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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 620 del 11/10/2011


LENNA, relatore. La ringrazio, signor Presidente.

Come dicevo, il quadro macroeconomico presentato nella Nota di aggiornamento recepisce sia l'evoluzione dello scenario economico internazionale sia l'operare di una pluralità di fattori legati alla manovra correttiva. In estrema sintesi, viene evidenziato, in particolare, un rallentamento dei consumi delle famiglie e di una domanda estera netta che sostiene la crescita del PIL, nonostante il freno alla crescita delle esportazioni.

A questo si aggiunge un'evoluzione più debole dell'offerta di lavoro, che si accompagna tuttavia ad una riduzione dell'utilizzo delle ore di cassa integrazione rispetto al 2010. Quanto alle grandezze economiche, nella Nota di aggiornamento viene inoltre segnalato un miglioramento del dato relativo agli occupati misurati in unità standard di lavoro rispetto alla stima del DEF, nonché sul versante monetario un rialzo dell'inflazione per effetto dei rincari delle materie prime.

Per quanto riguarda il quadro di finanza pubblica, la Nota in esame ricostruisce le principali misure introdotte con le manovre da ultimo approvate. Rispetto alle entrate, in particolare, le variazioni introdotte dipendono in larga parte dalla prevista riduzione dei regimi fiscali e assistenziali di favore, con effetti pari a 4 miliardi di euro nel 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi nel 2014. Nel 2013 e 2014, in particolare, al netto di tali riduzioni, l'ammontare delle maggiori entrate, pari a circa 20 miliardi l'anno, è pressoché corrispondente alla prevista riduzione netta delle spese. Tale riduzione comporterà un decremento del peso delle spese correnti rispetto al PIL, che passerà dal 42,7 per cento nel 2011 al 40,9 per cento nel 2014, e uno più modesto nelle spese di conto capitale, che passerà dal 3 per cento al 2,6 per cento.

Per quanto riguarda la spesa, il quadro tendenziale della stessa indicato dalla Nota evidenzia, per quanto riguarda i redditi da lavoro dipendente, che, dopo una contrazione in valore assoluto tra il 2011 e il 2012, questi mantengono una sostanziale stabilità nel biennio successivo. L'aggregato riduce pertanto l'incidenza sul prodotto, passando dal 10,8 per cento nel 2011 al 10,5 per cento nel 2012 e al 10 per cento nel 2014: il lieve peggioramento rispetto alle precedenti previsioni contenute nel Documento di economia e finanza è interamente ascrivibile al peggioramento del denominatore del rapporto. Rispetto al DEF, le nuove stime non risultano dunque variate in modo significativo, salvo per l'anno 2014, esercizio in cui si concentrano gli effetti della manovra correttiva: le differenze sono da ascriversi sia alle variazioni del quadro macroeconomico sottostante le stime sia agli interventi di contenimento. L'aggregato risulta quindi significativamente inciso dalle due manovre correttive di luglio e di agosto, che determinano un innalzamento dell'età media di accesso al pensionamento.

Per quanto riguarda infine i consumi intermedi, la Nota evidenzia una dinamica contenuta, su cui pesano le manovre di contenimento attuate negli anni scorsi. Rispetto alle previsioni contenute nel DEF, le nuove stime dei consumi intermedi scontano una riduzione crescente della spesa, che supera gli 8 miliardi di euro a fine periodo.

Nel complesso, le misure adottate con i citati decreti-legge comportano l'azzeramento del deficit tendenziale previsto nel DEF, anticipando il pareggio di bilancio di un anno rispetto a quanto indicato nel DEF: il deficit è infatti stimato nello 0,1 per cento del PIL nel 2013, mentre nel 2014 è addirittura previsto un avanzo di bilancio pari allo 0,2 per cento.

