il 25 giugno 2011, a Parigi, il tempietto del Clitunno, situato nel piccolo Comune di Campello sul Clitunno (Perugia), cittadina a metà strada tra Spoleto e Foligno, è stato iscritto nelle liste del patrimonio mondiale dell'umanità Unesco, insieme ad altri 6 monumenti, all'interno del sito seriale "L'Italia dei Longobardi. I centri del potere (568-774 d.C.)". I sette luoghi rappresentano le più importanti testimonianze della presenza longobarda in Italia tra il sesto e l'ottavo secolo dopo Cristo. Il lavoro per ottenere questo prestigioso risultato è stato portato avanti in 5 anni di grande impegno ed oggi il sito rappresenta uno dei 46 beni italiani iscritti nella World heritage list. Nonostante questo prestigioso riconoscimento, si rileva una sconcertante disattenzione da parte del Ministero in indirizzo e dei suoi organi nei confronti del tempietto sul Clitunno. Il monumento infatti è aperto ai visitatori e quindi fruibile soltanto tre giorni a settimana. I restanti giorni è off limits. È chiuso e ad essere penalizzati sono, purtroppo, i tanti turisti e visitatori che, pur venendo anche da molto lontano e dall'estero, sono costretti ad ammirare l'ormai celebre monumento dall'esterno;
l'ultimo episodio, in ordine di tempo, è stato quello di sabato 10 settembre 2011 quando a turisti proveniente dalla Germania, è stato negato l'accesso, sebbene all'interno si svolgesse una manifestazione alla quale il gruppo avrebbe potuto partecipare. Ovvio che le lamentele e le proteste sia via e-mail, che tramite lettera, ma anche verbali, sono piovute copiose in Comune, che non avrebbe però alcuna responsabilità in questa vicenda, visto che il tempietto è di proprietà del Ministero e gestito dalla Soprintendenza per i beni archeologici dell'Umbria;
ad oggi nonostante l'inserimento del tempietto nella World heritage list, infatti, gli orari di apertura al pubblico del monumento stabiliti dalla Soprintendenza mettono addirittura a rischio la permanenza del monumento nella lista Unesco, dato che solo tre pomeriggi a settimana non garantiscono il requisito fondamentale per l'Unesco della fruibilità dei beni;
ancora più incredibile è il fatto che tutte le aperture straordinarie, comprese quelle necessarie in questi giorni per le iniziative di celebrazione dell'iscrizione, sono state garantite grazie alla copertura economica del Comune di Campello sul Clitunno che ha dovuto provvedere a pagare gli straordinari dei dipendenti del Ministero;
inoltre è importante sottolineare che il Comune ha avviato un progetto di marketing territoriale atto a incrementare i flussi turistici. Questo impegno è mirato al rilancio economico, alla ripresa per l'economia locale e per le strutture ricettive e diffusione di un'idea di turismo pulito e responsabile. Tuttavia per ottenere tutto ciò il Comune deve versare alla Soprintendenza un contributo per le aperture straordinarie;
senza voler entrare minimamente nella polemica che ha visto i piccoli Comuni descritti come centri di spesa improduttiva e di sprechi, si assiste al paradosso per il quale un piccolo Comune finanzia lo Stato centrale per assicurare ai propri cittadini ed ai turisti italiani e stranieri la possibilità di accedere ad un bene patrimonio dell'umanità;
questa situazione al limite è stata denunciata dal Sindaco di Campello nel corso della manifestazione di due giorni di incontri e convegni proprio per celebrare l'iscrizione del tempietto diventato patrimonio dell'umanità Unesco e riportata dagli organi di stampa umbri, in particolare dal "Corriere dell'Umbria". Proprio il Sindaco infatti ha ribadito di avere inviato, nei mesi scorsi, alcune note all'attuale Ministro in indirizzo, e al suo predecessore, avanzando la proposta di acquisire, da parte del Comune, la proprietà del tempietto, anche in funzione dei grandi sforzi messi in campo per iscrivere il monumento come Patrimonio dell'umanità Unesco;
il sindaco di Campello sul Clitunno denuncia che a tali condizioni si nega uno dei requisiti fondamentali richiesti dall'Unesco, e cioè quello della fruibilità. Non solo. La richiesta di trasferimento del tempietto nel demanio del Comune di Campello è stata avanzato, tramite lettera del maggio 2011, anche alla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Umbria e all'Agenzia del demanio di Perugia, nella quale si precisa che nel corso dell'ultimo anno l'apertura al pubblico del bene è stata fortemente penalizzata a causa della carenza di organico della competente Soprintendenza, da tempo quindi il personale del Comune di Campello supporta l'ufficio territoriale del Ministero per i beni e le attività culturali al fine di garantire la fruizione del monumento da parte dei visitatori, specialmente nel periodo estivo, di maggiore domanda turistica;
è importante evidenziare il fatto che l'area attorno al tempietto è interessata da un ampio progetto di valorizzazione. La lettera del Sindaco si concludeva dunque con la richiesta dell'inserimento del tempietto negli elenchi dei beni immobili da attribuire a titolo non oneroso al Comune di Campello. Tutte queste richieste non solo non hanno avuto effetti concreti ma ad esse, come sembrerebbe, non sono state date ancora risposte da parte degli enti interessati;
in assenza di risposte da parte del Governo, numerose associazioni di tutela del paesaggio e dei beni architettonici e ambientaliste, tra le quali Legambiente Umbria, insieme ai cittadini e rappresentanti di alcune istituzioni locali hanno annunciato la volontà di avviare azioni di protesta eclatanti, con l'intenzione di incidere su una situazione oramai al limite del paradosso,
si chiede di conoscere:
se il Ministro in indirizzo non intenda immediatamente intervenire, anche attraverso lo stanziamento di adeguati fondi, in primis per rimediare al fatto che un piccolo Comune sovvenzioni l'amministrazione statale, e anche per consentire l'apertura quotidiana e continuativa di un sito di così rilevanza mondiale, qual è il tempietto sul Clitunno, al fine di garantire la fruizione del monumento da parte dei visitatori, con l'ovvia ricaduta economica, così importante in un periodo di forte crisi, su tutto il territorio;
se non ritenga necessario avviare concretamente tutte le procedure tecnico-amministrative di competenza affinché si realizzi il trasferimento della proprietà del tempietto, anche in funzione dei grandi sforzi messi in campo per iscrivere il monumento come patrimonio dell'umanità Unesco, al Comune di Campello sul Clitunno.
(4-05887)