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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 605 del 20/09/2011


LANNUTTI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, della difesa e dello sviluppo economico - Premesso che:

Salvatore Metrangolo, consigliere di amministrazione della Seicos e presidente della Ssi, due società del gruppo Finmeccanica, ha rassegnato nei giorni scorsi le proprie dimissioni, annunciate dallo stesso Metrangolo, coinvolto nell'inchiesta della Procura di Bari sulle escort, in una nota nella quale spiega che la decisione è stata presa per evitare che le recenti notizie di stampa possano generare strumentalizzazioni a danno dell'azienda Finmeccanica;

gli scandali ed il malaffare, come pubblicato dalle cronache dei principali quotidiani nazionali sulle attività della galassia Finmeccanica, fa emergere l'immagine di un sistema marcio, con un'azienda pubblica impantanata nel malaffare, inquinata da manager senza scrupoli asserviti alla politica e ad uomini di Governo i quali hanno rinnovato le loro nomine e dai quali esse prendono ordini, con escort elevate al rango di profumati consulenti e a prestigiosi incarichi in società pubbliche mercificate per scambi di favori e interessi personali;

in un articolo pubblicato in data 19 settembre 2011, dal titolo: "Inchiesta escort, si indaga su alcuni appalti a Bari", "la Repubblica" mette in luce un nuovo filone investigativo che riguarda il tentativo, poi fallito, di Gianpi (Tarantini) di mettere le mani sugli appalti che contano. Vi si legge: «Una decina di appalti, l'ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta, l'attenzione anche sui vertici di Finmeccanica. La procura di Bari, conclusa l'indagine sulle escort portate da Gianpaolo Tarantini nelle residenze del premier, ha aperto un nuovo filone investigativo che riguarda il tentativo, poi fallito, di Gianpi di mettere le mani sugli appalti che contano, utilizzando proprio le escort per arrivare - secondo l'ipotesi accusatoria - a chi era in grado di turbare le gare di appalto. L'esistenza del nuovo filone emerge dal provvedimento di stralcio contenuto nel fascicolo sulle escort. Nel fascicolo-stralcio sarebbe contenuto anche l'incontro del 21 gennaio 2009 nell'hotel De Russie di Roma in cui si parlava di un appalto da 55 milioni da smembrare e da far vincere agli amici di Gianpi. A quella riunione parteciparono Tarantini, Lea Cosentino (all'epoca dg della Asl Bari e per questo ribattezzata "lady Asl") e gli imprenditori pugliesi Cosimo Catalano della "Supernova" di Lecce ed Enrico Intini. Ma gli accertamenti, secondo quanto è stato possibile ricostruire, riguardano anche altri personaggi, in particolare i vertici di Finmeccanica, rappresentanti nell'incontro romano da Rino Metrangolo (che curava gli interessi del gruppo Finmeccanica e che ha "usufruito" delle escort messe a disposizione da Gianpi, come emerge dagli atti già depositati). Negli atti ricorrono i nomi di diversi altri dirigenti di Finmeccanica, tra cui il manager di Seicos (società del gruppo) Domenico Lunanuova e lo stesso presidente della holding Pierfrancesco Guarguaglini"»;

