Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 589 del 27/07/2011


GRAMAZIO (PdL). Signor Presidente, un ringraziamento va sicuramente rivolto al Ministro della salute, Ferruccio Fazio, intanto per aver risposto immediatamente alla richiesta formulata qualche giorno fa in quest'Aula dalla collega Bassoli e dal sottoscritto volta a sapere dal Ministro quali iniziative si intendessero prendere a garanzia del San Raffaele.

Signor Ministro, all'inizio del suo intervento, prima di entrare nei termini tecnici, ha voluto lanciare il cuore oltre l'ostacolo. Lei è stato dipendente di quella struttura, l'ha vissuta, vi ha lavorato: quindi conosce sicuramente le professionalità di chi vi lavora e il suo valore intrinseco. Vorrei ricordare a me stesso, oltre che ai colleghi, che il primo malato veniva ricoverato in quella struttura, inventata da don Verzé il 31 ottobre 1971. Nel 1982 avveniva il riconoscimento quale istituto di ricerca e cura a carattere scientifico della Fondazione San Raffaele del Monte Tabor.

C'è un intervento concreto. Poco fa sono state per così dire mescolate un po' le carte, e a me questo non piace. Ormai don Verzè non riveste più posizioni di controllo; c'è un nuovo consiglio di amministrazione composto da personalità del mondo sanitario e del mondo economico di altissimo livello, quali il professor Profiti, presidente dell'ospedale Bambino Gesù, il professor Flick, di cui non è necessario parlare perché è un personaggio noto, il dottor Tedeschi in rappresentanza dello IOR, e come consulente Bondi, l'uomo che ha risanato la Parmalat. Una nuova squadra quindi si occuperà della gestione di questa struttura, che ospita 1.083 posti letto convenzionati ed accreditati, cui si aggiungono quelli del San Raffaele Turro, con 314 posti letto, per un totale di 1.397 posti letto. Ma non è solo questo. Bisogna ricordare che questa struttura nel 2010 ha effettuato 53.000 ricoveri, oltre 8 milioni di prestazioni ambulatoriali, oltre 25.000 interventi chirurgici ed oltre 65.000 accessi al pronto soccorso. Dobbiamo trovare modi e termini affinché questa struttura, la sua professionalità, il suo valore, non solo per la Lombardia ma per l'intero sistema sanitario nazionale, siano garantiti.

Noi, onorevole Ministro, la ringraziamo di questo intervento, di questo controllo. Non vogliamo porre all'indice nessuno, perché credo anzi che tutti insieme dobbiamo a quella fondazione, all'uomo che l'ha costruita, benché abbia omesso di effettuare una serie di interventi che andavano invece indirizzati sempre più all'istituto di ricerca e cura a carattere scientifico.

Va ricordato, inoltre, che vi operano 3.292 dipendenti e 453 consulenti, che le facoltà di medicina, di chirurgia, di psicologia e di filosofia hanno 1.860 iscritti. Dunque, è una struttura di valore, che si aggiunge al valore dell'intero servizio sanitario nazionale.

Ribadisco che si devono dare risposte e garantire che si torni al funzionamento. Non mi piace la risposta data qualche giorno fa dai magistrati al professor Flick che era andato a chiedere tempi lunghi per riorganizzare il servizio, per dare risposte, e si è sentito dire che bisogna presentare un piano entro il 15 settembre. Sappiamo che il consiglio di amministrazione sta lavorando a questo piano, sta appurando, verificando, sta cercando di considerare le necessità a garanzia di un'altissima professionalità e di una struttura che gode di attrezzature all'avanguardia in ogni campo.

Signor Ministro, dobbiamo garantire a tutti gli effetti che questa struttura rimanga un valore del Servizio sanitario nazionale, che possa rappresentare un faro della ricerca. Lei ha ricordato poc'anzi il rientro dei cervelli e quanti di questi operatori, di questi ricercatori operano all'interno di quella struttura. Ebbene, senza quella struttura tanti cervelli non sarebbero tornati, tanti operatori non sarebbero diventati il fiore del sistema sanitario nazionale e del sistema sanitario regionale.

Molti negli anni passati si sono limitati a sollevare polemiche sul piano politico nei riguardi di questa struttura, pensando che si potesse fare di tutta l'erba un fascio, pensando che si potesse polemizzare, perché anche il nome del San Raffaele era una presa di posizione storica e culturale. Ricordo che Raphael vuol dire medicina di Dio, Dio che guarisce.

Dobbiamo verificare che il nuovo consiglio di amministrazione con l'intervento pubblico, con l'intervento della Regione, con l'attenzione del Ministero della salute sia in condizione di operare affinché si seguiti a lavorare per il servizio sanitario e per la ricerca. È questa la richiesta che le rivolgiamo, onorevole Ministro. Il rapporto con la Regione non deve essere inteso come una contrapposizione, come qualcuno vorrebbe, tra il Ministero della salute e la Regione Lombardia, ma come una collaborazione attenta, specifica per garantire che si possa seguitare a lavorare nell'interesse del nostro servizio sanitario, dei ricercatori, ma anche delle 8 milioni di prestazioni offerte nel 2010 da una fondazione che deve seguitare a vivere, nell'interesse comune. (Applausi dal Gruppo PdL).