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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 589 del 27/07/2011


Sulla richiesta da parte del Ministero dell'economia e delle finanze
di restituzione del «bonus bebè»

FRANCO Vittoria (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCO Vittoria (PD). Signora Presidente, intervengo per sollevare un problema in quest'Aula che ha gettato nell'angoscia e nel panico molte migliaia di famiglie in questi giorni, che stanno ricevendo una lettera dal Ministero dell'economia e delle finanze nella quale viene loro richiesto di restituire il «bonus bebè» ricevuto nel 2005 (un bonus di 1.000 euro).

Questa è una seconda lettera che segue una prima risalente al 2005 scritta di pugno dall'allora presidente del Consiglio Berlusconi e indirizzata direttamente ai nati di quell'anno per annunciare loro che avevano vinto la lotteria di un bonus di 1.000 euro. Bastava che uno dei genitori si recasse all'ufficio postale più vicino per incassarlo. In un materiale allegato si stabiliva poi un tetto di reddito di 50.000 euro senza specificare però, come apprendiamo oggi, se si trattasse di reddito netto o lordo. Sarebbe bastata - si diceva - una semplice autocertificazione. Questo comprensibilmente ha creato caos, confusione e, probabilmente, ha indotto in errore alcune famiglie.

Ora giunge questa seconda lettera di tutt'altro tenore (ed è anche questo che vogliamo denunciarlo), una lettera minacciosa che arriva dal Ministero del tesoro ed intima alle famiglie che non ne avrebbero avuto diritto, secondo gli accertamenti, la restituzione del bonus entro 30 giorni con un aggravio di 3.000 euro di sanzione amministrativa e la minaccia di una denuncia penale. Si dà quindi per scontato che vi sia dolo, con famiglie perbene trattate come delinquenti; questo crea, come ho detto, allarme e preoccupazione in persone oneste, che sono cadute in buona fede nella trappola propagandistica, mi si consenta, del precedente Governo Berlusconi. Un vantaggio che pertanto diventa una beffa.

Per tale ragione sono qui, signora Presidente, a chiedere che il Governo venga in questa Aula a chiarire, riferendo cosa intende fare per sanare questa situazione davvero incresciosa che colpisce famiglie oneste e bisognose - spesso per una differenza di poche decine o centinaia di euro rispetto al tetto previsto - e per fare in modo che non siano queste a pagare pesantemente per un errore e un deficit di chiarezza imputabili alle Amministrazioni dello Stato.

Questo è quanto volevo sottoporre all'Aula.

PRESIDENTE. La ringrazio, senatrice Franco.