parlamento europeo, si stima che il 62 per cento dei farmaci acquistati in rete sia falso - più della metà - e che il 95,6 per cento delle farmacie on line sia illegale, che per il 94 per cento dei siti web l'identità dei farmacisti sia inverificabile, quindi non si tratta di farmacisti, oltre al fatto che il 90 per cento dei siti web in questione vendano senza ricetta medicinali invece soggetti a prescrizione medica. La normativa approvata dal Parlamento europeo prevede nuovi e più rigorosi standard di sicurezza per le medicine in generale e in particolare per le vendite on line, in maniera tale da arginare questo fenomeno.
La direttiva europea prevede delle verifiche severe sulla sicurezza dei prodotti, oltre che una disciplina rigorosa del commercio dei farmaci su Internet e pesanti sanzioni per i trafficanti. Viene inoltre previsto un sistema di monitoraggio e di controllo che permetta di identificare sostanze pericolose prima che queste arrivino nelle case degli acquirenti e che vengano assunte dai pazienti.
Nel nostro Paese il mercato illegale sembra riguardare lo 0,1 per cento dei farmaci, anche se, secondo me, questo dato è sottostimato. Lo dico con cognizione di causa, anche considerando il numero dei siti aperti, chiusi e poi riaperti.
Quindi, è un sistema sul quale si sta ponendo l'attenzione, che necessita di un controllo diverso. Il fine della mozione è proprio quello di realizzare tutto questo e di creare un lavoro di rete ancora più diffuso rispetto a quello prezioso che il Ministero della salute sta già conducendo.
I dati dimostrano che vi è stato un forte incremento. Riporto le parole del generale Cosimo Piccinno, comandante del Nucleo antisofisticazione e sanità (NAS) dell'Arma dei carabinieri. Egli afferma: «Se tra il 2005 e il 2008 i farmaci contraffatti sequestrati sono stati 136.000, solo nel biennio 2008-2009 hanno raggiunto la quota di oltre un milione e mezzo». Dunque, nel biennio successivo, da 136.000 - una cifra esigua, anche se comunque dannosa - sono diventati più di un milione. Questo dato, peraltro, riguarda solo i farmaci sequestrati, ed è facile immaginare la quantità di quelli non sequestrati.
Sempre secondo il generale Piccinno, «ci sono da una parte i cittadini comuni che per arrotondare lo stipendio comprano prodotti farmaceutici on line e poi li rivendono ad amici e conoscenti. Poi ci sono organizzazioni vere e proprie che aprono un sito per una settimana, raccolgono clienti, poi chiudono il sito per non essere individuati dalle forze dell'ordine, e continuano a vendere i farmaci a quei clienti attraverso un call center». Se vendessero abbigliamento - non me ne vogliano i brand e i produttori italiani - noi saremmo danneggiati dal punto di vista economico e dovremmo sicuramente preoccuparci come Parlamento, ma vendendo farmaci danneggiano la salute dei cittadini: la situazione è radicalmente diversa!
Quindi, la mozione n. 319 (testo 2) tende a creare una rete e ad offrire strumenti aggiuntivi che tengano conto della normativa europea per porre fine nel nostro Paese alla contraffazione di farmaci.
Io credo che serva - mi permetto di esprimere questa opinione al ministro Fazio, che è già sensibile e sta già operando al riguardo - una aggiunta di impegno, perché quanto stiamo realizzando è molto, ma purtroppo ci stiamo rendendo conto che non è ancora sufficiente, come dimostrano i dati citati e - ancor meglio - quelli di cui il ministro Fazio è sicuramente in possesso.
Anche se oggi siamo pochi in quest'Aula, la mozione è stata sottoscritta da molti, e fortunatamente tutte le forze politiche sono d'accordo. Il ministro Fazio ha la fortuna di avere l'unanimità del Parlamento (a differenza di quanto accade con altri componenti e suoi colleghi del Governo). Dunque, anche con questa forza, dobbiamo continuare ad agire in tale direzione e soprattutto a fare molto di più. Di ciò saranno grati a tutti noi e al Governo quei cittadini o quei familiari che purtroppo hanno visto danneggiati i loro parenti a causa di farmaci contraffatti.
Signor Presidente, la ringrazio e chiedo di poter allegare al Resoconto il testo integrale del mio intervento. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori D'Ambrosio Lettieri e Mascitelli).
PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.
È iscritto a parlare il senatore Lannutti. Ne ha facoltà.