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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 620 del 11/10/2011


FERRANTE, DELLA SETA - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, per i beni e le attività culturali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

negli anni immediatamente successivi all'unità d'Italia, compresi tra il 1885 e il 1892, sia sul versante peloritano che su quello aspromontano dello stretto di Messina, furono edificate, a sua difesa, 24 fortezze o batterie per il posizionamento della cosiddetta "artiglieria da costa". L'area era considerata, infatti, uno degli elementi nodali della nuova difesa nazionale oltre a punto nevralgico della navigazione commerciale nel Mediterraneo. Le 24 batterie da costa, denominate "forti umbertini" in riferimento all'epoca ed al sovrano allora regnante, furono ideate e progettate dal generale Mezzacapo, allora Ministro della guerra, nell'ambito del primo programma nazionale di difesa dei nuovi confini e costituiscono un caso forse unico di sistema fortificato con artiglieria in posizione, anche se in seguito non ebbero un determinante impiego militare, se si esclude l'utilizzazione con l'installazione di artiglierie contraeree durante il secondo conflitto mondiale;

le funzioni militari di tali batterie da costa permasero fino alla fine degli anni '60, anche se dopo il secondo conflitto mondiale la funzione prevalente non fu più quella difensiva bensì di deposito munizioni e siti dove far svolgere parte delle attività al personale militare in servizio obbligatorio di leva. Dai primi anni '70 tali batterie, ormai ex depositi munizioni, furono di fatto totalmente abbandonate e divennero oggetto, negli anni a seguire, di numerosi atti vandalici, furti ed utilizzate impropriamente anche quali discariche abusive;

all'inizio degli anni '80 un gruppo di ambientalisti iniziò una difficile battaglia per difendere falchi e cicogne che venivano illegalmente uccisi a migliaia, ogni primavera, sulle coste calabresi e siciliane dello stretto di Messina. I volontari erano giovani e meno giovani provenienti da molte città d'Italia e da Paesi quali Germania, Inghilterra, Svezia, Francia, Tunisia. I primi anni furono caratterizzati da numerose aggressioni contro i volontari ma ciò, invece di intimorire, contribuì a rafforzare la determinazione di queste persone per cambiare una tradizione locale sbagliata e cruenta, che causava un enorme danno al patrimonio naturale internazionale ed all'immagine dell'Italia;

nel corso delle attività a difesa dei migratori e della natura emerse che una delle batterie da costa ormai abbandonate, presente sul lato calabrese dello stretto, ed esattamente l'ex deposito munizioni di Matiniti inferiore (foglio 04 particella A, comune di Campo Calabro, provincia di Reggio Calabria), si trovava nella collocazione migliore per l'osservazione e la difesa dei migratori e fu subito pensato dai volontari di far nascere proprio lì un centro internazionale a difesa dei migratori;

è importante evidenziare che nel 1989 fu avanzata formale richiesta al Ministero della difesa (allora titolare del bene) dal responsabile di Legambiente dei campi internazionali per lo studio e la difesa dei migratori, per l'utilizzo temporaneo dell'ex deposito munizioni di Matiniti inferiore e, contestualmente, inviata ulteriore lettera al Presidente della Repubblica affinché volesse avviare l'iter per la dismissione del bene (allora patrimonio indisponibile dello Stato) al fine di consentire la realizzazione di tali auspici internazionali a difesa e studio della migrazione tramite l'attivazione di regolare concessione pluriennale per l'utilizzo del compendio in questione;

a seguito di numerosi incontri illustrativi circa il valore e il significato acquisito a livello internazionale dall'ex deposito munizioni di Matiniti inferiore, nel 1994 venne emanato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Presidente della Repubblica che restituì il bene all'Agenzia del demanio;

nello stesso anno, il suddetto responsabile, a nome dei numerosi attivisti di differenti Paesi europei, avanzò la formale richiesta di concessione al Ministero della difesa (che continuò, di fatto, a gestire il bene fino al 1999) e all'Agenzia del demanio per ottenere in regolare concessione l'ex deposito munizioni di Matiniti inferiore. Nel 1996, al fine di dare continuità e regolarità all'impegno nato in Calabria, fu istituita la fondazione Mediterranea Falchi Onlus, ente morale riconosciuto con deliberazione della Giunta regionale n. 6924 pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 22 del 1° marzo 1997, al preciso scopo di migliorare le conoscenze sulla migrazione, incentivare una maggiore attenzione delle istituzioni verso questo importante fenomeno naturale e avviare i lavori per la realizzazione del Centro internazionale per la difesa e lo studio della migrazione;

