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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 589 del 27/07/2011


GALPERTI (PD). Il testo in esame contraddice la politica fin qui dichiarata dal Governo in tema di giustizia. Veniva proclamata la finalità di ridurre i tempi del giudizio attraverso provvedimenti volti alla revisione del sistema dei reati e dei delitti perseguibili d'ufficio e a querela delle parti, alla riduzione dei tempi dei processi, anche accorciando i termini per la loro estinzione, per evitare che l'Italia subisse la condanna della Corte di giustizia europea per la violazione del principio della ragionevole durata del processo come presupposto di un ordinamento rispettoso dei diritti dei cittadini. Con il provvedimento in esame, invece, (i cui effetti si ripercuoteranno anche sui processi in corso) si dilatano i tempi del giudizio in modo indeterminato, non essendo calcolabile il numero dei testimoni che potrebbero essere ascoltati, a scapito degli interessi dell'imputato, delle parti offese o civili e della ragionevolezza del procedimento. Irragionevoli appaiono le modifiche al codice di procedura penale riguardanti l'utilizzabilità di prove che hanno concorso alla formazione di sentenze passate in giudicato ed il regime di ammissibilità delle prove nel processo penale, che vengono collocate in un provvedimento che si poneva la finalità di regolamentare il rito abbreviato per quanto riguarda i reati punibili con l'ergastolo. Per queste ragioni, la questione pregiudiziale QP9 chiede di non procedere all'esame del disegno di legge. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Pardi e Astore).