Sulla Relazione annuale del Governo al Parlamento
sullo stato delle tossicodipendenze in Italia
PERDUCA (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PERDUCA (PD). Signor Presidente, tutti gli anni il Governo predispone una Relazione sullo stato delle tossicodipendenze, che invia al Parlamento. L'ultima è stata presentata ieri dal sottosegretario Giovanardi, responsabile per la Presidenza del Consiglio di questioni attinenti alla materia.
Se però si va a vedere in cosa consista la presentazione di tale Relazione al Parlamento, si scopre che si tratta della pubblicazione di due volumi, uno inviato alla Camera dei deputati, uno al Senato. Se si è fortunati, si può averli anche il giorno successivo alla presentazione, anche se quest'anno, fino a pochi minuti fa, ancora non sono disponibili, mentre l'anno corso sono passate due settimane. Contattando gli uffici della Presidenza del Consiglio si apprende che c'è un link al sito della Presidenza del Consiglio stessa, che però non sempre funziona.
Ora, a parte la possibilità di studiare con il tempo necessario un volume che spesso va oltre le 400 pagine, e tenuto presente che comunque, all'articolo 46 del Regolamento del Senato, si dice che le Commissioni si possono, addirittura, azzardare a chiedere al Governo chiarimenti su questioni anche politiche (così si legge, anche se non so cos'altro si potrebbe chiedere al Governo), e che però, al terzo comma dell'articolo 46, si dice che i rappresentanti del Governo «possono» intervenire nelle sedute (quindi non «devono»), credo che occorra prendere seriamente in considerazione questo problema.
Annualmente siamo infatti di fronte all'impossibilità di confrontarci con il Governo circa i dati che vengono elaborati in questa Relazione. Lo si può fare solo un paio di mesi dopo, perché in effetti la mole di lavoro è tale che nei dettagli poi si scopre il diavolo. Si scopre infatti, per esempio, che i campioni sulla base dei quali vengono redatte le Relazioni è esiguo, per non dire ridicolo, e che sulla base di questa analisi antiscientifica si dice all'Italia che è diminuito il consumo delle droghe, chiaramente per rafforzare la necessità di indurire la legge cosiddetta Fini-Giovanardi e tutte le altre politiche di contorno, da ultima la gestione di oltre 13 siti web (neanche la Tunisia di Ben Ali aveva un sito web per un minimo aspetto della mera questione), che costano milioni, a valere sulle tasse dei nostri contribuenti.
Fortunatamente, il sottosegretario Giovanardi risponde alle interrogazioni parlamentari e, quindi, abbiamo dati forniti dalla Presidenza del Consiglio. Occorre trovare un modo, e con la senatrice Poretti stiamo tentando di preparare un disegno di legge che ponga fine a questa prassi burocratica in merito a una questione molto importante. Occorre, infatti, ricordare che, purtroppo, 27.000 dei 67.000 detenuti nelle carceri italiane si trovano là in virtù della violazione della legge Fini-Giovanardi. Quando poi si va a vedere la qualità della violazione, molto spesso si scopre che si tratta dei cosiddetti pesci piccoli e che, all'interno di questo gruppo di pesci piccoli, la stragrande maggioranza, quasi il 65 per cento, non sono cittadini italiani. Il fenomeno è allora molto più complesso di quanto non si possa affrontare in una conferenza stampa di mezz'ora fatta da chi, chiaramente, non può che dare ragione a se stesso.
Occorrerebbe forse che le Commissioni deputate, quindi Sanità e Giustizia, ma sicuramente anche l'Aula, affrontassero la questione nel dettaglio, magari con un minimo di tempo preventivo per potere studiare i dati, dal momento che poi ne conseguono tutta una serie di conferme e ulteriori decisioni, che non sempre vanno nella direzione di gestire il fenomeno, ammesso e non concesso che l'obiettivo sia di gestirlo, piuttosto che rafforzare l'architettura proibizionista.
PRESIDENTE. Senatore Perduca, gli Uffici mi confermano che, ufficialmente, le relazioni non sono ancora arrivate, né a noi, né alla Camera.
Questo, però, nulla toglie rispetto alla questione che lei poneva, che è una questione rilevante. Merita anche una valutazione appropriata in sede di Conferenza dei Capigruppo, e non solo nelle Commissioni,il modo in cui su questo rapporto, con il tempo necessario, visto il tema certamente di rilievo che riveste, possa esservi un approfondimento non formale nelle Commissioni stesse e, eventualmente, in Aula. Su questo tema, pertanto, dobbiamo registrare questa segnalazione, fare una riflessione e prendere delle decisioni.