Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 610 del 27/09/2011


RESOCONTO SOMMARIO

Presidenza del vice presidente NANIA

La seduta inizia alle ore 16,33.

Il Senato approva il processo verbale della seduta pomeridiana del 22 settembre .

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B ai Resoconti della seduta.

Avverte che dalle ore 16,34 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Richiesta di dichiarazione d'urgenza, ai sensi dell'articolo 77, comma 1, del Regolamento, per il disegno di legge n. 2891

BELISARIO (IdV). Ai sensi dell'articolo 77, comma 1 del Regolamento, chiede che sia dichiarata l'urgenza del disegno di legge costituzionale n. 2891 sulla riduzione del numero dei parlamentari. (Applausi dal Gruppo IdV).

PRESIDENTE. Ai sensi del Regolamento, la richiesta sarà discussa e votata nella seduta antimeridiana di domani.

Calendario dei lavori dell'Assemblea

Parlamento in seduta comune, convocazione

PRESIDENTE. Comunica le determinazioni assunte dalla Conferenza dei Capigruppo ad integrazione del programma dei lavori ed in ordine al calendario dei lavori dell'Assemblea per il periodo fino al 7 ottobre. (v. Resoconto stenografico). Il Parlamento in seduta comune è convocato martedì 4 ottobre, alle ore 15, per 1'elezione di un giudice della Corte costituzionale e di un componente del Consiglio superiore della magistratura.

Seguito della discussione sulle comunicazioni del Ministro della giustizia sul sistema carcerario e sui problemi della giustizia (Richiesta avanzata ai sensi dell'articolo 62, secondo comma, della Costituzione)

Approvazione delle proposte di risoluzione nn. 1 (testo 2) e 6 (testo 3), nonché del primo, terzo, quarto, settimo, decimo e undicesimo capoverso del dispositivo della proposta di risoluzione n. 2 (testo 2) e del dispositivo della proposta di risoluzione n. 4 (testo 3). Reiezione delle proposte di risoluzione nn. 3 (testo corretto) e 5, nonché della parte motiva e del secondo, quinto, sesto, ottavo, nono, dodicesimo, tredicesimo, quattordicesimo e quindicesimo capoverso della proposta di risoluzione n. 2 (testo 2) e della parte motiva della proposta di risoluzione n. 4 (testo 3)

PRESIDENTE. Riprende la discussione, interrotta nella seduta pomeridiana del 21 settembre.

GARAVAGLIA Mariapia (PD). Il ricorso eccessivo alla carcerazione preventiva, la detenzione impropria per reati di immigrazione, le restrizioni previste per le misure alternative sono le cause principali del sovraffollamento delle carceri. Per rendere più civile l'organizzazione carceraria, per umanizzare le strutture e le procedure occorre anzitutto valorizzare il ruolo dei volontari, i quali assicurano quel legame con la comunità che è precondizione della rieducazione del condannato, e garantire una migliore assistenza sanitaria in modo particolare in campo psichiatrico. Sebbene la legge disciplini espressamente il diritto dei detenuti all'erogazione di prestazioni sanitarie, fissando obiettivi di salute e prevenzione e livelli essenziali di assistenza, il passaggio dalla medicina penitenziaria al Servizio sanitario nazionale ha evidenziato diverse aree critiche, tra cui le prestazioni di base e specialistiche, la cura dei disturbi mentali e delle malattie infettive. I presidi sanitari sono insufficienti e inadeguati e i centri clinici penitenziari dovrebbero essere valorizzati. Le strategie per migliorare la situazione presuppongono una valutazione clinica e prognostica dei reclusi che siano affidati ai distretti di salute mentale o internati in ospedali psichiatrici giudiziari. Occorre inoltre attivare un coordinamento con la magistratura inquirente e di sorveglianza per la programmazione concordata di percorsi alternativi, tenendo conto del fatto che un numero crescente di senza dimora trova una risposta residenziale e contenitiva tramite la psichiatrizzazione giudiziaria e la collocazione negli ospedali psichiatrici giudiziari. (Applausi dal Gruppo PD).

