PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.
DEL VECCHIO (PD). Sebbene anche in questa occasione il Senato non abbia potuto contribuire a definire la misura della partecipazione italiana alle operazioni di stabilizzazione, deve essere valutato positivamente l'accoglimento delle proposte della Commissione difesa per contrastare la pirateria. Premesso che tutte le missioni sono legittimate da decisioni delle Nazioni Unite, con riferimento specifico all'Afghanistan va salutata positivamente l'assunzione da parte delle autorità locali del controllo del territorio; il mantenimento dell'impegno italiano dovrà essere sempre più orientato alla formazione della polizia e dell'esercito. E' auspicabile inoltre un maggiore intervento politico per la riconciliazione e lo sviluppo economico. Non sono condivisibili i toni critici espressi nei confronti della missione in Libia: per gli interessi nazionali nella sponda Sud del Mediterraneo, per la politica attiva nel campo dei diritti umani e per i legami storici con i Paesi del Nord d'Africa, l'Italia non può essere relegata in un ruolo marginale rispetto alla vicenda libica che richiede con urgenza una soluzione politica. Alla luce delle tensioni perduranti nei Balcani e delle raccomandazioni del Segretario generale delle Nazioni Unite, desta inoltre perplessità la riduzione della presenza militare in Kosovo e in Libano. Ritenendo che la componente militare e quella civile debbano integrarsi, il PD esprime un forte dissenso rispetto alla riduzione delle risorse destinate alla cooperazione per lo sviluppo. La partecipazione a operazioni di stabilizzazione deriva dall'appartenenza dell'Italia ad organismi internazionali: essa risponde alla necessità di garantire la sicurezza nazionale e di sostenere processi di democratizzazione, ma è anche uno strumento indispensabile di politica estera che non è condizionabile da considerazioni economico-finanziarie. Le tentazioni isolazioniste non arrecano benefici al Paese e il decreto-legge deve essere convertito con un ampio consenso anche per confortare i soldati impegnati nelle missioni. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).
CAFORIO (IdV). Il provvedimento licenziato dalle Commissioni riunite contiene norme che non hanno alcuna attinenza con le missioni internazionali: basti pensare alle disposizioni relative ai tributi che possono essere riscossi dalla Capitaneria di porto, alle commissioni di valutazione dei vertici della Guardia di finanza, all'utilizzo dei fondi dello Stato libico che sono stati congelati, alla crisi del turismo nella provincia di Trapani. L'esigenza condivisibile di sostenere alcuni situazioni di difficoltà avrebbe dovuto essere soddisfatta nelle sedi appropriate, ad esempio in occasione del varo del decreto sullo sviluppo o della manovra economica. Pur non condividendo la partecipazione italiana alla missione in Afghanistan, l'Italia dei Valori è favorevole alle norme di contrasto della pirateria. Il voto finale del Gruppo dipenderà dalla valutazione degli emendamenti che rafforzano la cooperazione allo sviluppo. (Applausi dal Gruppo IdV).
CARRARA (CN-Io Sud). Il decreto-legge riorganizza la partecipazione italiana alle missioni internazionali, aggiornando le priorità strategiche, tagliando alcuni costi e ridefinendo il numero di soldati impegnati. Le Forze armate italiane sono tra le più moderne e operano con efficacia in diversi teatri, consentendo all'Italia di partecipare attivamente ai processi decisionali internazionali. L'Afghanistan è un Paese ancora fragile ed è importante continuare a garantire un impegno nei settori della sanità, dell'educazione, dei mezzi di comunicazione. Con riguardo alla Libia, va giudicato positivamente l'intervento a tutela della popolazione civile ed è condivisibile la proposta di utilizzare fondi libici per garantire credito ad aziende in difficoltà. Nonostante il ridimensionamento di alcuni contingenti, l'Italia mantiene complessivamente gli impegni assunti a livello internazionale. (Applausi della senatrice Castiglione).
CONTINI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Le missioni internazionali sono uno strumento essenziale della politica estera, sono una fonte di prestigio per il Paese, sono funzionali alla tutela della sicurezza: la loro discussione non dovrebbe quindi risentire in alcun modo delle fibrillazioni della politica interna e degli interessi di parte. La gestione delle missioni presenta tuttavia nodi critici che non sono stati ancora sciolti e che divengono più evidenti: esigenze di pianificazione e di certezza finanziaria impongono di superare la procedura delle proroghe semestrali, che non garantisce una prospettiva temporale adeguata. Occorre adottare una legge quadro che assicuri i finanziamenti necessari, consenta al Parlamento una valutazione più approfondita dei singoli interventi e conferisca all'impegno italiano maggiore credibilità. E' noto che le risorse stanziate dal decreto-legge in esame non saranno sufficienti. Un altro aspetto criticabile del provvedimento riguarda la distribuzione sbilanciata delle risorse che penalizza la cooperazione allo sviluppo: non si tratta di un tema appannaggio dell'opposizione, l'attività delle organizzazioni non governative è strumento essenziale di stabilizzazione e di crescita democratica. (Applausi dai Gruppi Per il Terzo Polo: ApI-FLI e PD).
