PRESIDENTE. Passa alle votazioni.
CENTARO (CN-Io Sud-FS). Attraverso la proposta di risoluzione n. 1 (testo 2), il Gruppo CN-Io Sud-FS approverà le comunicazioni del Ministro della giustizia, ritenendole obiettive, puntuali ed oneste; esse hanno descritto una situazione ardua, complicata da diversi fattori, tra cui il difficile avvio del piano carceri e una complessiva scarsità di risorse. Il sistema carcerario è una parte essenziale del sistema della giustizia italiano; esso non deve avere solo una funzione punitiva, ma anche rieducativa e di reinserimento, altrimenti rischia di generare ulteriore criminalità. È necessaria pertanto una riforma strutturale del sistema, evitando soluzioni tampone quali l'amnistia e l'indulto, che mandano un messaggio negativo all'opinione pubblica e consentono ai criminali di tornare a delinquere. È opportuno invece procedere ad una depenalizzazione dei reati minori che non destano particolare allarme sociale, ad una riforma del rito direttissimo e della custodia cautelare, che deve rappresentare solo l'extrema ratio, ad un'estensione dell'impiego della videoconferenza nei processi, alleggerendo i pesanti oneri per le traduzioni dei detenuti, e alla stipula di accordi bilaterali al fine di consentire ai detenuti stranieri di scontare la pena nei loro Paesi. È necessario inoltre rafforzare gli organici della Polizia penitenziaria, promuovere la realizzazione di nuovi istituti e di nuovi posti, garantire ai detenuti il diritto ad un'assistenza sanitaria adeguata ed incentivare il ricorso a forme di pena alternative, quali lo svolgimento di lavori di utilità sociale. (Applausi dai Gruppi CN-Io Sud-FS e PdL).
BRUNO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). L'attuale difficile situazione economica pone un limite evidente all'impegno del Ministro della giustizia di stanziare risorse certe in tempi definiti per il sistema penitenziario, considerando quanto poco è riuscito a fare il precedente Ministro in un contesto ben più favorevole; si tratterà probabilmente delle ennesime promesse non mantenute da parte del Governo. Non si comprendono inoltre i motivi per i quali il Ministro non è favorevole all'adozione di tecniche quali il leasing o il project financing nella costruzione di nuove carceri. Per quanto riguarda invece la permuta di edifici, andranno attentamente valutate insieme ai Comuni le delicate questioni relative ai modelli di urbanistica penitenziaria. Accoglie le richieste del Ministro della giustizia relative alla riformulazione della proposta di risoluzione n. 4 (v. testo 3 nell'Allegato A), mentre annuncia il voto contrario del Gruppo sulla proposta di risoluzione n. 1 (testo 2), ritenendo in particolare che debbano essere meglio esaminate le questioni relative all'impiego delle videoconferenze nei processi. (Applausi dal Gruppo Per il Terzo Polo: ApI-FLI).
SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). L'intervento in replica del Ministro della giustizia è stato apprezzabile sotto diversi aspetti, in quanto ha sottolineato la gravità della situazione delle carceri ed ha inserito il problema nell'ambito di una riforma globale della giustizia. Tuttavia le ottime idee del Ministro, meritevoli di una collaborazione costruttiva da parte del Parlamento, difficilmente riusciranno ad essere realizzate, soprattutto a causa dei problemi economici. La proposta di risoluzione n. 1 (testo 2) è nel complesso condivisibile, anche se andrebbe specificato che il ricorso alle videoconferenze nei processi deve essere facoltativo, mentre l'amnistia e l'indulto non appaiono in questo momento una soluzione convincente, considerando che l'ultima legge di indulto non ha prodotto i risultati attesi. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI).