negli anni dal 1996 al 2000 fu ottenuta dalla fondazione Mediterranea Falchi Onlus la concessione temporanea, relativa al periodo primaverile, per l'utilizzo dell'ex deposito munizioni di Matiniti inferiore al fine della raccolta dati sulla migrazione e per realizzare la "festa della migrazione", attività di informazione e sensibilizzazione rivolta alle scolaresche di ogni ordine e grado della Calabria. Alla fine dell'anno 2001 la fondazione ottenne la concessione pluriennale del bene in questione, stipulando con l'Agenzia del demanio regolare contratto sessennale, rinnovabile, scaduto al 31 dicembre 2007 e non rinnovato dall'Agenzia esclusivamente poiché, nel frattempo, era avvenuto il passaggio del bene alla Patrimonio dello Stato SpA del Ministero dell'economia e delle finanze;

con l'approvazione del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, venne istituita la società per azioni denominata "Patrimonio dello Stato SpA" per la valorizzazione, gestione ed alienazione del patrimonio dello Stato, nel rispetto dei requisiti e delle finalità propri dei beni pubblici e secondo gli artt. 823 e 829 del codice civile. Con successivi decreti furono trasferiti alla società numerosi beni tra cui l'ex deposito munizioni di Matiniti inferiore;

coerentemente con quanto previsto nel contratto stipulato con l'Agenzia del demanio ed alla storia dell'ex deposito munizioni, la fondazione ha investito gran parte delle energie e delle risorse economiche per consentire la massima valorizzazione e fruizione del bene, sebbene in un arco temporale limitato, accogliendo migliaia di studenti delle scuole calabresi, centinaia di giovani scout, campi di volontariato nazionali ed internazionali, organizzando e realizzando regolarmente il monitoraggio della migrazione pre-nuziale e post-nuziale dei rapaci e delle cicogne sul versante calabrese dello stretto, in sinergia con altre associazioni ambientaliste italiane e straniere, così come con le istituzioni locali, a partire dal Comune di Campo Calabro, dall'ente Parco nazionale dell'Aspromonte e dall'amministrazione provinciale di Reggio Calabria;

la comunità internazionale di cittadini italiani e stranieri coinvolti dalla fondazione ha contribuito e partecipato alla cura e tutela del patrimonio in questione, estendendo il grande impegno per la difesa del patrimonio naturale, quello dei migratori in particolare, anche a sentimenti di adozione e attenzione verso l'ex deposito munizioni di Matiniti inferiore ed impegnandosi per farne il Centro permanente per il monitoraggio e la ricerca sulla migrazione tra i continenti africano ed europeo e luogo d'eccellenza per la sensibilizzazione e l'educazione verso le tematiche ambientali;

la struttura militare costituita da questa batteria da costa, grazie a questo impegno internazionale, è stata quindi trasformata, nella percezione nazionale e locale, da luogo di guerra in luogo a difesa dei valori della vita e di diffusione della cultura, quale imprescindibile elemento per la corretta tutela e valorizzazione del patrimonio naturale, monumentale e culturale, reinserendo nel contesto urbano e sociale di riferimento l'ex deposito munizioni di Matiniti inferiore e utilizzandolo per scopi fortemente sentiti e vicini ai crescenti fabbisogni della collettività nazionale;

dal 2007, anno in cui è terminata la concessione del bene da parte dell'Agenzia del demanio, la fondazione Mediterranea Falchi Onlus ha continuato a pagare annualmente quanto richiesto dalla Patrimonio dello Stato SpA e, contestualmente, avanzato nuova formale richiesta al Ministero dell'economia per poter beneficiare dell'indispensabile continuità per la conservazione, valorizzazione e fruizione del bene in coerenza con gli scopi dichiarati ed evidenziando, nel contempo, l'impegno e gli investimenti privati effettuati dalla fondazione negli anni e che ammontavano a oltre 450.000 euro. Negli anni dal 2008 al 2010, inoltre, è stata organizzata un'iniziativa nazionale presso l'ex deposito munizioni, il festival per la pace e la sostenibilità denominato "Castelli di Pace", costruendo nuovi momenti di crescita e di partecipazione locale;