CARLINO (IdV). Nella critica generale che l'Italia dei Valori rivolge al complesso del provvedimento, maggiormente negativo è il giudizio che esprime in merito alle risorse destinate alla cooperazione allo sviluppo, i cui fondi, progressivamente ridotti negli ultimi tre anni, restano insufficienti. Il Gruppo ribadisce inoltre forti riserve circa la partecipazione italiana alle operazioni militari in Afghanistan, non solo per le ragioni che le sottendono quanto anche per le modalità con cui vengono condotte. Gli stanziamenti previsti a supporto della politica di transizione che le forze occidentali stanno tentando di avviare nel territorio non sono sufficienti a garantire soddisfacenti livelli di sicurezza ai contingenti militari impiegati, a fronte, peraltro, dei rischi connessi ai grandi flussi di denaro che giungono nell'area. Pur avendo le opposizioni votato sempre responsabilmente alla proroga delle missioni internazionali, il contesto è ormai profondamente cambiato. È per questo che si rende opportuna una legge quadro che riduca quanto più è possibile i rischi stabilendo linee e limiti di intervento, a garanzia di chi opera nei teatri di guerra. (Applausi del senatore Pardi).
DIVINA (LNP). In ossequio agli obblighi internazionali che vincolano ogni Governo che succede al precedente, il Parlamento ha sempre provveduto a prorogare le missioni militari all'estero, rispondendo alla necessità di tutelare i diversi interessi in gioco, non ultimi quelli economici. In tale contesto, che negli anni rimane immutato, la crisi economico-finanziaria che ha posto il Paese sotto osservazione internazionale induce a differenziare tra le diverse operazioni che vedono impegnati i contingenti militari italiani e, quindi, ad operare riduzioni di spesa laddove questa non appare indispensabile. L'intervento contro il regime di Gheddafi in Libia, al quale la Lega si è sempre dichiarata contraria per le immediate ripercussioni sull'Italia di qualsiasi crisi che interessi il Mediterraneo, si presenta troppo oneroso, al pari della missione in Libano, dove i numerosi caveat imposti al Governo rendono la presenza militare italiana nell'area poco incisiva e scarsamente efficiente. Diverso è l'impegno dell'Italia in Afghanistan, dove il contrasto al terrorismo internazionale è accompagnato da un'azione di cooperazione alla costruzione dello Stato, condotta anche attraverso interventi diversificati. Apprezzabile è pertanto l'impegno dell'Esecutivo a procedere ad una graduale riduzione dei contingenti militari impegnati all'estero che consentirà di recuperare notevoli energie finanziarie. Sollecita infine l'approvazione di un ordine del giorno che impegna il Governo a porre i fondi libici congelati in Italia a garanzia delle imprese italiane che nel corso della crisi libica hanno dovuto affrontare molteplici rischi. (Applausi del senatore Fosson).
Presidenza del vice presidente NANIA
RAMPONI (PdL). La convergenza tra maggioranza ed opposizione ha sempre consentito che l'Italia fosse diffusamente impegnata all'estero in operazioni di pace, di cooperazione e di stabilizzazione in ottemperanza agli obblighi internazionali assunti negli anni. Nel corso di tali operazioni i contingenti militari italiani hanno sempre dato prova di professionalità e di alta capacità, guadagnandosi il rispetto ed il riconoscimento del mondo intero. Questo è stato possibile anche grazie alla valida azione di cooperazione che le forze italiane hanno svolto in favore delle popolazioni locali e del loro sviluppo economico e sociale, nonostante l'impossibilità di avvalersi di fondi adeguati. Il decreto in esame innova rispetto al passato prevedendo non solo lo stanziamento di risorse per l'intervento in Libia, così come approvato dal Parlamento nella sua interezza, quanto anche un impegno concreto dell'Esecutivo nella progressiva riduzione dei contingenti militari di circa 2.000 unità entro l'anno. Particolare soddisfazione si deve poi esprimere per l'intenzione del Governo di coinvolgere maggiormente l'istituzione parlamentare nella definizione delle linee programmatiche relative al finanziamento delle missioni internazionali. L'intervento volto ad assicurare protezione alle navi italiane vittime della pirateria dimostra infine l'impegno del Governo a tutelare gli interessi commerciali nazionali. (Applausi dal Gruppo PdL e della senatrice Negri).
PRESIDENTE.Dichiara chiusa la discussione generale e rinvia il seguito dell'esame del disegno di legge n. 2824 ad altra seduta.
Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.
La seduta termina alle ore 12,20.