ad agosto 2009 la Procter & Gamble (P&G), società multinazionale di prodotti di largo consumo, stipula con la società farmaceutica americana Warner Chilcott (WC) un accordo per la cessione del proprio ramo farmaceutico, cessione che diventerà effettiva in data 30 ottobre 2010;
secondo quanto riferito dai lavoratori, al momento della cessione, P&G comunica la determinazione di WC di investire sui farmaci e sul personale proveniente da P&G in forza della riconosciuta elevata qualificazione professionale di tale personale, elementi che, secondo WC, avrebbero consentito grandi investimenti in termini di innovazione e sviluppo di farmaci;
in data 2 ottobre 2009, la neocostituita società Warner Chilcott Italy (WCI), a norma dell'art. 47 della legge 29 dicembre 1990, n. 428, invia una breve comunicazione alle rappresentanze sindacali firmatarie dell'accordo di cessione del ramo d'azienda illustrando i progetti e le strategie di sviluppo del ramo in via di acquisizione;
in data 19 gennaio 2011 si svolge una riunione tra i rappresentanti delle Rappresentanze sindacali unitarie, il direttore delle Risorse umane Alessandro Maniscalco e il direttore delle vendite Gianni Paolucci al termine della quale viene redatto un verbale, sottoscritto da tutti i partecipanti, nel quale si legge testualmente il "Raggiungimento degli obiettivi complessivi di vendite in fatturato" e che si conclude con l'assicurazione che "Non ci sono elementi di preoccupazione che riguardano aspetti occupazionali, salvo imprevisti di grossa entità che esulano dalle previsioni aziendali";
in palese antitesi con quanto comunicato nella riunione del 19 gennaio 2011, in data 18 aprile 2011 WCI, ai sensi dell'art. 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, invia a tutti i suoi 151 dipendenti non dirigenti (impiegati amministrativi, addetti alla contabilità, informatori scientifici del farmaco), alle organizzazioni sindacali ed alle competenti Direzioni provinciali del lavoro una comunicazione con la quale annuncia l'apertura di una procedura di mobilità motivata dalla "necessità di avviare la procedura di riduzione del proprio personale per cessazione delle proprie attività" In particolare secondo la citata comunicazione, tale riduzione (riguardante in realtà la totalità dei dipendenti) sarebbe necessaria a causa della "situazione negativa nella quale versa il mercato farmaceutico in Europa ed in Italia ed in particolare nella scadenza del brevetto per il prodotto farmaceutico Actonel, occorsa nel mese di dicembre 2010, con la vendita del quale la società realizzava circa il 70% del proprio fatturato annuo" e dalla previsione secondo la quale "la perdita dell'esclusiva connessa ad Actonel e l'introduzione sul mercato di farmaci generici della stessa tipologia provocherà una significativa, rapida, insostenibile e sostanziale riduzione dei ricavi della società";
considerato che:
per quanto risulta agli interroganti, la non veridicità, e comunque incompletezza, della comunicazione del 18 aprile 2011 emerge da ciò che costituisce la ragione posta a fondamento della procedura di riduzione del personale per asserita cessazione di attività, e cioè la fisiologica scadenza del brevetto relativo al farmaco Actonel (unico dato veritiero, ma del tutto insignificante, contenuto nella comunicazione) la quale era, ovviamente, ben nota fin dal momento della registrazione del farmaco (numerosi anni or sono) e dunque anche al momento della cessione del ramo farmaceutico da P&G a WC, e detta circostanza non solo non ha impedito la cessione del suddetto ramo farmaceutico, motivata anzi da trionfalistici proclami di rilancio dell'attività farmaceutica, di espansione mondiale e potenziamento di WC, di crescita di fatturati, ma non è stata nemmeno menzionata come possibile causa di imminenti problemi occupazionali per il personale nella comunicazione del 2 ottobre 2009, la cui finalità essenziale, a norma dell'art. 47 della legge n. 428 del 1990, era proprio quella di rendere edotte le organizzazioni sindacali, ed i lavoratori, dei motivi del programmato trasferimento d'azienda, delle sue conseguenze giuridiche, economiche e sociali per i lavoratori, e delle eventuali misure previste nei confronti di questi ultimi, al fine di consentire il confronto ed il controllo sindacale in un quadro di massima trasparenza;
inoltre nella comunicazione del 2 ottobre 2009 non v'è traccia alcuna di informazioni sulle suddette conseguenze giuridiche, economiche e sociali per i lavoratori, ed in particolare di possibili ricadute occupazionali, ed anzi si asserisce che il trasferimento non avrebbe avuto "alcuna conseguenza sull'occupazione";
le false rassicurazioni su grandi prospettive lavorative (che hanno scoraggiato molti da scelte professionali ed esistenziali diverse) sono proseguite per tutto il 2010 tanto che, come denunciato dai lavoratori, in più occasioni, pubbliche e private, i vertici aziendali avrebbero assicurato ampie prospettive di crescita di mercato e di fatturati;
secondo quanto rilevato dai lavoratori, nella comunicazione del 18 aprile 2011 il motivo addotto a giustificazione della cessazione di attività (la scadenza, nel dicembre 2010, del brevetto relativo al farmaco Actonel) sarebbe non veritiero in quanto del tutto insignificante, perché fisiologico ed immanente e noto da sempre, e così pure la pretesa riduzione del fatturato e dei ricavi che ne sarebbe conseguenza, sarebbe in realtà smentita da comunicazioni ufficiali della stessa WCI;
inoltre non risulterebbe veritiera nemmeno l'asserita "cessazione di tutte le attività aziendali" non avendo WC ceduto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) relativa ai farmaci che gestisce, ed in relazione ai quali deve per legge svolgere una serie di attività legalmente necessitate (farmacovigilanza attiva e sorveglianza post marketing). Secondo i lavoratori, la falsamente addotta cessazione di tutte le attività aziendali ha comportato altresì l'omissione di contenuti essenziali della comunicazione, quali la mancata indicazione delle ragioni per cui non è possibile individuare misure alternative ai licenziamenti, e la mancata indicazione della collocazione aziendale e dei profili professionali del personale eccedente;
con la soppressione del servizio di informazione scientifica sui farmaci, del servizio scientifico e del servizio di farmaco-vigilanza verrebbero meno le garanzie poste a tutela della salute tra i pazienti utilizzatori dei farmaci di cui WC ha avuto l'AIC,
si chiede di sapere:
se il Governo sia a conoscenza di quanto esposto;
quali azioni concrete intenda porre in essere al fine di promuovere un tavolo di confronto tra la Warner Chilcott Italia e le parti sociali finalizzato all'individuazione di soluzione della vertenza illustrata che salvaguardi i livelli produttivi ed occupazionali;
quali interventi intenda porre in essere al fine di chiarire i reali termini dell'operazione;
se non ritenga, nell'ambito delle proprie competenze, di verificare la correttezza dei comportamenti posti in essere da Procter & Gamble e Warner Chilcott nell'ambito della vicenda illustrata;
quali azioni concrete intenda porre in essere, anche a livello legislativo, al fine di tutelare i diritti dei lavoratori dagli eventuali abusi della normativa riguardante la cessione di ramo d'azienda;
quali azioni si intendano intraprendere al fine di tutelare la salute pubblica messa a rischio dalla soppressione del servizio di informazione scientifica da parte di Warner Chilcott sui propri prodotti.
(4-05512)