BENEDETTI VALENTINI (PdL). Con lucidità e realismo il ministro Palma ha descritto le difficoltà del sistema carcerario; ha indicato un ambizioso progetto di riduzione delle traduzioni, che presuppone il potenziamento degli strumenti telematici; ha espresso valutazioni equilibrate in tema di riorganizzazione degli uffici, tutela della privacy e circoscrizioni giudiziarie. La finalità rieducativa della pena è inconcepibile in assenza di spazi, strutture, condizioni igienico-sanitarie adeguati. Se si concorda con l'analisi del Ministro della giustizia, bisogna adoperarsi coerentemente affinché i tagli all'Amministrazione centrale dello Stato non colpiscano il suo Dicastero. Le riforme legislative, il potenziamento degli organici, gli interventi amministrativi per decongestionare le carceri, tra cui la valorizzazione di strutture di ricovero intermedio da collocare presso piccoli ospedali, richiedono infatti adeguati stanziamenti. Gli uffici di sorveglianza, ad esempio, non devono subire ridimensionamenti, svolgendo un ruolo essenziale nella valutazione della pericolosità sociale del detenuto, condizione basilare per differenziare il regime di restrizione della libertà personale. Il problema del sovraffollamento non può essere affrontato con provvedimenti di amnistia e indulto, che non tengono in adeguata considerazione le vittime dei reati e sono privi di carattere strutturale. Il principio di umanità del trattamento penitenziario va coniugato con quello dell'effettività della pena: l'estensione delle misure alternative e la depenalizzazione non possono entrare in conflitto con principi di giustizia che sono a fondamento del patto di convivenza civile. (Applausi dal Gruppo PdL).

POLI BORTONE (CN-Io Sud-FS). Il sovraffollamento delle carceri, come evidenziato anche dall'alto monito del cardinale Bagnasco, rende impossibile un'efficace azione di formazione e di rieducazione dei detenuti. Ricordando la propria esperienza di amministratrice, evidenzia dunque l'importanza di favorire il reinserimento degli ex carcerati, stimolando il lavoro delle cooperative sociali e creando apposite convenzioni e borse di lavoro. Va dunque criticata la riduzione dei fondi per la formazione negli istituti di pena italiani: si dovrebbero invece costituire dei cantieri da affidare ai detenuti, per recuperare le vecchie caserme o i tanti immobili pubblici in condizioni di degrado. La necessità di costruire nuove carceri testimonia dunque il fallimento dell'attuale politica in materia di sicurezza e di giustizia: occorrono invece maggiore sensibilità e senso di umanità e un'azione tesa ad incrementare la formazione e il reinserimento degli ex detenuti. E' lodevole la costante azione del Partito radicale, volta a tenere sempre desta l'attenzione sulla grave emergenza carceraria. (Applausi dai Gruppo CN-Io Sud-FS, PdL e PD).

MAZZATORTA (LNP). Occorre discutere in modo franco sull'opportunità di riformare l'ordinamento penitenziario, fondato sul mito ideologico della risocializzazione del detenuto, ribadendo la necessaria funzione afflittiva della pena, utile alla rieducazione del condannato. Vanno pertanto rigettate le ipotesi di nuovi provvedimenti generalizzati di clemenza, che si sono rivelati controproducenti, e va ribadita la temporaneità della norma che prevede la detenzione domiciliare per i residui di pena inferiori ad un anno, emanata in attesa della piena attuazione del piano carceri. Va invece considerata positivamente l'introduzione della detenzione in carcere anche per brevi periodi, sul modello statunitense, e dello svolgimento dei lavori di pubblica utilità durante l'esecuzione della pena detentiva e non in sostituzione della stessa. Occorre inoltre restaurare la corrispondenza tra la durata della pena edittale e la pena carceraria che viene effettivamente scontata dal reo. L'affollamento delle carceri è diretta conseguenza dell'incremento dei detenuti stranieri: occorre pertanto rendere più efficaci le procedure di espulsione e disincentivare l'arrivo di criminali stranieri, evitando atteggiamenti troppo indulgenti. È apprezzabile la proposta di creare istituti a custodia attenuata per lo svolgimento delle misure cautelari, mentre è opportuno che venga applicata anche in Sicilia la riforma della sanità penitenziaria e che siano recuperate le risorse perse dall'erario a causa della sua mancata applicazione. (Applausi dal Gruppo LNP.Congratulazioni).

