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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 576 del 29/06/2011


RESOCONTO SOMMARIO

Presidenza del vice presidente NANIA

La seduta inizia alle ore 16,32.

Il Senato approva il processo verbale della seduta del giorno precedente.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B ai Resoconti della seduta.

Avverte che dalle ore 16,37 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Seguito della discussione delle mozioni nn. 336 (testo 2), 442, 446 e 447 sulla mancata ratifica della Convenzione dell'Aja sui minori

Approvazione delle mozioni nn. 336 (testo 2), 442 (testo 2), 446 e 447

PRESIDENTE. Nella seduta antimeridiana ha avuto inizio l'illustrazione delle mozioni.

GALLONE (PdL). Gli Stati sottoscrittori della Convenzione dell'Aja sulla competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori si impegnano a contribuire alla creazione di uno spazio giudiziario comune e di forme di comunicazione fra il Paese di origine del minore adottato e quello di destinazione, a determinare le competenze giuridiche dei Paesi, ad individuare la legge applicabile dalle autorità competenti e la legge applicabile alla responsabilità genitoriale, a garantire il riconoscimento e l'esecuzione delle misure di protezione del minore in tutti gli Stati contraenti. L'Italia ha adottato una serie di provvedimenti per adeguare la legislazione nazionale ad un contesto sociale in continua evoluzione, ma non ha ancora ratificato la Convenzione in ragione di alcune norme incompatibili con la disciplina italiana sull'immigrazione. Particolarmente difficile è parso il riconoscimento dell'istituto del diritto musulmano della kafala previsto dalla Convenzione, che consente a individui adulti di prendersi cura di minori abbandonati fino alla loro maggiore età, senza però stabilire con essi alcun legame giuridico. Tale istituto è infine risultato ammissibile nell'ordinamento italiano solo nel caso che esso sia sancito da provvedimento dell'autorità giudiziaria locale e non in forza di un semplice accordo di diritto privato, che potrebbe nascondere forme di sfruttamento. La delicata questione è stata valutata dal Comitato per l'Islam italiano ed è al vaglio, insieme ad altri aspetti, del tavolo di lavoro coordinato dal Ministero della giustizia. Con la mozione n. 446 si impegna il Governo ad attivarsi per accelerare al massimo la ratifica della Convenzione. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Serra).

ADERENTI (LNP). La mancata ratifica della Convenzione dell'Aja sui minori, oltre ad esporre l'Italia ad una procedura da parte dell'Unione europea contro la violazione dei trattati, ritarda l'adeguamento della normativa italiana sulla protezione dei minori che si trovino in situazioni di custodia che coinvolgano Stati diversi, che notoriamente originano contenziosi dai risvolti spesso drammatici, fino alla sottrazione dei minori contesi da parte di uno dei genitori. Il ritardo accumulato è da ascriversi soprattutto al problema relativo al riconoscimento formale dell'istituto della kafala, che nei Paesi islamici consente l'affidamento dei minori abbandonati, dove l'adozione legittimante è vietata dal Corano, in quanto recide i legami del minore con la famiglia di origine. Il Ministero dell'interno ha infine sciolto la riserva sulla sola kafala giudiziale, consentendo la ripresa dei lavori di predisposizione del disegno di legge di ratifica da parte della Commissione interministeriale preposta. La mozione n. 447 impegna il Governo ad attivarsi per favorire la celere ratifica della Convenzione e ad introdurre nel testo di legge una precisa disciplina in relazione al riconoscimento dell'istituto della kafala, con particolare riferimento alla libertà religiosa dei genitori adottivi. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni.).

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione sulle mozioni.

CASTIGLIONE (CN-Io Sud). Il Governo e il Parlamento, che si sono dimostrati sensibili rispetto alle problematiche dei bambini e degli adolescenti con l'approvazione del disegno di legge che istituisce l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, sono però in colpevole ritardo nella ratifica della Convenzione dell'Aja del 1996, sulla responsabilità genitoriale e la protezione dei minori e che dota gli Stati aderenti di utili strumenti per la cooperazione in materia e per l'adozione di provvedimenti su bambini e adolescenti abbandonati. Il Gruppo CN-Io Sud valuta positivamente le mozioni presentate, che impegnano il Governo ad accelerare la ratifica del trattato, le cui norme consentirebbero di risolvere situazioni giuridicamente complicate in materia, ad esempio con il riconoscimento dell'istituto della kafala, che consentirebbe alle famiglie italiane di accogliere i tanti minori abbandonati provenienti dal Nord Africa. (Applausi dai Gruppi CN-Io Sud e PdL).