la fondazione ha quindi lavorato con estremo impegno per far passare questo bene dall'abbandono e dall'incuria alla conservazione, fruizione e valorizzazione "dolce", senza alcun stravolgimento, adoperandosi anche per sottrarlo a numerosi rischi di distruzione, come sarebbe potuto accadere a seguito dell'iniziale scelta operata nell'ambito dei lavori di ammodernamento dell'autostrada A3, tratto Gioia Tauro-Scilla, che aveva previsto di realizzarvi un'enorme discarica di inerti o difendendo attivamente l'area dai numerosi incendi dolosi, puntualmente accesi ogni anno nel periodo estivo. Contestualmente, di fatto, il personale della fondazione ha operato una vera e propria custodia del bene impedendo quanto invece avvenuto negli altri analoghi e limitrofi ex depositi munizioni, ancor oggi in stato di totale abbandono, oggetto di danneggiamenti e utilizzati anche quali discariche abusive;

l'ex deposito munizioni di Matiniti inferiore è oggi situato al centro della zona di protezione speciale codice IT9350300 denominata "Costa viola" ed istituita, sulla base dei dati e degli studi condotti durante i campi internazionali sulla migrazione, dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare nel rispetto della direttiva 2009/147/CEE del Parlamento europeo e del Consiglio proprio la difesa dell'importante fenomeno naturale della migrazione che interessa questo tratto di costa e relativo entroterra;

i beni demaniali trasferiti alla Patrimonio dello Stato SpA, tra cui anche l'ex deposito munizioni di Matiniti inferiore, costituiscono un patrimonio separato oggetto soltanto di gestione e valorizzazione da parte della società medesima, ma mai di alienazione con divieto di utilizzo a titolo di garanzia per operazioni di cartolarizzazione;

attraverso il decreto 29 ottobre 2010 del Ministero dell'economia "Riacquisizione in proprietà dello Stato di immobili trasferiti alla Patrimonio dello Stato S.p.A.", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2010 sono stati già opportunamente riacquisiti diversi beni alla disponibilità dello Stato;

è importante evidenziare che all'art. 33, comma 8, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, si è previsto che, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del citato decreto, la Patrimonio dello Stato SpA venga sciolta e posta in liquidazione con le modalità previste dal codice civile. Fino all'approvazione della legge 15 luglio 2011, n. 111, atto legislativo che, a distanza di quasi 10 anni dall'istituzione della Patrimonio dello Stato SpA, con la liquidazione ne ha congelato ogni ulteriore iniziativa, non risulta sia stato possibile, ai sensi di legge, conseguire altro tipo di valorizzazione o alienazione del compendio immobiliare in questione ad essa trasferito dallo Stato;

il comma 1 dell'articolo 65 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, prevede, tra l'altro, che all'Agenzia del demanio è attribuita l'amministrazione dei beni immobili dello Stato, con il compito di razionalizzarne e valorizzarne l'impiego;

la riacquisizione dell'ex deposito munizioni di Matiniti inferiore non determinerebbe alcun rilevante effetto in termini economici dato che l'entità dell'effetto derivante dalla retrocessione allo Stato dell'immobile in esame non risulta comunque tale da riflettersi in termini significativi in ordine al livello di patrimonializzazione. È invece altresì internazionalmente nota l'importanza che il compendio su indicato continui ad essere destinato alla fondazione Mediterranea Falchi Onlus, nel quadro giuridico che lo caratterizza, coerentemente con gli obiettivi e le finalità pubbliche di difesa dell'ambiente e della natura,

si chiede di conoscere:

se, a quanto risulta ai Ministri in indirizzo, per il bene in premessa, che assume particolare rilievo nel 150° anniversario dell'Unità d'Italia, iscritto tra quelli trasferiti alla Patrimonio dello Stato SpA, sia stata prevista, a seguito dell'articolo 33, comma 8, del citato decreto-legge n. 98 del 2011, la riacquisizione allo Stato e per esso all'Agenzia del demanio nel caso in cui ciò non fosse già avvenuto;

se i Ministri in indirizzo, nel caso in cui non fossero stati a conoscenza dello speciale e meritorio impegno civico, intendano adoperarsi per consentirne la piena continuità, determinando la concessione alla fondazione Mediterranea Falchi Onlus, in virtù dell'impegno ampiamente e costantemente profuso in tanti anni a difesa, tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale in questione, ed in considerazione della rilevante e positiva vetrina internazionale offerta da tale interazione pubblico-privato, dell'ex deposito munizioni di Matiniti inferiore (foglio 04 particella A, comune di Campo Calabro, provincia di Reggio Calabria);

se sia stato mai realizzato un monitoraggio dei beni demaniali trasferiti alla Patrimonio dello Stato SpA, che svolgono una funzione sociale ma con poca rilevanza economica, e sulla loro attuale posizione, e in caso affermativo se non ritengano opportuno renderlo pubblico.

(4-06048)