CASSON (PD). Il Partito Democratico ha da tempo avanzato proposte concrete per migliorare l'amministrazione della giustizia ed affrontare efficacemente l'emergenza carceraria, ma la maggioranza ha rifiutato di confrontarsi nel merito e ha continuato a proporre pessime norme in materia di giustizia, di dubbia costituzionalità e finalizzate alla salvaguardia delle esigenze processuali del Presidente del Consiglio. Per combattere l'emergenza carceraria occorre infatti depenalizzare i fatti privi di offensività sociale, modificare le norme sulla custodia cautelare, prevedere sanzioni differenziate e misure alternative al carcere, introdurre l'istituto dell'irrilevanza del fatto e modificare le normative in materia di tossicodipendenza e immigrazione. È inoltre necessario incrementare le risorse e gli organici del personale addetto alla giustizia e alle carceri ed intervenire sulla logistica carceraria. Se l'opposizione ha proposto con coerenza una serie di interventi concreti da mettere in atto, la maggioranza appare profondamente disomogenea al suo interno e incapace di una visione chiara ed efficace su come risolvere l'emergenza carceraria. Chiede infine se il Ministro ha intenzione di autorizzare la magistratura italiana a procedere contro l'ex dittatore panamense Noriega, accusato dell'omicidio di un cittadino italiano. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).

BERSELLI (PdL). La giustizia italiana è afflitta dalla totale assenza della certezza della pena che, grazie a prescrizioni, ad assoluzioni del tutto discutibili e a benefici giudiziari, sui quali neanche la stessa maggioranza è voluta intervenire, consente a chi commette i reati di non scontare alcuna condanna. Allo stesso tempo, la situazione carceraria è diventata ormai insostenibile, non degna di uno Stato di diritto come quello italiano. È pertanto necessario adottare misure urgenti ma anche strutturali. Gli istituti penitenziari, ormai vecchi ed obsoleti, necessitano di interventi di ampliamento e ristrutturazione a cui devono però affiancarsi contestuali azioni di aumento degli organici e di riduzione del numero dei detenuti, in particolare di quelli in attesa di giudizio o di condanna definitiva. In tal senso, misure quali l'amnistia o l'indulto avrebbero un carattere momentaneo e rappresenterebbero solamente un'offesa per le vittime dei reati. Più organici sarebbero invece interventi di riforma del processo penale e della magistratura onoraria, oltre che di depenalizzazione dei reati minori, che darebbero maggiore stabilità al sistema e consentirebbero processi più veloci. Per attuare un simile disegno sono però necessarie maggiori risorse finanziarie. È pertanto opportuno non solo evitare tagli orizzontali e indiscriminati ma anche razionalizzare le spese interne al sistema, riducendo in particolare le risorse destinate all'abnorme mole di intercettazioni che peraltro risultano spesso inutili. (Applausi dal Gruppo PdL).

PRESIDENTE. Avverte che sono state presentate sei proposte di risoluzione (v. Allegato A).