RIZZOTTI (PdL). La Convenzione dell'Aja del 1996 consente di creare un canale di comunicazione ed uno spazio giudiziario comune fra Stati su provvedimenti che vedono coinvolti minori provenienti da Paesi colpiti da calamità naturali, minori in affido internazionale, minori con provvedimento di kafala, che scontano proprio l'incomunicabilità fra il Paese di origine e quello di eventuale destinazione. Proprio il riconoscimento della kafala, che è la più alta forma di protezione dell'infanzia abbandonata nei Paesi dell'Islam, ha costituito un ostacolo per la ratifica della Convenzione. Il tavolo interministeriale coordinato dal Ministero della giustizia sta svolgendo un prezioso lavoro di valutazione e coordinamento, ma è auspicabile che si pervenga il prima possibile alla definizione di una norma che autorizzi la ratifica della Convenzione dell'Aja. (Applausi dal Gruppo PdL).

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione.

ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Esprime parere favorevole sulle mozioni nn. 336 (testo 2), 446 e 447. Il parere è favorevole anche sulla mozione n. 442, a patto che venga espunto il quarto capoverso della premessa, in cui si dice che la mancata ratifica lascia trasparire il debole interesse del Governo per gli obiettivi della Convenzione.

SERAFINI Anna Maria (PD). Modifica la mozione n. 442 nel senso indicato dal Governo (v. testo 2 nell'Allegato A).

PRESIDENTE. Passa alla votazione finale.

CARLINO (IdV). Voterà a favore di tutte le mozioni, che riflettono la volontà concorde del Parlamento e offrono un altro importante segnale di sensibilità nei confronti dei minori, dopo l'approvazione della legge istitutiva dell'Autorità garante per l'infanzia. Permane però il problema della scarsa trasparenza dei bilanci per quel che riguarda le politiche per l'infanzia e l'adolescenza e quello della generale decurtazione delle risorse destinate alle politiche sociali, alle politiche per la famiglia e all'attuazione del Piano nazionale per l'infanzia. Anche in vista dell'ennesimo, pesante intervento in materia finanziaria, auspica dunque che, oltre ad approvare un'adeguata normativa a tutela dell'infanzia, vengano stanziate le risorse necessarie alla sua effettiva applicazione. (Applausi del senatore Ignazio Marino).

BOLDI (LNP). Il Gruppo voterà a favore delle mozioni presentate, dal momento che la ratifica della Convenzione dell'Aja contribuirà a potenziare le politiche di tutela dei minori, sviluppando la cooperazione giudiziaria tra gli Stati firmatari. Va però evidenziato che il ritardo nella ratifica, rispetto ad un termine indicato come non vincolante, non costituisce un inadempimento sanzionabile in sede europea. Tale ritardo è peraltro riconducibile al problema del riconoscimento formale dell'istituto della kafala, una forma di affidamento del minore prevista nel diritto islamico, che secondo il Ministero dell'interno sarebbe conforme ai principi dell'ordinamento italiano solo se conseguente ad un provvedimento dell'autorità giudiziaria e non se basato su un semplice accordo di diritto privato, che potrebbe nascondere forme di sfruttamento del minore. (Applausi dal Gruppo LNP e della senatrice Rizzotti).

ALLEGRINI (PdL). L'approvazione delle mozioni rappresenterà l'ennesimo segnale di attenzione del Parlamento nei confronti dei temi dell'infanzia, dopo la recente istituzione dell'Autorità garante e la ratifica della Convenzione di Lanzarote sulla violenza sui minori e la pornografia. Va inoltre ricordato che il ritardo nella ratifica della Convenzione deriva dalla difficoltà di adeguare all'ordinamento interno l'istituto giuridico della kafala, onde evitare che l'abuso di tale strumento, previsto dal diritto islamico, possa andare a detrimento degli interessi del minore. Auspica dunque che il Governo presenti alle Camere un testo di ratifica equilibrato, che tenga conto delle diversità culturali e religiose proprie di una società multietnica, nel rispetto dei principi propri dell'ordinamento giuridico italiano. Occorre inoltre porsi altri fondamentali obiettivi, quali la realizzazione di una Banca dati dei bambini adottabili, la riduzione del numero dei minori che trascorrono l'intera infanzia negli istituti e l'introduzione della possibilità di adozione «in uscita» per i bambini adottabili che non trovano una famiglia in Italia. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

