da notizie di stampa si apprende che nel nuovo piano industriale di Alenia aeronautica SpA, società specializzata nella produzione di velivoli e sistemi aeronautici civili e militari, sarebbe stata prevista la fusione per incorporazione con Alenia Aermacchi e la chiusura di alcune importanti sedi come quella di Venezia e Casoria (Napoli) e di quelle capitoline di via Campania e via Bona;
inoltre, risulterebbe confermata la decisione di procedere al trasferimento del personale attualmente impiegato presso le suddette sedi romane nelle sedi produttive di Caselle (Torino), e di Pomigliano d'Arco (Napoli);
considerato che:
le profonde modifiche previste dal nuovo piano aziendale sono, di tutta evidenza, gravi ed inaccettabili e, qualora dovessero realizzarsi, pregiudicherebbero anche in modo irreversibile le condizioni economiche ed occupazionali proprio di quelle aree del nostro Paese che l'attuale crisi economica ha ulteriormente indebolito;
in particolare, desta profondo sconcerto la prevista chiusura delle sedi romane di Alenia, fiore all'occhiello dell'economia laziale, e soprattutto risulta inaccettabile il previsto decentramento di queste e, dunque, del personale che ivi opera, verso sedi produttive del Nord Italia;
è evidente che anche le scelte operate dall'azienda del gruppo Finmeccanica sono perfettamente in linea con l'evidente tentativo del Governo in carica di privilegiare l'economia di una parte del nostro Paese a detrimento di quella del Centro-Sud, cosa non più tollerabile;
la massiccia partecipazione dei lavoratori Alenia alla manifestazione e allo sciopero del 3 ottobre 2011 ha messo in evidenza il profondo disagio e la forte preoccupazione che costoro nutrono per il loro futuro e per quello delle loro famiglie,
si chiede di conoscere:
quali siano le valutazioni del Governo in merito al nuovo piano industriale di Alenia aeronautica SpA e, in particolare, come valuti la decisione di procedere alla chiusura dei due siti capitolini, ovvero di una delle eccellenze dell'apparato industria laziale;
se sia a conoscenza dei reali motivi che abbiano spinto il colosso di Finmeccanica ad adottare tale decisione e se abbia valutato le pesanti ricadute in termini economici ed occupazionali, che questa produrrebbe qualora si verificasse, in termini economico-occupazionali, sull'intero territorio laziale;
se, pertanto, i Ministri in indirizzo non ritengano di attivarsi, ciascuno per quanto di competenza, per adottare ogni misura idonea ad impedire la prevista chiusura delle sedi capitoline di Alenia aeronautica SpA;
quali urgenti iniziative si intenda mettere in campo per salvaguardare i posti di lavoro dei tanti lavoratori che attualmente prestano la loro attività presso le sedi Alenia presenti nella capitale, anche in considerazione della professionalità e qualificazione raggiunta dagli stessi e delle ricadute negative che l'eventuale trasferimento di tali sedi avrebbe sull'economia del Lazio;
se, a fronte di tale grave situazione, non si ravvisi la necessità di attivare urgentemente un tavolo istituzionale tra Governo, Regioni e i vari soggetti interessati al fine di individuare le misure strutturali idonee a limitare gli effetti negativi sul piano occupazionale.
(3-02430)