PALMA, ministro della giustizia. Nella comunicazione al Senato, il Ministro della giustizia ha inteso indicare le uniche misure responsabili ed immediatamente applicabili per attenuare l'emergenza carceraria. In particolare, sono state formulate proposte concrete per garantire il più efficace utilizzo del personale di Polizia penitenziaria, diminuendo soprattutto l'onere delle traduzioni e dei piantonamenti; per contenere la reclusione negli ospedali psichiatrici giudiziari ai soli casi di soggetti di cui sia stata valutata la reale pericolosità sociale e comunque per un tempo collegato alla gravità del reato; per rendere cogente, salvo casi eccezionali, l'arresto domiciliare per i reati di minore gravità per i quali è previsto l'arresto facoltativo; per estendere il periodo di fine pena per il quale la legge n. 199 del 2010 prevede gli arresti domiciliari. Con riguardo al piano carceri, che deve comunque procedere contestualmente ad una riforma di lungo periodo del sistema carcerario, saranno pubblicati a breve (in ossequio al principio di trasparenza da più parti invocato) i bandi di gara per la costruzione di 19 nuovi padiglioni che saranno ultimati entro l'agosto 2013. A tale intervento di edilizia carceraria deve necessariamente accompagnarsi la costruzione di moderne carceri a bassa sicurezza in grado di impiegare meno personale di sorveglianza. Proprio con riguardo all'organico di Polizia penitenziaria, si è in attesa del placet del Ministero del tesoro per procedere all'assunzione di 1611 agenti. I dati testimoniano che il 25 per cento dei carcerati ha un lavoro, anche se si evidenziano scarse possibilità di impiego all'esterno dell'amministrazione carceraria. Il Ministro è comunque molto attento al problema, come testimoniano le verifiche di persona alle strutture carcerarie e l'ascolto diretto dei problemi dei detenuti e degli operatori carcerari. Alcune proposte emerse dal dibattito, come quella della estensione dell'istituto della messa in prova anche agli adulti incensurati, sono meritevoli di approfondimento. La causa fondamentale del sovraffollamento delle carceri resta però l'eccessivo utilizzo della custodia cautelare alla quale è necessario ricorrere secondo principi di rigore e rigidità e non in base a comportamenti repressivi di tipo etico che spesso i pubblici ministeri assumono per soddisfare le esigenze dell'opinione pubblica o per un non del tutto corretto esercizio dei loro poteri. Espresso un giudizio negativo sull'utilità e l'opportunità di strumenti di clemenza generalizzata, in ordine all'amnistia non regolamentata, di cui ha parlato la senatrice Bonino a proposito dell'elevatissimo numero di prescrizioni, ricorda la proposta di legge che intendeva affidare al legislatore ordinario l'individuazione di criteri di priorità nell'esercizio dell'azione penale aveva proprio lo scopo di rendere omogenei comportamenti che già sono codificati, per necessità, in atti organizzatori assunti dalla magistratura e che è ormai in nuce un disegno di legge di depenalizzazione dei reati minori su cui il Parlamento sarà chiamato a dare il proprio contributo, in un clima di collaborazione e proposizione da assicurare per il bene della giustizia e del mondo carcerario. Importante in tale contesto è stata l'approvazione, con il contributo dell'opposizione, della legge delega per la riforma delle circoscrizioni giudiziarie che avrà come esito ultimo una velocizzazione dei processi. (Applausi dai Gruppi PdL, LNP e CN-Io Sud-FS e dei senatori De Sena, Magistrelli, Leddi e Negri. Commenti del senatore Maritati).

Presidenza della vice presidente MAURO

PRESIDENTE. Per consentire al Ministro una più approfondita valutazione delle modifiche apportate alle proposte di risoluzione presentate sospende brevemente la seduta.

La seduta, sospesa alle ore 18,44, è ripresa alle ore 18,52.

PALMA, ministro della giustizia. Esprime parere favorevole sulla proposta di risoluzione n. 1 (testo 2); esprime altresì parere favorevole sulla proposta di risoluzione n. 6 (testo 2), a condizione che venga apportata una modifica (v. Resoconto stenografico). Esprime inoltre parere favorevole sulle proposte di risoluzione n. 2 (testo 2), n. 3 (testo corretto) e n. 4 (testo 2), a condizione che dai rispettivi testi vengano espunte le premesse e vengano modificati i dispositivi (v. Resoconto stenografico). Esprime infine parere contrario sulla proposta di risoluzione n. 5.

PRESIDENTE. Passa alle votazioni.

CENTARO (CN-Io Sud-FS). Attraverso la proposta di risoluzione n. 1 (testo 2), il Gruppo CN-Io Sud-FS approverà le comunicazioni del Ministro della giustizia, ritenendole obiettive, puntuali ed oneste; esse hanno descritto una situazione ardua, complicata da diversi fattori, tra cui il difficile avvio del piano carceri e una complessiva scarsità di risorse. Il sistema carcerario è una parte essenziale del sistema della giustizia italiano; esso non deve avere solo una funzione punitiva, ma anche rieducativa e di reinserimento, altrimenti rischia di generare ulteriore criminalità. È necessaria pertanto una riforma strutturale del sistema, evitando soluzioni tampone quali l'amnistia e l'indulto, che mandano un messaggio negativo all'opinione pubblica e consentono ai criminali di tornare a delinquere. È opportuno invece procedere ad una depenalizzazione dei reati minori che non destano particolare allarme sociale, ad una riforma del rito direttissimo e della custodia cautelare, che deve rappresentare solo l'extrema ratio, ad un'estensione dell'impiego della videoconferenza nei processi, alleggerendo i pesanti oneri per le traduzioni dei detenuti, e alla stipula di accordi bilaterali al fine di consentire ai detenuti stranieri di scontare la pena nei loro Paesi. È necessario inoltre rafforzare gli organici della Polizia penitenziaria, promuovere la realizzazione di nuovi istituti e di nuovi posti, garantire ai detenuti il diritto ad un'assistenza sanitaria adeguata ed incentivare il ricorso a forme di pena alternative, quali lo svolgimento di lavori di utilità sociale. (Applausi dai Gruppi CN-Io Sud-FS e PdL).

