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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 589 del 27/07/2011


SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Sebbene l'esito di una recente consultazione referendaria abbia testimoniato l'impopolarità dei provvedimenti ad personam, la maggioranza ha deciso di stravolgere il disegno di legge sull'inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con l'ergastolo - il cui testo originale era condivisibile - introducendo delle norme che modificano completamente il regime dell'acquisizione delle prove nel processo penale. Numerosi sono i profili di incostituzionalità del testo, che contrasta i principi del giusto processo, della sua ragionevole durata, della parità tra le parti processuali e della formazione delle prove in contraddittorio. Viene infatti svilito il ruolo del giudice come dominus del processo, mentre si consente all'imputato di dilazionarne i tempi, per giungere al termine di prescrizione del reato, chiedendo l'escussione di un numero potenzialmente elevato di testimoni, senza che il giudice possa vagliarne la concreta rilevanza a fini probatori. Nonostante le numerose condanne in sede europea sull'eccessiva durata dei processi, dunque, si consente un ulteriore allungamento dei tempi, a scapito dell'efficienza e della celerità dei procedimenti giudiziari, che pure la maggioranza aveva dichiarato di voler perseguire proponendo la normativa sul cosiddetto processo breve. Occorre inoltre notare che la norma secondo cui, in caso di acquisizione in giudizio di una sentenza irrevocabile, l'imputato può ottenere l'esame dei testimoni le cui dichiarazioni sono state utilizzate per le motivazioni della sentenza, potrà essere utilizzata per dilazionare i tempi del cosiddetto processo Mills, in cui è imputato il Presidente del Consiglio. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI e PD. Congratulazioni).