CARLONI (PD). L'Italia ratificherà con grave ritardo la Convenzione dell'Aja, essendosi attardata troppo a lungo nel mancato riconoscimento dell'istituto islamico della kafala, senza aver individuato strade percorribili per consentire ai minori abbandonati di essere accolti in una famiglia italiana. La mancata ratifica ha dunque messo in luce il disinteresse della maggioranza e forse anche l'intento di contrastare i principi della Convenzione e sottopone l'Italia al rischio di una procedura comunitaria per violazione dei trattati e della relativa sanzione economica. Il voto unitario e congiunto sulle mozioni è comunque un fatto positivo, di cui va dato atto alle numerose senatrici che si sono impegnate per ottenerlo. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).

Il Senato approva le mozioni nn. 336 (testo 2), 442 (testo 2), 446 e 447.

Non accoglimento di proposta di inversione dell'ordine del giorno

GRILLO (PdL). Chiede un'inversione dei punti all'ordine del giorno, per passare immediatamente all'esame delle mozioni sul servizio di trasporto ferroviario a media e lunga percorrenza.

GIAMBRONE (IdV). Il Gruppo non concorda con l'inversione dei punti all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Non essendoci accordo tra i Gruppi, non si procederà all'inversione dei punti all'ordine del giorno.

Discussione delle mozioni nn. 202 (testo 2), 222, 393, 422, 441 e 445 sul gioco d'azzardo

Approvazione delle mozioni nn. 202 (testo 3), 222 (testo 2), 393, 422 (testo 2), 441 (testo 2) e 445 (testo 2)

LAURO (PdL). La discussione delle mozioni in esame, che contengono spunti di grande interesse, deve costituire l'avvio di un dibattito ampio sul complesso tema del gioco d'azzardo, su cui tra breve interverrà anche la Commissione antimafia presentando un apposito rapporto alle Camere. Occorre infatti interrogarsi sulla continuità tra gioco legale e gioco clandestino, specialmente nei territori controllati dalla criminalità organizzata e approvare misure urgenti che tutelino i minori, vietino la pubblicità ingannevole, impediscano il riciclaggio del denaro sporco attraverso le scommesse e garantiscano la trasparenza di tutti i concessionari di gioco. Occorre inoltre porsi il problema di una riforma strutturale dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, accompagnata dalla riforma del sistema sanzionatorio e del sistema di verifica. La mozione n. 202 (testo 2) impegna dunque il Governo a prevenire e reprimere il gioco d'azzardo illegale, a regolare in modo più rigoroso quello legale, a garantire la trasparenza delle concessioni, ad adottare misure di controllo sui giochi telematici e ad introdurre misure più stringenti a tutela dei minori. (Applausi dai Gruppi PdL e PD e dei senatori Del Vecchio e Li Gotti).

LANNUTTI (IdV). Nella perdurante fase di crisi economica, il fenomeno del gioco d'azzardo miete sempre più vittime soprattutto tra i cittadini delle fasce sociali più deboli, che rincorrono l'illusione di migliorare le proprie condizioni di vita tramite il gioco e finiscono per aggravarle. Il giro d'affari determinato da case da gioco e giochi on line è enorme e ovviamente richiama l'interesse della criminalità organizzata, con conseguente diffusione dei reati di usura ed estorsione. Di fronte a questa situazione, lo Stato - che peraltro reperisce ingenti risorse grazie al settore dei giochi - deve farsi carico di tutelare i soggetti più deboli, impedendo che sviluppino forme di dipendenza patologiche, e impedire le infiltrazioni della criminalità. Con la mozione n. 222, pertanto, si impegna il Governo a promuovere una revisione della disciplina del settore del gioco per meglio contrastare i fenomeni illegali e a destinare parte dei proventi derivanti dalla raccolta conseguente a giochi e scommesse per realizzare campagne di informazione ed educazione dei giovani. (Applausi dal Gruppo IdV e dei senatori Perduca e Del Vecchio).