BRUNO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). L'attuale difficile situazione economica pone un limite evidente all'impegno del Ministro della giustizia di stanziare risorse certe in tempi definiti per il sistema penitenziario, considerando quanto poco è riuscito a fare il precedente Ministro in un contesto ben più favorevole; si tratterà probabilmente delle ennesime promesse non mantenute da parte del Governo. Non si comprendono inoltre i motivi per i quali il Ministro non è favorevole all'adozione di tecniche quali il leasing o il project financing nella costruzione di nuove carceri. Per quanto riguarda invece la permuta di edifici, andranno attentamente valutate insieme ai Comuni le delicate questioni relative ai modelli di urbanistica penitenziaria. Accoglie le richieste del Ministro della giustizia relative alla riformulazione della proposta di risoluzione n. 4 (v. testo 3 nell'Allegato A), mentre annuncia il voto contrario del Gruppo sulla proposta di risoluzione n. 1 (testo 2), ritenendo in particolare che debbano essere meglio esaminate le questioni relative all'impiego delle videoconferenze nei processi. (Applausi dal Gruppo Per il Terzo Polo: ApI-FLI).

SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). L'intervento in replica del Ministro della giustizia è stato apprezzabile sotto diversi aspetti, in quanto ha sottolineato la gravità della situazione delle carceri ed ha inserito il problema nell'ambito di una riforma globale della giustizia. Tuttavia le ottime idee del Ministro, meritevoli di una collaborazione costruttiva da parte del Parlamento, difficilmente riusciranno ad essere realizzate, soprattutto a causa dei problemi economici. La proposta di risoluzione n. 1 (testo 2) è nel complesso condivisibile, anche se andrebbe specificato che il ricorso alle videoconferenze nei processi deve essere facoltativo, mentre l'amnistia e l'indulto non appaiono in questo momento una soluzione convincente, considerando che l'ultima legge di indulto non ha prodotto i risultati attesi. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI).

LI GOTTI (IdV). Sebbene siano condivisibili alcune delle proposte avanzate dal ministro Palma, come quella di ridurre le traduzioni tenendo in carcere le udienze di convalida, il fallimento del centrodestra nel settore della giustizia non può essere taciuto: negli ultimi tre anni le risorse sono state progressivamente ridotte e i problemi del sistema penale e del sistema carcerario si sono aggravati. Mentre i disegni di legge che contengono misure ragionevoli ed efficaci pendono da lungo tempo all'esame delle Commissioni competenti, il Parlamento è stato impegnato nell'approvazione di provvedimenti volti a tutelare gli interessi personali del Presidente del Consiglio. L'estensione della misura cautelare in carcere, causa prima del sovraffollamento delle carceri, non è imputabile alle opposizioni: si tratta di una scelta politica della maggioranza che pretende di rispondere al bisogno di sicurezza dei cittadini con la detenzione preventiva anziché con la celebrazione dei processi e la definizione di sentenze di condanna. Quanto, infine, alla spesa elevata per le intercettazioni, la vicenda nasconde aspetti non chiari, se è vero che il costo del noleggio delle apparecchiature risulta sei volte superiore a quello dell'acquisto ed i prezzi delle intercettazioni differiscono enormemente da tribunale a tribunale. (Applausi dal Gruppo IdV. Congratulazioni. Commenti dai Gruppi PdL e LNP).

