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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 577 del 30/06/2011


DE TONI (IdV). Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor vice ministro Castelli, finalmente, anche se per lo spazio di una mozione, la politica dei trasporti torna all'attenzione di quest'Aula. È un segnale importante. La necessità di affrontare la questione dei servizi per la mobilità nel Paese non è più rinviabile, soprattutto in un momento segnato da una grave crisi per il sistema dei trasporti.

C'è bisogno di un nuovo approccio: partire dagli interessi degli utenti per modellare le scelte politiche da adottare nel futuro, per dare attuazione al diritto alla mobilità, un diritto irrinunciabile per i cittadini e per le esigenze produttive delle imprese.

In questa fase il criterio guida deve essere l'integrazione: un'integrazione tra reti nazionali e internazionali, tra reti di media-lunga percorrenza e quelle destinate al trasporto pubblico locale, e ovviamente tra le diverse modalità di trasporto. Parlare di integrazione significa sviluppare innanzitutto il trasporto ferroviario, in quanto è fuori dubbio che le ferrovie costituiscano un grande strumento per l'ammodernamento e il rilancio del nostro Paese. Occorre concentrare l'azione di governo a tutti i livelli, nazionale, regionale e locale. Il trasporto ferroviario vanta, infatti, il miglior bilancio ambientale rispetto non solo alla gomma, ma anche al trasporto aereo.

Da anni la politica dell'Unione europea sostiene che un sistema di trasporti ferroviari efficiente e di qualità sia da considerare un elemento cardine per rafforzare le libertà fondamentali del mercato unico. Basti pensare che l'Unione europea non fa rientrare negli aiuti di Stato il finanziamento per il completamento, la realizzazione e la manutenzione di infrastrutture ferroviarie.

Il 28 marzo 2011 la Commissione europea ha adottato il nuovo Libro bianco sui trasporti, con una strategia di ampio respiro e dal lungo orizzonte temporale fino al 2050, nel tentativo, davvero complesso, di coniugare l'incremento della mobilità e la riduzione delle emissioni. Il documento prevede, tra gli obiettivi da raggiungere, che la maggior parte del trasporto di medie distanze dei passeggeri debba avvenire mediante ferrovia, e che occorrerà collegare tra di loro le reti ferroviarie, aeroportuali, marittime e fluviali.

Raggiungere tali obiettivi nel nostro Paese sarà veramente arduo, considerata l'inadeguatezza delle infrastrutture ferroviarie e dei servizi di trasporto. L'Italia è l'unico Paese in Europa che finanzia strade e autostrade con risorse pubbliche che sono doppie rispetto a quelle previste per le ferrovie nazionali e regionali. Ed è questa la ragione per cui il servizio ferroviario pendolare ha degli standard così distanti dal resto dei Paesi europei.

Nel perseguimento della liberalizzazione non si può dimenticare un tema quanto mai delicato che riguarda la sopravvivenza del servizio universale nel nostro Paese, ossia quello che non si ripaga con i biglietti, ma che permette di avere treni che collegano anche città e direttrici fondamentali che non hanno molto traffico, come gli assi adriatico e tirrenico o i collegamenti trasversali del nostro Paese. Fino ad oggi il costo di queste tratte finiva nel grande bilancio delle Ferrovie dello Stato, insieme alle voci derivanti da tratte ricche (leggi: Alta velocità) e ad altre in perdita. Ma nel futuro, con la concorrenza sulle tratte competitive, queste risorse si ridurranno e la situazione rischia di diventare davvero seria.

Di fronte a tali problemi, la strategia delle Ferrovie dello Stato è questa: tagliare le tratte in perdita (si parla di 154 treni), concentrare attenzioni e investimenti su quelle redditizie, partecipare a gare all'estero. Sta progressivamente abbandonando la qualità dei servizi offerti, opera nell'assenza di investimenti e di una concreta programmazione. Tutto questo a danno dell'interesse pubblico.

I cittadini che ogni giorno si muovono in treno dovrebbero essere l'interlocutore fondamentale di una strategia di potenziamento del servizio. Migliorare la qualità non dipende solo dalle risorse a disposizione, sicuramente scarse, ma anche dall'attenzione ai problemi riscontrati su ogni singola linea, dalla disponibilità ad ascoltare e a trovare soluzioni operative che migliorino la qualità dei servizi. Non mi pare che vi sia qualcosa di tutto questo.