LI GOTTI (IdV). Sebbene siano condivisibili alcune delle proposte avanzate dal ministro Palma, come quella di ridurre le traduzioni tenendo in carcere le udienze di convalida, il fallimento del centrodestra nel settore della giustizia non può essere taciuto: negli ultimi tre anni le risorse sono state progressivamente ridotte e i problemi del sistema penale e del sistema carcerario si sono aggravati. Mentre i disegni di legge che contengono misure ragionevoli ed efficaci pendono da lungo tempo all'esame delle Commissioni competenti, il Parlamento è stato impegnato nell'approvazione di provvedimenti volti a tutelare gli interessi personali del Presidente del Consiglio. L'estensione della misura cautelare in carcere, causa prima del sovraffollamento delle carceri, non è imputabile alle opposizioni: si tratta di una scelta politica della maggioranza che pretende di rispondere al bisogno di sicurezza dei cittadini con la detenzione preventiva anziché con la celebrazione dei processi e la definizione di sentenze di condanna. Quanto, infine, alla spesa elevata per le intercettazioni, la vicenda nasconde aspetti non chiari, se è vero che il costo del noleggio delle apparecchiature risulta sei volte superiore a quello dell'acquisto ed i prezzi delle intercettazioni differiscono enormemente da tribunale a tribunale. (Applausi dal Gruppo IdV. Congratulazioni. Commenti dai Gruppi PdL e LNP).
DIVINA (LNP). L'ordinamento italiano non fa sistema: ogni organo invoca autonomia nell'interpretazione delle norme e può accadere che la magistratura ordini la scarcerazione di persone arrestate dalle Forze dell'ordine. Nonostante l'approvazione del giusto processo, la magistratura continua a non rispondere del proprio operato e, in alcune circostanze, si mostra interessata ai riflettori dei media più che ai fascicoli processuali. La relazione del Ministro della giustizia conferma che l'immigrazione ha conseguenze sulla sicurezza: il settanta per cento della popolazione carceraria è costituita da stranieri irregolari. Per arginare il fenomeno del sovraffollamento occorre dunque bloccare i flussi di immigrazione clandestina. La Lega Nord, che ha approvato la delega per la semplificazione dei riti e l'arresto domiciliare nell'ultimo anno di pena, è contraria a provvedimenti di amnistia e indulto che trasmettono segnali negativi all'opinione pubblica e non risolvono alcun problema: è più utile costruire nuovi padiglioni carcerari. Infine, l'obbligo del lavoro per i detenuti potrebbe costituire una garanzia di rieducazione e di reinserimento del condannato. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
FINOCCHIARO (PD). Il tema del carcere ha un forte impatto emotivo e simbolico sull'opinione pubblica: una classe dirigente autorevole e responsabile non dovrebbe strumentalizzarlo a fini propagandistici, ma dovrebbe mantenere un atteggiamento razionale e riformista. Il Gruppo è contrario a ipotesi di amnistia e indulto non per ragioni di principio ma perché non sussistono le condizioni politiche per discutere misure di clemenza e perché ritiene necessario invece cambiare l'indirizzo di politica criminale scelto dalla maggioranza, che utilizza la sanzione in chiave ideologica. Il tema della condizione carceraria non può essere affrontato, infatti, prescindendo dal diritto processuale e penale: all'origine del sovraffollamento degli istituti penitenziari vi è una politica securitaria che decide di sanzionare penalmente comportamenti sociali ritenuti devianti, come il soggiorno irregolare nello Stato, o di estendere l'uso della carcerazione preventiva, senza peraltro stanziare risorse per la giustizia, quando alcune delle proposte che sembrano trovare particolare favore in una componente della maggioranza, come il lavoro obbligatorio per i carcerati, sono molto costose. In conclusione, chiede al ministro Palma di riferire al Parlamento in ordine al piano carceri, chiarendo quali procedure di gara abbiano derogato alle norme sugli appalti pubblici, quali imprese operino nel settore e di quantificare il costo giornaliero di ciascun detenuto. Sollecita, infine, la previsione di una sessione di lavoro da dedicare alle scelte di politica criminale capaci di incidere sulla condizione carceraria. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi).