DIVINA (LNP). L'ordinamento italiano non fa sistema: ogni organo invoca autonomia nell'interpretazione delle norme e può accadere che la magistratura ordini la scarcerazione di persone arrestate dalle Forze dell'ordine. Nonostante l'approvazione del giusto processo, la magistratura continua a non rispondere del proprio operato e, in alcune circostanze, si mostra interessata ai riflettori dei media più che ai fascicoli processuali. La relazione del Ministro della giustizia conferma che l'immigrazione ha conseguenze sulla sicurezza: il settanta per cento della popolazione carceraria è costituita da stranieri irregolari. Per arginare il fenomeno del sovraffollamento occorre dunque bloccare i flussi di immigrazione clandestina. La Lega Nord, che ha approvato la delega per la semplificazione dei riti e l'arresto domiciliare nell'ultimo anno di pena, è contraria a provvedimenti di amnistia e indulto che trasmettono segnali negativi all'opinione pubblica e non risolvono alcun problema: è più utile costruire nuovi padiglioni carcerari. Infine, l'obbligo del lavoro per i detenuti potrebbe costituire una garanzia di rieducazione e di reinserimento del condannato. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).

FINOCCHIARO (PD). Il tema del carcere ha un forte impatto emotivo e simbolico sull'opinione pubblica: una classe dirigente autorevole e responsabile non dovrebbe strumentalizzarlo a fini propagandistici, ma dovrebbe mantenere un atteggiamento razionale e riformista. Il Gruppo è contrario a ipotesi di amnistia e indulto non per ragioni di principio ma perché non sussistono le condizioni politiche per discutere misure di clemenza e perché ritiene necessario invece cambiare l'indirizzo di politica criminale scelto dalla maggioranza, che utilizza la sanzione in chiave ideologica. Il tema della condizione carceraria non può essere affrontato, infatti, prescindendo dal diritto processuale e penale: all'origine del sovraffollamento degli istituti penitenziari vi è una politica securitaria che decide di sanzionare penalmente comportamenti sociali ritenuti devianti, come il soggiorno irregolare nello Stato, o di estendere l'uso della carcerazione preventiva, senza peraltro stanziare risorse per la giustizia, quando alcune delle proposte che sembrano trovare particolare favore in una componente della maggioranza, come il lavoro obbligatorio per i carcerati, sono molto costose. In conclusione, chiede al ministro Palma di riferire al Parlamento in ordine al piano carceri, chiarendo quali procedure di gara abbiano derogato alle norme sugli appalti pubblici, quali imprese operino nel settore e di quantificare il costo giornaliero di ciascun detenuto. Sollecita, infine, la previsione di una sessione di lavoro da dedicare alle scelte di politica criminale capaci di incidere sulla condizione carceraria. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi).

BONINO (PD). Il dibattito che si è svoltosi, non è stato all'altezza dell'accorato appello del Capo dello Stato sulla gravità dell'emergenza carceraria italiana. È inoltre criticabile la decisione del Ministro di esprimere parere contrario sull'intera proposta di risoluzione n. 5, anche sulle premesse che contengono considerazioni avanzate dallo stesso Ministro e dati oggettivi e inconfutabili. Evidenziando la disattenzione dei media nei confronti delle iniziative parlamentari in materia di carceri, chiede dunque all'Assemblea di votare a favore della proposta di risoluzione n. 5, che impegna il Governo ad attivarsi affinché venga assicurata ai cittadini un'informazione adeguata sullo stato della giustizia e delle carceri, organizzando dibattiti e approfondimenti televisivi. A proposito del tema dell'afflittività della pena, che è stato più volte sollevato nel corso del dibattito, va infine ricordato che tale afflizione consiste nel privare il reo della propria libertà, senza arrivare a conculcarne la dignità. (Applausi dai Gruppi PD e CN-Io Sud-FS e del senatore Pardi).