un articolo pubblicato sul quotidiano "La Stampa" riferisce che «gli affari a cui miravano Gianpi Tarantini & soci non sono andati a buon fine perché nel maggio 2009, all'acme del loro lavorio, arrivò il ciclone D'Addario, uscì fuori la storia della cocaina, la magistratura ordinò una perquisizione e si accesero i riflettori (anche quelli di Niccolò Ghedini) sulla connection barese. Per stare alle parole di Tarantini, "la D'Addario mi ha rovinato la vita, ha distrutto il mio rapporto con il presidente Berlusconi, mi ha distrutto economicamente". Le porte di Finmeccanica e della Protezione Civile d'improvviso si serrarono e i manager si negarono al telefono. Tutto ciò non significa però che un reato non ci sia stato. La procura di Bari sta indagando per "turbativa d'asta" e "corruzione". Sono almeno dieci, se non quindici, le gare sotto osservazione e sarebbero cinque finora gli indagati. Impressionanti le cifre. Dice l'autista-confidente Dino Mastromarco alla moglie di Gianpi, Nicla, nel corso di un colloquio a cuore aperto, registrato con una microspia in auto: "Mo' si deve vedere con la Finmeccanica e compagnia cantando... che è una cosa, lo sai quant'è l'importo? Ti ha detto qualcosa Gianpaolo?.... Se gli entra tutta la parcella di mediazione ci arrivano 20, 30 milioni di euro come se niente fosse... ma proprio sto parlando del minimo... perché si parla di un miliardo di euro". Eccoli, allora, gli appalti da papparsi via Finmeccanica a cui mirava Tarantini: un miliardo di euro. E che volete che fossero 80.000 euro spesi in donnine e champagne? Sul piatto c'era il grande affare della società mista Sel Proc (280 milioni di euro). Recitano i comunicati ufficiali: "È una società del Gruppo Finmeccanica, partecipata al 70% da Selex Sistemi Integrati ed al 30% da Seicos. Attualmente Sel Proc indice, per conto del Dipartimento della Protezione Civile italiana, gare ad evidenza pubblica per l'acquisizione di beni e servizi nel settore". Oppure il progetto Snipc, Sistema nazionale integrato di protezione civile: peccato che occorressero frequenze radio e allora un manager di Finmeccanica, Sabatino Stornelli, proponeva a Tarantini di comprare le frequenze di «Latte e miele», radio in fallimento, e Domenico Lunanuova, un altro manager, manovrava per far cedere alla Rai le frequenze di Isoradio. D'altra parte Lunanuova è lo stesso che manda per mail a Tarantini in anteprima le bozze dei contratti e poi comunica a Gianpi che è stata pubblicata una nuova gara per sistemare cavi di fibra ottica del valore di 35 milioni di euro e gli chiede "se Enrico Intini (socio di Tarantini, ndr) è interessato". (...) Quando poi il Comitato d'affari fiuta i lavori per il G8, il solito Lunanuova spiega: "Lì non sono venute fuori cifre grossissime e quelle che sono venute fuori, più o meno, sono già indirizzate su prodotti che già hanno un nome e un cognome". C'è la corsa ad accaparrarsi una quota di lavori per il gasdotto Italia-Albania. E ancora ci sono altri cinquanta milioni di euro sbloccati dall'emergenza del terremoto dell'Aquila - servono per la rete di Isoradio e per varie infrastrutture al servizio della Protezione civile. Sembrava proprio che avessero il vento in poppa, con quel Santo Protettore che avevano alle spalle... Il 25 marzo - scrivono gli investigatori - un incontro tra Enrico Intini e Pier Francesco Guarguaglini veniva sostituito da una telefonata in cui il presidente di Finmeccanica, diceva Intini, aveva dato il suo nulla osta a proseguire sui progetti "messi in cantiere". Cioè, erano stati autorizzati a mettere in piedi i bandi di gara». Poi però arrivò la D'Addario e adieu."»;

considerato che Ansaldo Energia, la controllata del gruppo Finmeccanica, rimasta invischiata nel processo Enelpower per tangenti, ha subito la confisca di 98.000.000 euro. La sentenza è stata pronunciata dal presidente Oscar Maggi del Tribunale di Milano. Su 44 imputati, solo 8 sono stati condannati. L'inchiesta, partita nel 2003, ipotizza il versamento di tangenti per l'assegnazione di appalti di centrali e turbine nel caso di Enelpower, società del gruppo Enel, e parla di ricorrenti e sistematici episodi corruttivi nell'ambito dell'assegnazione e gestione di gare pubbliche per la fornitura di impianti, macchinari e componenti nel caso di Enipower, società controllata da Eni. I reati contestati, a vario titolo e a seconda degli indagati, vanno dall'associazione a delinquere alla corruzione aggravata e all'appropriazione indebita, al riciclaggio, alla ricettazione, al falso in bilancio, all'emissione di fatture false,

si chiede di sapere:

se a quanto risulti al Governo risponda al vero che il nuovo filone investigativo che riguarda il tentativo di aggiudicarsi gli appalti che contano, utilizzando proprio le escort per arrivare ad una turbativa delle gare di appalto, sia stato concretizzato nell'incontro del 21 gennaio 2009 nell'hotel De Russie di Roma, al quale parteciparono Tarantini, Lea Cosentino e gli imprenditori pugliesi Cosimo Catalano della "Supernova" di Lecce ed Enrico Intini, per spartirsi un appalto da 55 milioni di euro da dividere e da far vincere agli amici dello stesso Tarantini;

se nell'inchiesta siano coinvolti anche altri personaggi, in particolare i vertici di Finmeccanica, rappresentanti nell'incontro romano da Rino Metrangolo, con altri nominativi di diversi altri dirigenti di Finmeccanica, tra cui il manager di Seicos, Domenico Lunanuova, e lo stesso presidente della holding Pierfrancesco Guarguaglini;

quali misure urgenti il Governo intenda attivare, a partire dal dare risposta ai numerosi atti di sindacato ispettivo dell'interrogante, per impedire che aziende pubbliche possano fornire servizi di consulenza ad escort e ad altri personaggi in cerca d'autore, degradando il ruolo e la missione di un'azienda pubblica importante;

se, alla luce delle inchieste della magistratura, il Governo non ritenga doveroso revocare con effetto immediato gli incarichi ai coniugi Pierfrancesco Guarguaglini-Marina Grossi, per evitare un inquinamento delle prove ed il discredito internazionale di un gruppo, che alla luce degli scandali è molto meno affidabile di un tempo, con tutte le conseguenze negative ricadenti perfino sulle commesse.

(4-05890)