Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (938 KB)

Versione HTML base



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 610 del 27/09/2011


DE ANGELIS, RUTELLI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti, dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

il «pontile di Foceverde», realizzato come infrastruttura di servizio alla centrale elettro-nucleare di Latina, ormai da tempo dismesso e in fase di smantellamento, dopo svariati decenni è divenuto una traccia possente della storia industriale della provincia di Latina e dell'intervento straordinario dello Stato per lo sviluppo industriale del Mezzogiorno;

il territorio di Latina vuole conservare tale traccia, ancorché quell'apparato industriale, che proprio alla centrale elettrica faceva capo, sia ormai in declino, tanto è vero che il pontile ultracinquantenario è ormai un elemento consolidato dell'immaginario collettivo, del paesaggio storicizzato di un territorio costruito da soli ottanta anni con la bonifica integrale;

il pontile foraneo è un'infrastruttura possente, che si estende dalla costa verso il mare per circa 750 metri, e dopo oltre cinquanta anni ha ormai consolidato un nuovo equilibrio nel movimento di trasporto dei sedimenti sabbiosi di ripascimento della linea di costa;

la SO.G.I.N. SpA ha presentato al Comune di Latina una denuncia di inizio attività (DIA) per la demolizione del Pontile di Foceverde, ritenendo di poter ricomprendere questo intervento negli ambiti di cui all'articolo 22, commi 1 e 2, del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001;

la presunzione da parte di SO.G.I.N. SpA di potere ricomprendere l'intervento negli ambiti dell'articolo 22, commi 1 e 2, del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 è a parere dell'interrogante evidentemente viziata da errore; tanto è vero che il titolo abilitativo perseguito, oltre che ormai desueto, non è previsto nel procedimento autorizzativo di opere, ancorché pubbliche, insistenti su aree del demanio statale, di interesse statale, da realizzarsi da parte degli enti istituzionalmente competenti, ovvero da concessionari di servizi pubblici come nella fattispecie in esame;

la procedura prescritta è quella di cui all'articolo 7 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 e all'articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 383 del 1994 (intesa Stato-Regione), o, in subordine, ex articolo 2, comma 14, della legge n. 537 del 1993 (conferenza di servizi) o, in ulteriore subordine, ricorrendo ad un decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, ma nessuno dei titoli abilitativi idonei è stato acquisito;

la demolizione del Pontile di Foceverde è subordinata a specifico titolo abilitativo, quale intervento rilevante di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio (art. 10 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2011);

alcuni gravi fenomeni erosivi, avvenuti nell'intorno del pontile in fase di demolizione il 21 settembre 2011, hanno chiaramente mostrato che la rimozione dell'infrastruttura provocherebbe l'alterazione della morfodinamica costiera, e che una qualsiasi operazione necessita quanto meno di una approfondita verifica preventiva dei potenziali effetti dannosi, sulla base delle migliori tecnologie delle costruzioni marittime;

la decisione estemporanea della SO.G.I.N. SpA di demolire il Pontile di Foceverde, assunta in piena estate e senza alcun adeguato approfondimento tecnico-scientifico meteomarino, mettendo a rischio la stabilità della costa sotto il profilo erosivo, è una violazione di quanto concordato dalla stessa SO.G.I.N. SpA con l'ANCIN (associazione che riunisce i comuni sede di servitù nucleari) il 22 ottobre 2009, circa la necessità che ogni intervento modificativo delle strutture foranee e dell'ambiente fosse subordinato a uno studio meteomarino, il quale, in quella stessa sede, era pure stato previsto sarebbe stato predisposto dell'Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale di Trieste, di riconosciuta e acclarata eccellenza scientifica internazionale;

sono disponibili diverse proposte progettuali alternative di valorizzazione del Pontile di Foceverde; tali proposte, acquisite dal Comune di Latina in esito a un concorso internazionale di progettazione concluso nel febbraio 2006, prevedono per esempio la realizzazione di una passeggiata a mare terminante con una piazzetta arredata, quasi un'isola collegata alla terraferma con un percorso trasparente di simbiosi visiva con l'azzurro sottostante;

