CAFORIO (IdV). Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, colleghi, prendo la parola per pochi minuti perché vorrei aggiungere qualche considerazione a quelle abbondanti e preoccupanti che sicuramente svolgerà nel suo intervento la collega Carlino.
Vedete, colleghi, io con dedizione partecipo da tre anni ai lavori della Commissione difesa e, pur non essendo un addetto ai lavori, mi sforzo di comprendere ciò che si decide di andare a normare e, quando condivido, a nome del Gruppo Italia dei Valori, cerco di contribuire al lavoro da svolgersi.
Faccio questa premessa perché, pur sforzandomi, pur mettendo tutta la buona volontà che una persona della mia età può metterci, davvero non riesco a comprendere cosa c'entrino talune disposizioni all'interno di un provvedimento di questo tipo.
Vorrei ricordare che il Governo, prima, tramite l'adozione del decreto-legge, e le Camere, dopo, con la conversione, sono chiamati a disciplinare la partecipazione, per il secondo semestre 2011, delle nostre Forze armate a missioni di pace in giro per il mondo. Certo che, almeno su questo, saremo d'accordo, ma mi chiedo e vi chiedo: cosa c'entrano con le missioni internazionali di pace i balzelli, le tasse, ogni tipo di decisione da assumere in riferimento a tributi riscuotibili dalla Capitaneria di porto e, quindi, da assegnare al bilancio del Ministero dei trasporti? Ancora, continuando, cosa c'entrano con le missioni internazionali le norme circa le commissioni di valutazione dei vertici della Guardia di finanza? Ancora, colleghi (e non me ne vogliate, ma è quello che state per far diventare legge dello Stato), cosa c'entrano i soldi dello Stato libico, congelati in giro per il mondo, con le importanti azioni per l'onerosa assistenza del popolo libico? Tra l'altro, poi, bisognerebbe capire per chi sono importanti, se per le aziende o effettivamente per il popolo libico che, nel caso che si vuole disciplinare, comunque si vedrà rubare i soldi da un altro Stato. Ancora, colleghi, vi chiedo: cosa c'entrano, all'interno di un decreto di rifinanziamento delle missioni, le norme sulla crisi del turismo nella provincia di Trapani, con conseguenti concessioni, a titolo definitivo, di lunga durata, alla Airgest S.p.a., con espressa esclusione dell'obbligo di rendicontazione?
Davvero, colleghi, ve lo chiedo in modo pacato, queste norme e i problemi sicuramente reali di questi settori - di cui sinceramente non dubito - non potevamo affrontarli e inserirli in un altro provvedimento? Abbiamo approvato dieci giorni fa un decreto per lo sviluppo e cinque giorni fa una manovra correttiva dei conti pubblici: non avremmo potuto farlo lì? Abbiamo assistito all'appello accorato del Capo dello Stato alla responsabilità, e poi ci troviamo dinanzi al fatto compiuto, durante l'esame in Commissione di questo decreto-legge.
Ci troviamo a far entrare, all'interno di leggi dello Stato ambiti che meriterebbero appena di essere trattati da un decreto ministeriale, se non da una circolare. Onorevoli colleghi, l'Italia dei Valori non ha nessun problema a discutere le misure con cui aiutare il territorio trapanese: il collega senatore Giambrone ha presentato diversi atti di sindacato ispettivo al riguardo e noi siamo pronti a discutere qualsiasi disposizione in favore del turismo e della piccola impresa in quella zona. Forse però di questi temi si dovrebbe occupare la 10a Commissione permanente, e non la 4a Commissione, attraverso un emendamento ad un decreto-legge. Lo stesso discorso vale per gli altri argomenti da me toccati. Comprendo anche la buona fede dei colleghi firmatari degli emendamenti, ma il Governo ha la responsabilità della qualità della normazione e non può, anche quando ha le risorse, dare parere favorevole su disposizioni di questa portata, all'interno di un decreto-legge come questo.
Concludendo, questo decreto-legge, pur contenendo cose per noi non condivisibili - mi riferisco alla partecipazione dei nostri militari alla missione in Afghanistan - ha visto l'Italia dei Valori comunque favorevole su alcuni punti - mi riferisco all'articolo 5 sulla pirateria - e partecipe al miglioramento del testo, dove ha potuto, come nel caso della cooperazione allo sviluppo. In questo modo, dopo la non punibilità dei militari che provocano disastri ambientali, la naia breve e la proroga del mandato dei COCER (Consiglio centrale di rappresentanza), oggi infilate nel decreto le norme alle quali ho fatto riferimento, che hanno i costi che hanno, mentre siamo costretti a rinviare la seduta dell'Assemblea del Senato per capire come coprire finanziariamente pochi milioni di euro, che già c'erano, per la cooperazione allo sviluppo.
L'Italia dei Valori non può esser favorevole a questo modo di lavorare. Per questo, con i nostri emendamenti cercheremo di apportare modificazioni al decreto, in assenza delle quali voteremo contro il provvedimento stesso. (Applausi dal Gruppo IdV).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Carrara. Ne ha facoltà.