Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 610 del 27/09/2011


CAGNIN (LNP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CAGNIN (LNP). Signor Ministro, tutti i giornali ne danno notizia. Salvuccio, il terzo figlio dell'ex numero uno di Cosa nostra, Totò Riina, il 2 ottobre prossimo finirà di scontare la pena di 8 anni e 10 mesi di carcere, inflittagli per associazione mafiosa, e, ancorché gravato dalla misura di sicurezza e libertà vigilata, intende stabilirsi in Veneto, precisamente a Padova.

La notizia sta mettendo in apprensione tutti noi padovani, tutti noi veneti. (Commenti del senatore Fleres). Tranquillo! Noi siamo memori di tutti i mafiosi che abbiamo ricevuto in passato con il tanto triste provvedimento del soggiorno obbligato: quei mafiosi che hanno poi fatto scuola ai nostri criminali (pensiamo a Felice Maniero).

Occorre ricordare che questo signore non si è mai pentito né tanto meno ha mai rinnegato le sue origini, la sua attività mafiosa all'interno dell'organizzazione del padre, incontrastato numero uno. Il suo passato aleggia pesante attorno a lui, e pensiamo che Padova non possa essere, per le sue dimensioni, le sue caratteristiche e i suoi problemi, il posto giusto per l'inserimento nella società del signor Riina.

Signor Ministro, confidiamo in un suo intervento. Noi senatori della Lega Nord siamo sempre stati impegnati in prima linea nella lotta contro la mafia e i malfattori. Signor Ministro, se Riina arriverà, ci saremo anche noi, con le nostre fiaccolate, a difendere il nostro territorio, il nostro Paese, la nostra gente, come già accaduto in passato, perché noi con la mafia non abbiamo mai avuto a che fare e abbiamo già dato troppo. Riina e la mafia in genere non fanno parte della nostra cultura.

Per questo confidiamo in un suo intervento volto a convincere il signor Riina che da noi non si può stare e a non attuare il suo intento. (Applausi dal Gruppo LNP).