FINOCCHIARO (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FINOCCHIARO (PD). Signor Presidente, è stato oggi più volte ricordato in quest'Aula dai colleghi che mi hanno preceduto che stiamo ragionando su di una materia particolarmente sensibile, sulla quale normalmente maggioranza e opposizione avvertono la comune responsabilità di sostenere le nostre missioni all'estero. È un vincolo di responsabilità che grava su ciascuno di noi, come tante volte noi abbiamo dimostrato, stando all'opposizione, e come anche voi avete dimostrato stando all'opposizione; è un vincolo di responsabilità che grava, a maggiore ragione, sui componenti della maggioranza e del Governo.
Il presidente Bricolo, tentando di rintuzzare il ragionamento ineccepibile del presidente Rutelli, ha ricordato Governi nei quali componenti della maggioranza, se non anche componenti del Governo, mostravano la loro contrarietà rispetto al finanziamento di missioni militari all'estero. Verrebbe di dire, presidente Bricolo, che lei «entra con i piedi nel piatto», cioè ragiona esattamente dell'oggi. Ciò a cui appunto stiamo assistendo, se smantelliamo formalismi e ipocrisie di vario genere e tipo, è esattamente questo: un provvedimento che riguarda il rifinanziamento delle missioni internazionali approda nella Commissione competente; vengono presentati emendamenti dalle opposizioni, peraltro sacrosanti a mio avviso, c'è una discussione in Commissione e il testo viene chiuso all'unanimità con il parere favorevole del Ministero della difesa; la Commissione bilancio fornisce quindi parere positivo agli emendamenti che sono stati presentati; si raggiunge la condizione ideale della chiusura di una volontà unanime sul provvedimento. A questo punto, il gioco viene rotto, esattamente in contemporanea alla dichiarazione di un autorevole rappresentante del Governo, l'onorevole Castelli, il quale dice: «Mi dispiace, dovrò dare un altro dispiacere al Presidente del Consiglio, perché voterò contro la missione in Libia».
La situazione, come dire, viscida e opaca che stiamo affrontando questa mattina non riguarda il come facciamo a organizzare i lavori parlamentari rispetto al fatto che la Commissione bilancio non ha ancora concluso i propri lavori: no, qui si sta svolgendo in maniera del tutto chiara e sotto gli occhi di tutti la vicenda di una crisi politica all'interno del Governo e della maggioranza su una questione sensibile e cruciale come quella delle missioni internazionali. Si chiama così, non si chiama in un altro modo. Credo allora che sia questo il tema, nonostante i tentativi di occultarlo in tutti i modi, e questo tema non è possibile né sopirlo, né nasconderlo, né tramutarlo.
Noi vogliamo sapere che cosa intendete fare su questo provvedimento e, in primo luogo, lo vorremmo sapere dal Governo. È il Governo che deve venirci a dire come mai due Ministeri, quello della difesa e quello dell'economia, hanno opinioni diverse sul decreto di rifinanziamento di tutte le missioni internazionali; come mai una forza politica, che tende ad affermarsi come l'unico soggetto in grado di tenere in piedi l'Esecutivo alla Camera e al Senato, decida di parlare per bocca di un Vice Ministro per dire che non voterà a favore del rifinanziamento della missione in Libia. Cos'è questo fatto che qui si sta dipanando, dopo la giornata di ieri, nella quale la Lega ha voluto confermare di essere l'unico soggetto in grado di tenere in piedi questo Governo, decidendo l'esito delle votazioni nell'uno e nell'altro ramo del Parlamento? Questa è la vicenda politica, molto più seria, molto più grave delle manfrine nelle quali ciascuno di noi si rifugia quando è in difficoltà.
La vicenda è solare, è alla luce del sole; noi non abbiamo alcun problema, Presidente. Siamo qui e possiamo svolgere solo la discussione generale o passare a votare gli emendamenti. Qualunque sia la decisione, noi saremo qui a raccontare anche ciò che sta avvenendo su una questione cruciale, delicatissima e sensibile della politica del Governo Berlusconi. (Applausi dai Gruppi PD, IdV e Per il Terzo Polo:ApI-FLI).