BAIO (Misto-ApI). Il gioco d'azzardo alimenta la terza industria italiana (nel 2010 gli italiani vi hanno speso 61 miliardi di euro) e coinvolge circa l'80 per cento della popolazione adulta. Purtroppo, le persone maggiormente dedite al gioco sono proprio quelle che appartengono ai ceti medio-bassi che, nel tentativo di superare con un colpo di fortuna le proprie difficoltà economiche, rischiano di sviluppare forme di dipendenza patologiche, di aggravare ulteriormente le loro difficili condizioni di vita e di cadere vittime di fenomeni usurari ed estorsivi. Preoccupano inoltre la diffusione del gioco irregolare e clandestino e il coinvolgimento nel fenomeno del gambling patologico di un'alta percentuale della popolazione studentesca. In tale situazione, lo Stato deve evitare di proporre sempre nuove tipologie di gioco per reperire maggiori risorse. Pertanto, con la mozione n. 422 si impegna il Governo ad inserire la cura dei disturbi conseguenti alle forme di dipendenza dal gioco d'azzardo - che possono degenerare fino al suicidio - tra i livelli essenziali di assistenza, in modo che per queste patologie sia riconosciuta una forma di tutela omogenea su tutto il territorio nazionale. Inoltre, il Governo dovrà promuovere un programma di prevenzione e formazione in materia di gioco d'azzardo patologico ed estendere il gratuito patrocinio a favore dei soggetti coinvolti in procedimenti civili e penali per fatti connessi con queste forme di dipendenza patologica. Auspica un'approvazione corale di tutte le mozioni, che pur con diverse sfumature perseguono lo stesso obiettivo. (Applausi del senatore Molinari).

DIVINA (LNP). Le persone affette dalla patologia compulsiva del gioco spendono cifre altissime, esponendo se stesse e le proprie famiglie al rischio di indigenza. Pur non essendo proibizionista, la Lega con la mozione n. 393 chiede al Governo di porre un limite alla capacità di spesa di quelle persone che non riescono a controllarsi. Tra le soluzioni ipotizzabili, l'obbligo di utilizzare una tessera elettronica che limiti le giocate dell'individuo in base al suo livello reddituale. (Applausi dal Gruppo LNP).

BARBOLINI (PD). L'industria del gioco e delle scommesse legali è in continua crescita, ma proliferano anche il gioco illegale (l'85 per cento dei siti di scommesse attivi in Europa è privo di regolare licenza) e quello d'azzardo, che nell'attuale fase di crisi economica attrae sempre più giocatori appartenenti soprattutto ai ceti meno abbienti, i quali coltivano l'illusione di superare con un colpo di fortuna le loro difficoltà e finiscono invece imprigionati in meccanismi che aggravano la loro situazione economica ed in forme di dipendenza gravi. Lo Stato non può fare a meno degli introiti derivanti dal settore dei giochi, ma ha il dovere di regolamentare il settore, rendendolo maggiormente trasparente, e al tempo stesso di tutelare i soggetti più deboli che possono sviluppare forme di dipendenza patologiche. Pertanto, con la mozione n. 441 si impegna il Governo a regolamentare le forme di pubblicità del gioco d'azzardo, ad adottare strumenti di dissuasione e a diffondere nelle videolottery e nei giochi on line avvertenze e richiami contro la dipendenza. Inoltre, sarà necessario individuare sistemi di filtro per l'accesso dei più giovani ai giochi, destinare quote delle entrate erariali derivanti dai giochi per promuovere campagne di sensibilizzazione e prevenzione delle fasce più deboli della popolazione, nonché di assistenza e cura dei soggetti che abbiano sviluppato forme di dipendenza dal gioco d'azzardo. Tutte le misure di contrasto al gioco illegale dovranno ovviamente essere coordinate con quelle adottate in sede europea. Considerata la posizione sostanzialmente convergente di tutti i firmatari delle mozioni, sono ormai maturi i tempi per affrontare in Senato una discussione per la sistematizzazione di tutte le novità introdotte nel comparto dei giochi e per migliorare e correggere la normativa ad esso relativa. (Applausi dal Gruppo PD).

