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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 577 del 30/06/2011


Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento, su iniziative per favorire l'occupazione femminile, sullo stanziamento di risorse per le politiche sociali e familiari e sulla gestione finanziaria degli enti previdenziali privati

PRESIDENTE. Informa che è in corso la diretta televisiva con la RAI. Sanno svolte per prime le interrogazioni su iniziative per favorire l'occupazione femminile.

BONFRISCO (PdL). Dopo l'approvazione della legge sulla presenza delle donne nei consigli di amministrazione delle imprese, occorre proseguire sulla strada dell'aumento dell'occupazione femminile. Il rilevante documento sulla conciliazione tra lavoro e famiglia disegna un quadro di buone pratiche: chiede quindi quali politiche intenda seguire il Governo per realizzarne gli obiettivi.

FRANCO Vittoria (PD). La bassa partecipazione femminile al mercato del lavoro costituisce un elemento strutturale di debolezza e arretratezza dell'economia italiana. Chiede per quale ragione il Governo sembra ignorare questa carta di riserva per la crescita e, nel decreto per lo sviluppo, non ha inserito alcuna misura per l'occupazione femminile. I tagli alla spesa sociale e la trasformazione della famiglia in struttura portante del welfare rendono sempre più difficile la conciliazione di lavoro e cura.

SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). L'Italia è agli ultimi posti in Europa per tasso di occupazione femminile. Finora il Governo ha fatto poco per promuovere pari opportunità di lavoro: chiede quindi quali misure il Ministro intenda adottare per favorire la conciliazione del tempo di lavoro con quello familiare.

GERMONTANI (Misto-FLI). Il decreto-legge n. 78 del 2009 aveva previsto che le risorse rivenienti dall'innalzamento dell'età pensionabile delle donne nel pubblico impiego confluissero in un fondo strategico a sostegno dell'economia reale: chiede al Governo come intenda utilizzare quelle risorse, sottolineando che il telelavoro potrebbe contribuire utilmente a coniugare le esigenze di lavoro e famiglia.

CARLINO (IdV). Le condizioni di lavoro delle donne italiane sono tra le peggiori in Europa: i salari sono inferiori del venti per cento a quelli degli uomini, la carenza di servizi rende ardua la conciliazione di lavoro e famiglia, in tempi di crisi le lavoratrici sono le prime ad essere licenziate. L'Italia è molto lontana dagli obiettivi fissati per il 2020: chiede quali iniziative il Governo intenda adottare. (Applausi del senatore Pedica).

SACCONI, ministro del lavoro e delle politiche sociali. L'Italia soffre di un basso tasso di occupazione femminile che può essere imputato alla rigidità eccessiva del mercato del lavoro: la legge Treu e la legge Biagi hanno aumentato il tasso di occupazione delle donne di dieci punti percentuali e la liberalizzazione del collocamento può fornire un ulteriore contributo. Il Governo in carica ha lavorato in quattro direzioni: ha promosso servizi cura all'infanzia (asili nido aziendali e domiciliari), trovando tuttavia un limite in una sentenza della Corte costituzionale che richiama la competenza delle Regioni. Ha favorito, in sede di contrattazione collettiva, lo sviluppo di buone pratiche, tra cui l'orario di lavoro flessibile, utili a conciliare lavoro e famiglia. Ha inserito nel decreto-legge per lo sviluppo una norma sui contratti di inserimento; ha ottenuto una delega per riformare l'intera disciplina dei congedi, delle aspettative e dei permessi. Il Governo, che non ha solo operato tagli alla spesa ma ha stanziato 37,5 miliardi per gli ammortizzatori sociali e ha alimentato il fondo per le politiche sociali, proporrà in sede di delega per la riforma fiscale un intervento sull'assistenza volto a conciliare lavoro e famiglia.

BONFRISCO (PdL). Si dichiara particolarmente soddisfatta delle linee guida esposte dal Governo, incentrate su forme intelligenti e più proficue di flessibilità del mercato del lavoro.

FRANCO Vittoria (PD). Anziché riflettere sulle cause storiche della bassa occupazione femminile, il Governo dovrebbe agire per invertire la rotta. Il fondo per la famiglia è stato tagliato, il tempo pieno nelle scuole è stato ridotto, i servizi alla persona sono diminuiti: la disoccupazione femminile e il divario tra competenze e opportunità, evidentemente, non costituiscono un problema per il Governo. (Applausi dal Gruppo PD).

GERMONTANI (Misto-FLI). La legge finanziaria per il 2010 e la legge di stabilità per il 2011 hanno utilizzato le risorse provenienti dall'innalzamento dell'età pensionabile delle donne nel pubblico impiego a copertura di interventi sociali generici. Quei fondi devono invece essere impiegati per finanziare provvedimenti mirati, quali la detassazione dei redditi da lavoro femminile e gli incentivi per il telelavoro.

SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Per contrastare la disoccupazione femminile occorrono interventi più incisivi. I tagli agli enti locali sono in contraddizione con una politica di sostegno agli asili e una reale politica della flessibilità dovrebbe favorire innanzitutto il part-time.

CARLINO (IdV). Si dichiara insoddisfatta della risposta del Ministro che ha elencato provvedimenti adottati due anni fa. Le donne, però, continuano a uscire più facilmente dal mercato del lavoro e ad avere maggiori difficoltà a rientrarvi.