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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 620 del 11/10/2011


MORANDO (PD). La Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, presentata dal Governo sia per ottemperare ad una previsione della nuova legge di contabilità, sia per adeguare la politica economica e di bilancio del Paese ai mutamenti globali intervenuti negli ultimi mesi, è profondamente deludente. Innanzitutto, con un inspiegabile atteggiamento remissivo, il Governo rinuncia a delineare la posizione che intende adottare nelle sedi europee, dove si discute sulle strategie da intraprendere per contrastare la crisi: a fronte dell'attivismo degli Stati Uniti, che si apprestano a varare un cospicuo piano di sostegno all'occupazione, e della Francia e la Germania, che nei periodici incontri bilaterali concordano scelte comuni di politica economica, fiscale e monetaria, risulta ancora più evidente l'immobilismo del Governo, travolto da una crisi politica interna ed incapace di far valere il ruolo dell'Italia, che resta comunque una delle dieci economie più importanti al mondo. In secondo luogo, nella Nota di aggiornamento manca una corretta valutazione degli effetti recessivi prodotti dalle manovre di stabilizzazione della finanza pubblica già adottate, in particolare quella varata in agosto, che - su indicazione del Parlamento - avrebbe dovuto essere orientata principalmente alla riduzione della spesa pubblica e invece ha finito per essere sbilanciata sul lato dell'innalzamento della pressione fiscale, che presto supererà il 45 per cento. È peraltro assente qualsiasi riferimento alle misure per la crescita, benché il Governo si appresti ormai a varare il cosiddetto decreto sviluppo. Se si vuole evitare l'inesorabile declino del Paese, bisogna accelerare l'entrata a regime delle riforme del sistema pensionistico già approvate (con l'applicazione generalizzata del sistema contributivo e l'innalzamento dell'età per accedere alla pensione in base alle migliori aspettative di vita) e varare al più presto misure di sostegno per i giovani - in particolare per le donne - compensandole mediante aumenti della pressione fiscale su consumi e patrimoni. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Astore e Molinari).