BONINO (PD). Il dibattito che si è svoltosi, non è stato all'altezza dell'accorato appello del Capo dello Stato sulla gravità dell'emergenza carceraria italiana. È inoltre criticabile la decisione del Ministro di esprimere parere contrario sull'intera proposta di risoluzione n. 5, anche sulle premesse che contengono considerazioni avanzate dallo stesso Ministro e dati oggettivi e inconfutabili. Evidenziando la disattenzione dei media nei confronti delle iniziative parlamentari in materia di carceri, chiede dunque all'Assemblea di votare a favore della proposta di risoluzione n. 5, che impegna il Governo ad attivarsi affinché venga assicurata ai cittadini un'informazione adeguata sullo stato della giustizia e delle carceri, organizzando dibattiti e approfondimenti televisivi. A proposito del tema dell'afflittività della pena, che è stato più volte sollevato nel corso del dibattito, va infine ricordato che tale afflizione consiste nel privare il reo della propria libertà, senza arrivare a conculcarne la dignità. (Applausi dai Gruppi PD e CN-Io Sud-FS e del senatore Pardi).
Presidenza della vice presidente BONINO
MUGNAI (PdL). Invita a votare a favore della proposta di risoluzione n. 1 (testo 2), che approvando le comunicazioni del Ministro ne sottolinea e ne rafforza gli impegni e il percorso riformatore. Occorre infatti ribadire la necessità che gli istituti penitenziari garantiscano la certezza dell'espiazione della pena, assicurando al loro interno ordine, efficienza e tutela della salute dei detenuti e degli operatori carcerari. Va quindi apprezzata l'intenzione del Ministro di rendere più efficiente l'utilizzo delle risorse umane all'interno della Polizia penitenziaria e sono positive le notizie relative alla creazione di nuovi padiglioni carcerari entro il 2012, in attuazione del piano carceri, la realizzazione di nuovi istituti a custodia attenuata e il programma di nuove assunzioni, sul quale è in corso un confronto con il Ministero dell'economia. Concorda inoltre con la necessità di una revisione della normativa sulla custodia cautelare, che deve essere utilizzata solo in casi estremi e non può costituire in alcun modo un'anticipazione della pena o uno strumento correttivo. Va inoltre escluso il ricorso a nuove misure di amnistia e indulto, che non sarebbero supportate dal consenso sociale e che in passato non hanno prodotto gli effetti auspicati, mentre vanno rivisti e ampliati i meccanismi di detenzione domiciliare. Alla luce della significativa presenza in carceri di immigrati irregolari, occorre infine rendere più efficaci le relative procedure di rimpatrio. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).
PALMA, ministro della giustizia. Conferma il parere contrario sul sedicesimo capoverso della parte dispositiva della proposta di risoluzione n. 3 (testo corretto) ed evidenzia che il parere contrario sulla proposta di risoluzione n. 5 deriva dal fatto che l'impegno richiesto non rientra tra le prerogative del Governo. (Commenti dal Gruppo PD e del senatore Pardi).
Il Senato approva la proposta di risoluzione n. 1 (testo 2).
INCOSTANTE(PD). Chiede chiarimenti in merito al parere del Governo sulla proposta di risoluzione n. 2 (testo 2).
PALMA, ministro della giustizia. È disposto ad esprimere parere positivo sul quinto e sull'undicesimo capoverso del dispositivo della proposta di risoluzione n. 2 (testo 2), purché vengano accettate delle riformulazioni (v. Resoconto stenografico).
LEGNINI (PD). Non accetta le riformulazioni proposte. (Applausi dal Gruppo PdL. Commenti del senatore Asciutti).
Con votazione per parti separate, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva i capoversi primo, terzo, quarto, settimo, decimo e undicesimo del dispositivo della proposta di risoluzione n. 2 (testo 2). Risultano respinte le restanti parti della stessa proposta di risoluzione.
BELISARIO (IdV). Non accetta le proposte di modifica avanzate dal Ministro della giustizia e chiede che venga posta ai voti la proposta di risoluzione n. 3 (testo corretto) nella sua interezza. (Commenti ironici dai banchi della maggioranza).
Risultano respinte la proposta di risoluzione n. 3 (testo corretto) e le premesse della proposta di risoluzione n. 4 (testo 3).
Il Senato approva il dispositivo della proposta di risoluzione n. 4 (testo 3).
Risulta respinta la proposta di risoluzione n. 5.
SACCOMANNO (PdL). Accoglie la modifica proposta da ministro al testo della risoluzione n. 6 (testo 2) (v. testo 3 nell'Allegato A).
Il Senato approva la proposta di risoluzione n. 6 (testo 3).