recentemente il Ministero in indirizzo ha provveduto al rinnovo del consiglio di amministrazione dell'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato SpA, con conseguente rimozione dall'incarico dell'amministratore delegato Ferruccio Ferranti e del presidente Roberto Mazzei anticipatamente rispetto al termine contrattuale, e la nomina di Maurizio Prato quale amministratore unico dell'Istituto;
il Ministero ha contestualmente provveduto all'emissione di un nuovo atto di indirizzo strategico che fissa, quale prioritario obiettivo, la creazione di un soggetto terzo in cui vadano a confluire competenze dell'Istituto e di Sogei SpA per l'avvio del progetto della carta di identità elettronica;
come già evidenziato dall'interrogante in numerosi atti di sindacato ispettivo, e come riportato recentemente da organi di stampa nazionale, la precedente gestione dell'Istituto poligrafico si è purtroppo contraddistinta per importanti, gravi e significative violazioni del codice degli appalti pubblici di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006, per affidamenti diretti oltre soglia, per assunzioni di dirigenti secondo logiche clientelari e comunque senza procedure trasparenti, e per contenziosi amministrativi di ragguardevole portata;
a solo titolo di esempio e senza pretesa di esaustività si richiamano alcuni interventi sanzionatori: la delibera n. 26 del 2 aprile 2009, con cui l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici ha sanzionato l'affidamento diretto a sette subfornitori di lavorazioni attinenti al bollino farmaceutico per 25 milioni di euro; la delibera n. 33 del 9 giugno 2010, con cui la stessa Autorità ha sanzionato l'affidamento diretto dei processi di generazione della Gazzetta Ufficiale , effettuato dall'Istituto poligrafico a favore di Technè Srl con la fraudolenta modalità della scomposizione del totale da affidare in lotti, con imposti singoli sotto soglia e per un totale di circa un milione di euro; la delibera n. 21 del 22 maggio 2008, con cui l'Autorità sanziona la fraudolenta violazione del codice degli appalti da parte dell'Istituto poligrafico, attuata attraverso l'affidamento diretto di forniture relative al progetto di passaporto elettronico per 150 milioni di euro; l'attività di segnalazione del 26 maggio 2011, pubblicata sul bollettino dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato n. 21 del 13 giugno 2011, con cui l'Autorità auspica l'inibizione ad esperire bandi di gara da parte dell'Istituto per forniture relative ad attività e progetti gestiti in monopolio;
a quanto sopra si aggiunge l'erogazione di oltre 6 milioni di euro per attività di consulenza, nel corso del periodo 2009-2011, e l'elargizione di premi e bonus al management per il raggiungimento di obiettivi di fatturato. Si ricorda, tra l'altro, che il fatturato dell'Istituto è determinato per il 97 per cento da commesse in regime di monopolio legale;
sono da considerare inoltre le recenti relazioni sulla gestione dell'Istituto redatte dalla Corte dei conti, che chiaramente parla di incapacità e mancanza di trasparenza gestionale, di risultati finanziari che appaiono positivi solo grazie alla mancata attuazione del regime di contabilità separata, di illecita determinazione dei prezzi delle produzioni proprio a danno del Ministero,
si chiede di sapere:
se a quanto risulti al Ministro in indirizzo il nuovo amministratore sia al corrente della grave condotta gestionale che sinora ha connotato il management e la dirigenza dell'Istituto e quali atti, piani o programmi si intenda promuovere per garantire e ripristinare il trasparente impiego delle risorse pubbliche affidate all'Istituto poligrafico;
con quali piani e programmi si intenda assicurare la piena attuazione in tempi ragionevoli dell'atto di indirizzo strategico.
(4-05894)