CASTIGLIONE (CN-Io Sud). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE (CN-Io Sud). Signor Ministro, il triennio 2008-2011 ha visto una decurtazione del Fondo per le politiche sociali di ben il 70 per cento. Vorrei che questo Fondo non venisse considerato un mero costo per lo Stato, ma piuttosto uno strumento per garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini, soprattutto di quelli affetti da disabilità.
Pur riconoscendo che ultimamente è stato migliorato il servizio di validazione telematica delle domande di riconoscimento dell'invalidità civile, bisogna rilevare alcune incongruenze e difficoltà tuttora esistenti, che riguardano in particolare i tempi di attesa tra la presentazione della domanda di riconoscimento dell'invalidità civile e la convocazione per la visita medica. Esistono addirittura tempi medi di attesa, da due mesi a due anni, all'interno della stessa Provincia.
Vengono programmate dallo Stato continue verifiche dello stato invalidante (l'anno scorso sono state ben 100.000), che creano soltanto tagli indiscriminati rispetto alle patologie croniche da cui sono affetti i pazienti che presentano la domanda. Se consideriamo pure le differenze di valutazione e di criteri delle commissioni ASL e INPS, alla fine ci rendiamo conto che la maggior parte dei pazienti fa ricorso e che ben il 50 per cento di questi ricorsi alla fine viene accolto, quindi il taglio diventa indiscriminato e relativo, con un ulteriore aggravio dei costi. Ci sono poi continue revisioni delle patologie croniche, che sicuramente vanno verso un peggioramento progressivo, e non certo verso un miglioramento o la guarigione, revisioni che creano soltanto un ingolfamento delle commissioni stesse.
Le chiedo quindi, signor Ministro, se a questo punto non sia opportuno rimodulare le commissioni ASL e INPS, accorciando anche i tempi di attesa, soprattutto per le patologie tumorali, e aumentare il personale INPS all'interno delle commissioni, perché rispetto a quelle precedenti del Ministero del tesoro si è ridotto del 50 per cento. Perché non prevedere infine anche un aumento degli importi per l'invalidità civile soprattutto a livello di indennità di accompagnamento, magari fissando un tetto di reddito (pari a 30.000 euro l'anno, per esempio), in maniera tale da differenziare la situazione delle famiglie a reddito bassissimo, che con quei 400 euro al mese non possono garantire nemmeno il pagamento delle rette presso gli istituti di ricovero?
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere congiuntamente agli interroganti il ministro del lavoro e delle politiche sociali.