Per quanto riguarda il rapporto debito-PIL, mentre è previsto un incremento per l'anno in corso (120,6 per cento rispetto al 120 per cento indicato nel DEF), esso rimane sostanzialmente inalterato nel 2012, per poi presentare un profilo decrescente negli anni 2013 e 2014 rispetto a quanto stabilito nel DEF. La sensibile riduzione del debito nel triennio 2012-2014 è senz'altro da attribuirsi principalmente agli elevati e crescenti avanzi primari frutto delle due manovre estive.

Ancora più specificamente, sul versante delle entrate, la Nota di aggiornamento prevede un aumento della pressione fiscale di circa un punto percentuale tra il 2010 ed il 2014, al netto della riduzione delle agevolazioni fiscali ed assistenziali: precisamente, si passa nel 2011 dal 42,5 per cento indicato nel DEF al 42,7 per cento, nel 2012 dal 42,7 per cento al 43,8 per cento, nel 2013 dal 42,6 per cento al 43,9 per cento e nel 2014 dal 42,5 per cento al 43,7 per cento.

I dati riportati dalla Nota, aggiornati sulla base della legislazione vigente, circa l'evoluzione del quadro macroeconomico e delle risultanze dell'attività di monitoraggio, prevedono altresì un aumento delle entrate tributarie rispetto a quanto indicato nel DEF: 488 anziché 476 miliardi di euro nel 2012, 503 anziché 492 miliardi di euro nel 2013 e 516 anziché 507 miliardi di euro nel 2014. Tale crescita deriva da un aumento delle imposte dirette di circa 3 miliardi di euro nel 2012 e di circa 2 miliardi nel 2013 e nel 2014. Più consistente è invece la crescita delle imposte indirette rispetto a quanto indicato nel DEF: più 9 miliardi di euro nel 2012 e nel 2013 e più 7 miliardi nel 2014. La correzione con le manovre approvate può apparire sbilanciata sul lato delle entrate, ove peraltro si include, per un importo pari a circa la metà della correzione medesima, la riduzione delle agevolazioni fiscali previste dal decreto-legge n. 138 del 2011.

In proposito, va però rammentato che tale riduzione potrebbe non determinarsi laddove i medesimi effetti finanziari positivi, pari a 20 miliardi nel 2014, vengano conseguiti con provvedimenti di riordino delle spese e, in particolare, attraverso l'attuazione della proposta di legge delegata in materia fiscale e assistenziale e tramite la sollecita attuazione del meccanismo di spending review inserito nell'articolo 01 dell'ultima manovra finanziaria.

Va inoltre evidenziato che con il documento in esame viene specificato che al completamento della manovra 2012‑2014 saranno collegati i provvedimenti in materia di infrastrutture, liberalizzazioni, privatizzazioni e interventi per il Mezzogiorno.

Infine, quale nota conclusiva, va sottolineato che il quadro delle azioni e degli interventi correttivi delineato nella Nota non sconta chiaramente l'eventuale ricorso ad operazioni di finanza straordinaria mediante la cessione e/o valorizzazione dell'ingente patrimonio pubblico. Su tale ultimo punto, da alcune stime recenti, è emerso che sarebbe possibile trarre senza particolari difficoltà e in tempi ragionevolmente brevi (in un orizzonte graduale che va dal 2015 al 2020) l'equivalente pari ad almeno 25-30 miliardi di euro da destinare interamente alla riduzione del debito.

L'opzione va senz'altro considerata nella sua evidente ragionevolezza in termini di politica economica, non solo per il diretto impatto a beneficio della sostenibilità a medio termine del debito, ma anche, se non soprattutto, per gli effetti che avrebbe, direttamente per riduzione della spesa per interessi e indirettamente per riduzioni di spese incongrue o inopportune connesse al patrimonio pubblico sulla gestione e sostenibilità della spesa corrente, recuperandosi in tal modo i necessari margini per la ripresa degli investimenti pubblici che sono, com'è noto, assolutamente indispensabili e cruciali per riportare il Paese su un sentiero di crescita economica.