LI GOTTI (IdV). Il gioco rappresenta una forma di tassazione subdola. La ludopatia è un problema di grande rilevanza sociale, che coinvolge un numero crescente di persone, appartenenti alle fasce più deboli e meno culturalmente attrezzate della popolazione. Si stima che ogni cittadino italiano spenda in media duemila euro l'anno per attività di gioco lecito e illecito. Il picco delle giocate si registra purtroppo nei giorni in cui vengono riscosse le pensioni: in un'epoca di crisi, molti si illudono di risolvere i problemi economici attraverso il gioco, che li conduce piuttosto alla rovina. Per la criminalità organizzata il mercato del gioco, che si lega ad attività di riciclaggio e all'usura, rappresenta una nuova frontiera del business. La legge di stabilità per l'anno 2011 prevede contraddittoriamente l'emanazione di un decreto per contrastare fenomeni di ludopatia conseguenti al gioco compulsivo e la possibilità di introdurre nuove slot machine e nuove tipologie di gioco. La mozione n. 445 impegna, tra l'altro, il Governo ad attivarsi per contrastare il gioco su Internet da piattaforme collocate all'estero, che peraltro non versano neppure un euro all'erario. A tale scopo, come proposto dalla Commissione antimafia, la mozione chiede di estendere l'autorizzazione prevista dall'articolo 88 del Testo unico di pubblica sicurezza anche alle piattaforme che operano all'estero: poiché esse non potranno regolarizzare le loro posizioni, i relativi siti verranno oscurati. Considerata l'importanza dell'argomento, preannuncia che l'Italia dei Valori voterà a favore di tutte le mozioni presentate. (Applausi dai Gruppi IdV e PdL. Congratulazioni).

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione delle mozioni.

VALLARDI (LNP). Il fatturato complessivo del gioco di Stato ammonta a 60 miliardi, circa il quattro per cento del PIL. La mania del gioco è in crescita esponenziale: le entrate dello Stato derivanti dal gioco sono stimate quest'anno in cinque miliardi. Il fenomeno riguarda soprattutto le Regioni meridionali e le fasce sociali meno abbienti. I numeri sono impressionanti: circa due milioni di persone sono a rischio dipendenza, soprattutto giovani e donne. I minorenni scolarizzati che scommettono illegalmente sono circa mezzo milione. Tra le cause dell'esplosione del fenomeno vi sono la liberalizzazione del mercato e l'ampliamento delle modalità di gioco. Un atteggiamento meramente proibizionista rischia tuttavia di avvantaggiare il gioco clandestino, che alimenta i circuiti criminali dell'usura e del riciclaggio. Occorrono piuttosto campagne di sensibilizzazione e di educazione, in particolare nelle scuole. (Applausi dal Gruppo LNP).

BIONDELLI (PD). Il fenomeno della dipendenza dal gioco rappresenta un problema sociale, sanitario e di ordine pubblico. Intere famiglie dilapidano patrimoni e si indebitano a causa di un disturbo ossessivo-compulsivo, mentre la criminalità organizzata si arricchisce attraverso il monopolio della distribuzione e della gestione delle slot machine. Lo Stato ha il dovere di intervenire a tutela delle fasce più a rischio: giovani, donne e disoccupati. La strada da intraprendere è sopratutto quella della prevenzione attraverso campagne di informazione e tramite il potenziamento dei Ser.T, i servizi delle aziende sanitarie locali volti a curare le tossicodipendenze: il gioco d'azzardo patologico è infatti un disturbo del comportamento che ha grande attinenza con la tossicodipendenza tanto da rientrare nell'area delle cosiddette dipendenze senza sostanze. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Li Gotti. Congratulazioni).

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione.