è quindi da valutare se il notevole costo della demolizione del pontile, stimato in euro 2.500.000, possa più utilmente impiegarsi per una sua valorizzazione;

il 1° marzo 2006 la SO.G.I.N. SpA ha sottoscritto con il Comune di Latina un protocollo di accordo da attuarsi in tre fasi, e nel quale si prevede in primis un immediato avvio degli atti occorrenti per far subentrare il Comune nella concessione d'uso di parte del pontile e dell'area demaniale posta a monte del pontile stesso;

il suddetto protocollo Comune - SO.G.I.N., già nella premessa, impegna SO.G.I.N. a compiere quanto di propria competenza affinché il Comune ottenga il rilascio a proprio favore delle relative concessioni, ritenendo il pontile a mare e l'area demaniale immediatamente a monte funzionali alla riqualificazione del territorio;

il medesimo protocollo di accordo, all'articolo 5, comma 1, impegna SO.G.I.N. SpA a predisporre un piano di committenza dei lavori concernenti il decommissioning finalizzato al massimo coinvolgimento - nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale - dell'imprenditoria e della manodopera locale;

la demolizione del pontile posta in atto unilateralmente da SO.G.I.N., a prescindere dalla legittimità dell'intervento, contraddice perciò gli impegni assunti sia sul previsto trasferimento al Comune della titolarità del pontile per la riqualificazione del territorio, sia l'impegno di SO.G.I.N. alla definizione del piano di committenza dei lavori;

infine, non risultano seguite procedure di demolizione del pontile conformi agli impegni assunti e ai criteri di evidenza pubblica previsti dall'ordinamento, ancorché la SO.G.I.N., per la tipologia pubblicistica dell'asset e del suo finanziamento, sia obbligata ad osservare le procedure del codice degli appalti pubblici di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006;

gli affidamenti della SO.G.I.N. sono già stati oggetto di specifiche interrogazioni alla Camera dei deputati (n. 4/12001 del 19 maggio 2011 e n. 3/01764 del 19 luglio 2011),

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo non intendano ordinare una verifica della legittimità dei titoli abilitativi acquisiti dalla SO.G.I.N. SpA per l'intervento di demolizione del Pontile di Foceverde, nonché della procedura esperita, della sua conformità alla disciplina edilizia e urbanistica vigente per le opere di competenza statale, con particolare riferimento ai richiami normativi citati;

se non ritengano di verificare urgentemente il progetto di demolizione del Pontile di Foceverde, per accertare e valutare i rischi eventuali di una evoluzione dannosa della linea di costa a seguito della alterazione conseguente dell'equilibrio morfodinamico costiero, di cui pericolosi segni premonitori sono apparsi in corso d'opera già il 21 settembre 2011;

se non intendano ordinare la sospensione dei lavori in caso di carenze e/o difformità dei titoli e dei procedimenti;

se non intendano promuovere un'approfondita analisi sul significato, sulla funzione e sull'utilizzo futuro del Pontile di Foceverde nella prospettiva di una qualificazione della Marina di Latina, della località di Foceverde e di tutto il litorale laziale, anche nel quadro del protocollo di accordo stipulato il 1° marzo 2006 tra SO.G.I.N. e il Comune di Latina;

se non ritengano opportuno utilizzare il costo della demolizione per la valorizzazione in sicurezza della fascia costiera;

se non ritengano di esperire ogni necessario provvedimento perché la SO.G.I.N. osservi quanto concordato con l'ANCIN il 22 ottobre 2009, relativamente ad un programma di riqualificazione dei territori già assoggettati a vincoli indotti dalla presenza di impianti nucleari, subordinando ogni intervento su strutture foranee marittime ad uno studio meteomarino, predittivo, di salvaguardia del litorale laziale dall'erosione;

se non ritengano di impedire in via amministrativa che la SO.G.I.N. agisca in violazione del protocollo di intesa 1° marzo 2006 con il Comune di Latina e proceda al decommissioning della centrale nucleare di Latina senza osservare i criteri di evidenza pubblica previsti dall'ordinamento anche per gli affidamenti delle varie commesse, soggetti ex lege alle procedure del codice degli appalti pubblici di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006.

(4-05931)