Presidenza della vice presidente BONINO

MUGNAI (PdL). Invita a votare a favore della proposta di risoluzione n. 1 (testo 2), che approvando le comunicazioni del Ministro ne sottolinea e ne rafforza gli impegni e il percorso riformatore. Occorre infatti ribadire la necessità che gli istituti penitenziari garantiscano la certezza dell'espiazione della pena, assicurando al loro interno ordine, efficienza e tutela della salute dei detenuti e degli operatori carcerari. Va quindi apprezzata l'intenzione del Ministro di rendere più efficiente l'utilizzo delle risorse umane all'interno della Polizia penitenziaria e sono positive le notizie relative alla creazione di nuovi padiglioni carcerari entro il 2012, in attuazione del piano carceri, la realizzazione di nuovi istituti a custodia attenuata e il programma di nuove assunzioni, sul quale è in corso un confronto con il Ministero dell'economia. Concorda inoltre con la necessità di una revisione della normativa sulla custodia cautelare, che deve essere utilizzata solo in casi estremi e non può costituire in alcun modo un'anticipazione della pena o uno strumento correttivo. Va inoltre escluso il ricorso a nuove misure di amnistia e indulto, che non sarebbero supportate dal consenso sociale e che in passato non hanno prodotto gli effetti auspicati, mentre vanno rivisti e ampliati i meccanismi di detenzione domiciliare. Alla luce della significativa presenza in carceri di immigrati irregolari, occorre infine rendere più efficaci le relative procedure di rimpatrio. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

PALMA, ministro della giustizia. Conferma il parere contrario sul sedicesimo capoverso della parte dispositiva della proposta di risoluzione n. 3 (testo corretto) ed evidenzia che il parere contrario sulla proposta di risoluzione n. 5 deriva dal fatto che l'impegno richiesto non rientra tra le prerogative del Governo. (Commenti dal Gruppo PD e del senatore Pardi).

Il Senato approva la proposta di risoluzione n. 1 (testo 2).

INCOSTANTE(PD). Chiede chiarimenti in merito al parere del Governo sulla proposta di risoluzione n. 2 (testo 2).

PALMA, ministro della giustizia. È disposto ad esprimere parere positivo sul quinto e sull'undicesimo capoverso del dispositivo della proposta di risoluzione n. 2 (testo 2), purché vengano accettate delle riformulazioni (v. Resoconto stenografico).

LEGNINI (PD). Non accetta le riformulazioni proposte. (Applausi dal Gruppo PdL. Commenti del senatore Asciutti).

Con votazione per parti separate, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva i capoversi primo, terzo, quarto, settimo, decimo e undicesimo del dispositivo della proposta di risoluzione n. 2 (testo 2). Risultano respinte le restanti parti della stessa proposta di risoluzione.

BELISARIO (IdV). Non accetta le proposte di modifica avanzate dal Ministro della giustizia e chiede che venga posta ai voti la proposta di risoluzione n. 3 (testo corretto) nella sua interezza. (Commenti ironici dai banchi della maggioranza).

Risultano respinte la proposta di risoluzione n. 3 (testo corretto) e le premesse della proposta di risoluzione n. 4 (testo 3).

Il Senato approva il dispositivo della proposta di risoluzione n. 4 (testo 3).

Risulta respinta la proposta di risoluzione n. 5.

SACCOMANNO (PdL). Accoglie la modifica proposta da ministro al testo della risoluzione n. 6 (testo 2) (v. testo 3 nell'Allegato A).

Il Senato approva la proposta di risoluzione n. 6 (testo 3).

Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno

FLERES (CN-Io Sud-FS). È estremamente grave ed allarmante la decisione della Regione siciliana di non rifinanziare una legge che prevede l'assegnazione ogni anno di 20 borse lavoro ad altrettanti detenuti per consentire loro di avviare un'attività lavorativa; tra tutti i detenuti che finora avevano aderito al progetto non vi è mai stato un solo caso di recidiva. Con questa decisione si rischia di aiutare la mafia, in quanto si interrompe un percorso virtuoso volto a sottrarre i detenuti alla criminalità organizzata. (Applausi dai Gruppi CN-Io Sud-FS e PdL).

CAGNIN (LNP). Chiede al Governo di attivarsi onde evitare che Salvo Riina, figlio del noto boss mafioso, si stabilisca a Padova una volta terminato di scontare la propria pena, così come ha annunciato di voler fare. (Applausi dal Gruppo LNP).

PERDUCA (PD). Ricorda che ieri è morto il magistrato Giovanni D'Urso, rapito negli anni Ottanta dalle Brigate rosse e liberato grazie alle iniziative di Marco Pannella e dei Radicali. (Applausi).

PRESIDENTE.Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno delle sedute del 28 settembre.

La seduta termina alle ore 20,46.