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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 589 del 27/07/2011


PERDUCA (PD). Signor Presidente, l'ultima volta che ho controllato il nome delle nostre istituzioni ancora ho trovato scritto "Parlamento", quanto meno dal punto di vista formale, per cui parlare è l'unica cosa che c'è rimasta. Lei ha interpretato una decisione per la quale ci vengono contingentati i tempi su qualcosa che non è né necessario né tantomeno urgente, perché alla Camera questo provvedimento è stato licenziato a febbraio, è stato incardinato al Senato intorno a Pasqua e - come diceva poco fa, giustamente, il senatore Maritati - dopo essere stato stravolto per il 95 per cento, due minuti fa è stato proposto un subemendamento.

Ebbene, il Parlamento è fatto per parlare e per dire ciò che non va , nel merito e nel metodo, va cercando di mantenere, allo stesso tempo, anche il rispetto per se stessi. Qui il rispetto per se stessi è sceso a nota a piè pagina dei nostri lavori quotidiani proprio per il modo con cui si concede, mi sia consentito, anche da parte della Presidenza, di farsi imporre provvedimenti come questo. Avrei dovuto, tra l'altro, illustrare una questione pregiudiziale; almeno la riorganizzazione dei tempi - perché veramente il termine "armonizzazione" non si può concedere come formula - avrebbe potuto tener conto di ciò che era stato già incardinato questa mattina, consentendo quindi ancora tre o quattro interventi per poi, eventualmente, riaprire la discussione.

Allora, visto e considerato il contingentamento dei tempi, rinuncio al mio intervento e mi rimetto al testo della pregiudiziale.