GIORGETTI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il Governo condivide la necessità di affrontare adeguatamente il problema sociale della dipendenza da gioco d'azzardo e, entro l'estate, varerà una normativa quadro sul gioco. La legge di stabilità per il 2011 ha previsto l'introduzione di più stringenti requisiti per la partecipazione delle società alle procedure di affidamento in concessione in tutti i settori di gioco pubblico. Sono stati introdotti, inoltre, nuovi strumenti di controllo, tra cui il censimento delle slot machine e della loro ubicazione e l'istituzione dell'elenco dei soggetti che operano nella filiera. E' stato inoltre previsto un piano straordinario di controlli al gioco on line, delle scommesse e degli apparecchi da divertimento e intrattenimento. Il Ministero della salute sta predisponendo il decreto, previsto dalla legge di stabilità, recante linee d'azione per la prevenzione, il contrasto e il recupero dei fenomeni di ludopatia conseguenti al gioco compulsivo. La proposta di prevedere l'utilizzo obbligatorio di una tessera elettronica crea ancora dei problemi che il Governo sta cercando di superare. La collaborazione tra Polizia postale, Guardia di finanza, Nucleo speciale delle frodi telematiche ha portato all'inibizione di numerosi siti irregolari. Infine, l'Italia ha da poco raggiunto un accordo con la Francia per rafforzare i controlli sulle attività da gioco on line e per reprimere gli illeciti. Esprime parere favorevole sulla mozione n. 393; il parere sulle mozioni nn. 202 (testo 2), 222, 422, 441 e 445 è favorevole a condizione che siano accolte alcune modifiche (v. Resoconto stenografico).

Presidenza del presidente SCHIFANI

PRESIDENTE. Passa alla votazione finale. Avverte che i presentatori delle mozioni nn. 202 (testo 2), 222, 422, 441 e 445 hanno accolto le modifiche proposte dal Governo (v. testi 2 e 3 nell'Allegato A).

POLI BORTONE (CN-Io Sud). Il Gruppo Coesione Nazionale-Io Sud voterà a favore di tutte le mozioni presentate, pur non avendone presentate una propria, ma essendosi i suoi componenti sempre interessati al grave problema di carattere sociale rappresentato dall'abuso del gioco, che riguarda soprattutto le fasce deboli della popolazione. Combattere il gioco d'azzardo significa intervenire su quell'indotto negativo rappresentato da estorsioni, usura, riciclaggio, e soprattutto sull'alienazione personale cui va incontro il soggetto coinvolto. Il Governo ha manifestato grande attenzione al fenomeno, affrontandolo con misure di repressione ma anche di prevenzione. Il Gruppo CN-Io Sud, che ha presentato un disegno di legge sul federalismo degli introiti del gioco, auspica che il Governo valuti, fra gli altri aspetti, anche quello della territorialità dell'imposta sui giochi. (Applausi dal Gruppo CN-Io Sud e della senatrice Rizzotti. Congratulazioni).

LI GOTTI (IdV). Dichiara il voto favorevole del Gruppo sulle mozioni presentate, apprezzandole nei contenuti e nell'impegno che denotano da parte di tutti i Gruppi. La lotta contro il gioco d'azzardo, su cui si appunta il forte interesse della criminalità organizzata, richiede una attività di controllo capillare e decisa, anche in considerazione degli escamotage ingegnosi attraverso i quali vengono aggirate le regole, ad esempio nella falsificazione dei dati contenuti nelle denuncie da parte dei gestori del numero dei macchinari funzionanti. (Applausi dai Gruppi IdV e PD e del senatore Fosson).

GUSTAVINO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Le mozioni presentate richiamano l'attenzione su un tema rilevante, sul quale il Governo, stando alla replica del sottosegretario Giorgetti, sembra delineare un disegno organico per avviare un percorso virtuoso. Il problema emerso con più evidenza è il rapporto tra lo Stato e i cittadini più deboli, quelli che ricorrono al gioco d'azzardo, diffuso sempre più capillarmente sul territorio, perché in condizioni di vita difficili. Occorre pertanto coerenza nel fissare le regole relative alle autorizzazioni, ma soprattutto un grande sforzo educativo che presupponga ad esempio una minore pervasività della pubblicità del gioco legale. Occorre dare un segnale morale, evitando di aumentare i numeri sempre crescenti di questo business e considerando anche i forti costi che il recupero della ludopatia comporta. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI, PD, IdV e PdL. Congratulazioni).

