considerato che:
nell'atto di sindacato ispettivo di cui in premessa si illustrava tra l'altro come la Roche, per scegliere i soggetti da licenziare, avesse escogitato un criterio basato sul punteggio e su alcuni parametri stabiliti arbitrariamente dall'azienda, i quali dunque non apparivano provvisti dei connotati, richiesti per legge, di obiettività e generalità e tendevano, invece, a creare soltanto un apparente coinvolgimento nella procedura di licenziamento collettivo di tutti gli informatori scientifici del farmaco, aggirando in tal modo la contestata fungibilità tra i medesimi lavoratori;
risulta agli interroganti che la Roche avrebbe proceduto al licenziamento di tre informatori scientifici del farmaco (ISF) solo perché gli stessi avrebbero chiesto informazioni precise circa i criteri e la formazione delle relative graduatorie;
due di questi dipendenti erano stati appena reintegrati dalla Corte di Appello di Milano nella funzione di ISF, dopo che per tre anni sarebbero stati demansionati e avrebbero subito un trasferimento della sede di lavoro dalla Sicilia e dal Lazio a Monza;
questo atteggiamento della Roche appare vessatorio e persecutorio verso lavoratori che avrebbero solo richiesto trasparenza e controllo della legittimità delle varie procedure fin qui attuate;
tale intervento di controllo e verifica, evidentemente non ancora effettuato, era stato richiesto al Ministro in indirizzo con l'atto di sindacato ispettivo, il quale, tuttavia, non ha ancora ricevuto risposta,
si chiede di sapere:
quale sia il motivo della mancata risposta all'atto di sindacato ispettivo 4-05182;
perché non siano stati attivati gli interventi di controllo richiesti;
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle ulteriori vicende sopra esposte e quali azioni concrete nell'ambito delle proprie competenze intenda porre in essere al fine di tutelare i lavoratori da atteggiamenti vessatori da parte di Roche.
(4-05513)