Venendo poi alle problematiche del trasporto merci, la situazione non migliora. Occorrerebbe adoperarsi affinché lo sviluppo del trasporto ferroviario merci sia inserito in una strategia di crescita del sistema dei trasporti e della logistica più complessiva. Il radicale mutamento del contesto economico mondiale ha dato l'avvio già da anni all'apertura di immensi mercati. La competizione economica in un ambito così ampio non può essere lasciata alle iniziative delle singole imprese. C'è bisogno - lo sottolineo - di un sistema e, in esso, il sistema dei trasporti deve essere una leva e non un freno alla crescita dell'economia. Ma finora a tale apertura si è fatto corrispondere un modello di trasporto dominato dal mezzo privato su gomma. Avete continuato a sostenere l'autotrasporto invece di promuovere in maniera significativa la convenienza per imprenditori e clienti a trasportare su ferrovia. Non avete voluto affrontare le questioni relative alla congestione del traffico dei nodi ferroviari e all'inadeguatezza o mancanza di itinerari specificamente dedicati al trasporto merci. Il risultato è che le Ferrovie dello Stato hanno rinunciato, quasi del tutto, a trasportare merci in Sardegna e in Sicilia e deciso di trasportare poco nel resto d'Italia e, nel frattempo, risultano ancora troppo pochi gli operatori del settore diversi da Trenitalia Cargo. Su questo molto incide la questione della separazione proprietaria di RFI rispetto a Trenitalia.

Mi preme poi evidenziare una problematica particolare: il confronto tra i collegamenti su ferro tra gli aeroporti e le principali città europee. Anche questo elemento rientra tra gli obiettivi del Libro bianco. Secondo quanto emerge da uno studio realizzato nella seconda metà del 2010 relativo allo sviluppo futuro della rete aeroportuale nazionale, nonostante il 60 per cento degli scali italiani sia ad una distanza inferiore di 10 chilometri dal centro urbano di riferimento, in molti casi i tempi di accessibilità risultano rallentati dal traffico locale o da una viabilità inadeguata. Stupisce che il collegamento tra le due principali città italiane e l'aeroporto risulti il più «costoso» e al tempo stesso tra i più lenti se rapportato al panorama europeo. A Londra e Madrid il collegamento con l'aeroporto è garantito tramite una linea metropolitana. La differenza principale tra Roma, Milano e le altre città europee è che il prezzo dei biglietti è superiore persino a quello di Londra.

È evidente, quindi, che con queste mozioni stiamo parlando di un obiettivo che, di per sé, riveste un interesse generale. Per raggiungere tale obiettivo, crediamo che servano una strategia politica ed una volontà programmatica: non solo una condivisione a parole e di principio, ma scelte di Governo e di politica economica chiare ed inequivocabili.

Per queste ragioni e per la necessità di venire incontro alle esigenze dei cittadini chiediamo al Governo di definire innanzitutto un assetto regolatore del mercato ferroviario più adeguato per promuovere la competitività e per conseguire i seguenti obiettivi: garantire la promozione della concorrenza attraverso il perseguimento di una reale indipendenza tra regolatore e regolato, considerato che allo stato attuale lo Stato, proprietario al 100 per cento del gruppo Ferrovie dello Stato, si trova a ricoprire un triplice ruolo: quello di regolatore, quello di soggetto politico chiamato a stimolare la qualità del servizio e quello di azionista interessato a perseguire, dopo anni di dissesti, l'equilibrio finanziario della società; stimolare il conseguimento dell'efficienza degli operatori; armonizzare gli obiettivi economico-finanziari dell'impresa di trasporto con la prerogativa sociale.

Altri obiettivi che chiediamo al Governo sono di procedere, d'intesa con le Regioni e le amministrazioni locali e con il coinvolgimento dei principali attori del settore, ad adottare una strategia di sostegno e sviluppo del sistema dei trasporti ferroviari di persone e di merci; avviare un ciclo di controlli e verifiche al fine di monitorare l'effettiva rispondenza dei servizi offerti; intervenire concretamente sul gestore del servizio di trasporto affinché ampie fasce della popolazione del Mezzogiorno e delle isole, tuttora impossibilitate ad accedere al trasporto ferroviario per la totale assenza del servizio, possano vedere garantito il diritto alla mobilità e alla circolazione tutelato dalla Costituzione; garantire condizioni di parità per tutti i soggetti in esso operanti; provvedere alla realizzazione di collegamenti tramite linee metropolitane tra le principali città italiane e l'aeroporto; favorire il coinvolgimento dell'utenza anche attraverso la creazione di strutture di confronto istituite presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; considerare la possibilità concreta del commissariamento del gruppo Ferrovie dello Stato, nel caso vengano disattese le sollecitazioni del Parlamento. (Applausi dal Gruppo IdV e della senatrice Negri).

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il senatore Grillo per illustrare la mozione n. 448.