DIVINA (LNP). Il Gruppo LNP voterà a favore di tutte le mozioni, apprezzando la disponibilità del Governo a cogliere le diverse sfumature in esse contenute. Fra i punti salienti, emergono la dissuasione dei minori, la lotta contro la pubblicità ingannevole, al riciclaggio e al gioco illegale. Ovviamente non tutto il gioco deve essere demonizzato, ma occorre vigilare sulla diffusione capillare dei centri dove è possibile avere accesso ai giochi e sull'entità delle vincite promesse, che induce spesso gli individui meno strutturati psicologicamente e magari più poveri a tentare la fortuna per dare una svolta alla propria vita, finendo per aggravare le proprie condizioni. (Applausi dal Gruppo LNP e del senatore Tomassini).

FONTANA (PD). Il dato emblematico della gravità del tema del gioco d'azzardo e che maggiormente deve stimolare l'impegno nella lotta al fenomeno è la sua diffusione tra i minori ed il rischio che essi sviluppino una dipendenza dal gioco. Si tratta di un allarme sociale sottovalutato per le sue ripercussioni economiche, sanitarie e culturali. L'entità del movimento economico generato è in crescita verticale soprattutto nelle fasce più deboli della popolazione, sia perché l'offerta istituzionale si è ampliata, sia perché le occasioni si sono moltiplicate negli spazi della quotidianità, sia perché il messaggio pubblicitario ha trasformato quello che veniva percepito come un disvalore in un comportamento abituale o addirittura positivo. Per le gravi ripercussioni che la dipendenza dal gioco può implicare, per la labilità del confine tra gioco lecito e gioco illecito, non basta contrastare il gioco illegale, terreno di arricchimento della malavita, ma occorre agire sotto il profilo della prevenzione e dell'assistenza alle forme patologiche, diffondendo una cultura del gioco responsabile. Il Gruppo voterà a favore delle mozioni, considerandole solo la premessa ad una legge quadro complessiva in materia. (Applausi dai Gruppo PD e PdL e del senatore Gustavino. Congratulazioni).

SALTAMARTINI (PdL). È positivo l'impegno del Governo alla presentazione di un disegno di legge quadro in materia di giochi, che contenga le strategie più efficaci per contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata, il riciclaggio del denaro e l'attività usuraria e si avvalga del lavoro compiuto dalla Commissione parlamentare antimafia. L'intervento normativo dovrà inoltre contenere interventi per tutelare i minori, contrastare la diffusione delle pubblicità ingannevoli e istituire un registro degli scommettitori. Occorre fare chiarezza anche sull'applicazione della cosiddetta direttiva Bolkestein, che consente di aprire agenzie per conto di imprese che hanno sede negli altri Paesi dell'Unione europea. La materia va dunque regolata contemperando la libertà dei cittadini di divertirsi attraverso i giochi leciti e le inderogabili esigenze di contrasto della criminalità organizzata e di tutela delle categorie sociali più fragili. L'ampio consenso registratosi su tutte le mozioni, a cui va il voto convinto del Popolo della libertà, testimonia dunque la possibilità di svolgere un lavoro parlamentare efficace e condiviso su tale questione. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Viespoli. Congratulazioni).

Il Senato approva le mozioni nn. 202 (testo 3) , 222 (testo 2), 393, 422 (testo 2), 441 (testo 2) e 445 (testo 2).

Sui lavori del Senato

PRESIDENTE. Su richiesta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata, già previsto per le ore 16 di domani, è stato anticipato alle ore 12. Pertanto la seduta pomeridiana di domani non avrà luogo.

Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno

BELISARIO (IdV). Contesta la delibera dell'AGCOM che consentirà di rimuovere, con un mero atto amministrativo, i contenuti di siti Internet accusati di violare il diritto d'autore, rischiando così di creare un pervasivo sistema di controllo della rete. I sistemi di tutela del diritto d'autore devono invece essere regolati dal Parlamento e chiede quindi una discussione dell'Assemblea su tale delicata materia. (Applausi dal Gruppo IdV e della senatrice Incostante).

PARDI (IdV). Chiede che la Giunta per il Regolamento si esprima sull'ammissibilità della decisione di stralciare la quasi totalità degli articoli di un provvedimento, costringendo la Commissione di merito a replicare il lavoro già svolto in sede referente, come è stato fatto nella seduta di ieri per il disegno di legge sulla semplificazione.

PRESIDENTE. La Presidenza valuterà tale richiesta.

Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno della seduta del 30 giugno.

La seduta termina alle ore 19,45.